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Home Page (a cura di Anna Guglielmi) . Anno III, n. 23, Luglio 2009

Zoom immagine Filosofia, storia, attualità creano
occasioni di riflessione e ricerca

di Rosina Madotta
Una raccolta pubblicata da Inedition esamina, con diverse recensioni
e saggi, imprescindibili dottrine della cultura umanistica occidentale


La ricerca filosofica più significativa degli ultimi secoli insieme a uno scorcio della tradizione storiografica europea, espressioni della più grande e raffinata cultura occidentale racchiuse in diciotto saggi del professore Giuseppe Licandro nel suo ultimo libro Riflessi del tempo. Saggi filosofici e storici (Inedition, pp. 154, € 12,50).

Il lavoro, con la Prefazione del giornalista e storico Fulvio Mazza, è una raccolta di recensioni e articoli dello stesso autore, pubblicati negli ultimi anni su diverse riviste letterarie sia cartacee che on line: Rnotes e Scriptamanent.net pubblicate dalla casa editrice Rubbettino; direfarescrivere e Bottega Scriptamanent divulgate dall’agenzia editoriale e di comunicazione la Bottega editoriale; LucidaMente.com diffusa da Inedition.

I diciotto saggi sono distribuiti in due parti, corrispondenti ad altrettanti percorsi tematici: il primo, filosofico – costituito da un breve ma significativo excursus sulla storia della filosofia occidentale –, esamina i pensieri di eminenti uomini di cultura da Gioacchino da Fiore a Bertrand Russell, passando per le idee di Tommaso Campanella, Immanuel Kant e Ludwig Wittgenstein, insieme alle riflessioni su argomenti inerenti al dibattito epistemologico del Novecento, nonché a tematiche bioetiche di stringente attualità, quali l’eutanasia e il modo di intendere il “mondo animale”; il secondo è un percorso storico su importanti tematiche politiche e sociali, quali la genesi e l’evoluzione dell’idea di Europa, la nascita e il significato del concetto di democrazia, insieme ad altri avvenimenti protagonisti della scena storica e storiografica del XX secolo, come la nascita dell’Italia repubblicana e il drammatico periodo di tensione mondiale della Guerra fredda.

 

L’eccentrico Wittgenstein e il Tractatus logico-philosophicus

Sfogliando le pagine di Licandro ci si imbatte in autori, seppure attuali, separati l’uno dall’altro e dalla civiltà corrente da secoli di storia, così come distanti sono le diverse riflessioni sull’uomo e sul pensiero filosofico espresse.

Le teorie degli autori più moderni, come Russell e Wittgenstein, richiamano l’attenzione del lettore per la loro relazione con il campo della ricerca odierna – rispettivamente epistemologica e sulla teoria del linguaggio – nei più importanti centri universitari italiani ed esteri.

In particolare, il saggio Ludwig Wittgenstein e il senso dell’ineffabile è un percorso d’analisi sul pensiero del famoso, quanto controverso ed enigmatico, filosofo e logico viennese che – con il suo carattere bizzarro e al di fuori d’ogni impostazione classica da intellettuale – nei primi decenni del Novecento si pose al centro del dibattito epistemologico, entrando spesse volte in conflitto con gli altri intellettuali.

Come evidenzia Licandro, le difficoltà che sorgono nell’interpretare e capire in pieno la riflessione di Wittgenstein dipendono principalmente dalla particolare caratteristica delle sue teorie, non esplicitate in modo discorsivo e chiaro, ma espresse sotto forma di proposizioni, paradossi, aforismi, brevi annotazioni enigmatiche attraverso un linguaggio oscuro e frammentario, tanto che i filosofi successivi ne hanno dato letture ermeneutiche dissimili.

Wittgenstein è, tra l’altro, autore del Tractatus logico-philosophicus (pubblicato nel 1921), una raccolta di enunciati suddivisi in sette proposizioni principali, dalle quali si dipanano e dipendono proposizioni secondarie ed esplicative – articolate secondo una numerazione su più livelli –, riguardanti la logica, la filosofia del linguaggio, la matematica e l’ontologia.

