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Home Page (a cura di Tiziana Selvaggi) . Anno I, n° 1 - Settembre 2007

Zoom immagine Tintinnio di farfalle:
frammenti poetici
in un’agile silloge

di Monica Baldini
La dolce sensibilità dell’autrice Agnoletto
in una raccolta, edita da LucidaMente,
concentrata sulle emozioni e i sentimenti


La poesia come espressione dell’interiorità del poeta, esternata attraverso la parola, ma non solo. Questo è il filo che unisce le poesie di Arianna Agnoletto, pubblicate nella raccolta Tintinnio di farfalle (Edizioni di Lucidamente, pp. 60, € 9,00). La Agnoletto, scrittrice non solo di poesie, ma anche di canzoni e brevi racconti, parte, infatti, dalla propria interiorità per affrontare un viaggio che è anche quello di ogni uomo, di cui si fa portavoce. La sua poesia rievoca così sentimenti, emozioni, percezioni di attimi vissuti che hanno costellato la sua vita ma in cui sicuramente molti lettori possono riconoscersi: sono le esperienze più comuni ma più forti del vivere di ognuno