Il filosofo pone come centrale nel suo lavoro di ricerca la questione su quale sia «l’essenza del linguaggio e della proposizione» inoltre, elaborando la sua trattazione, fa ricorso alla teoria dell’“atomismo logico”. «Secondo questa dottrina, la realtà è formata da “fatti atomici”, ossia da fenomeni composti di oggetti semplici. Ai “fatti atomici” corrispondono, sul piano logico e linguistico, le proposizioni “elementari” o “atomiche”, che, essendo “isomorfiche”, rispecchiano gli “stati di cose” e ne rappresentano – kantianamente – la “forma logica”, ma non “l’essenza reale”».

Pubblicata nel 1953, Ricerche filosofiche è l’opera di Wittgenstein che meglio riesce a esprimere le sue posizioni e idee filosofiche rielaborate a partire dagli anni Trenta: il linguaggio ordinario e quotidiano come principio di partenza, per elaborare una «teoria del significato come uso», conosciuta anche come «teoria dei giochi linguistici», secondo cui il senso attribuito alle parole non dipende dalla relazione che queste hanno con gli oggetti reali del mondo, ma dall’uso linguistico che ne viene fatto. Ciò dipende anche dalla caratteristica propria del linguaggio che, essendo multiforme e variabile, assume un senso diverso in base al contesto in cui un qualsiasi nome o enunciato viene utilizzato.

 

Altri temi trattati

Attuali e interessanti sono gli altri saggi di Licandro inclusi nella raccolta. Solo per citarne qualcuno: in Il mondo animale nel pensiero filosofico occidentale l’autore relaziona sul modo di concepire “il mondo animale”, appunto, nella storia della filosofia, da come è stato concepito nella Bibbia o nell’antica Grecia, fino alla cultura contemporanea nella quale è sempre aperto il dibattito sulle condizioni di vita e sulle iniziative a sostegno dei diritti degli animali stessi.

Il caso “Chaussoy”: riflessioni sull’eutanasia testimonia, invece, la toccante e tragica vicenda di Vincent Humbert, giovane vigile del fuoco francese che, rimasto coinvolto in un grave incidente stradale, entra in coma irreversibile, e del medico Frédéric Chaussoy che ha posto fine, dopo anni di inutili cure, alle sofferenze del ragazzo. Dopo essere stato processato e assolto dall’accusa di omicidio, Chaussoy ha pubblicato una sorta di autodifesa, Je ne suis pas un assassin, tradotta anche in italiano (Non sono un assassino. Il “caso Welby-Riccio” francese, Inedition, pp. 176, € 15,00), che rappresenta un’importante testimonianza e fonte di riflessioni sulla dolorosa questione dell’eutanasia.

L’ultimo scritto della raccolta, Contro la pena di morte, prende in esame un tema tanto dibattuto in tutto il mondo e le lotte per la sua abolizione. In particolare, Licandro si sofferma sul libro (edito da Spirali, pp. 318, € 25,00), che ha dato il nome al saggio, scritto dall’avvocato francese Robert Badinter, ministro della Giustizia sotto il governo Mitterrand e fautore della battaglia che portò, nel 1981, all’abolizione della pena capitale in Francia. A riguardo si ricorda che nel nostro paese, soltanto il 2 ottobre 2007 il Parlamento ha apportato una modifica alla Costituzione, abrogando il comma dell’articolo 27 che ammetteva la pena di morte «nei casi previsti dalle leggi di guerra militari».

In pratica, Riflessi del tempo costituisce un valido strumento conoscitivo dalla doppia valenza: avvicinamento alle nozioni umanistiche esposte, per coloro che non portano nel proprio bagaglio culturale gli argomenti proposti e, al tempo stesso, approfondimento per chi possiede già tali saperi, questo soprattutto grazie alle brevi e significative recensioni con cui Licandro arricchisce le citazioni dei numerosi testi: presentazioni critiche che divengono un vero e proprio invito alla lettura.

 

Rosina Madotta

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno III, n. 23, luglio 2009)

 

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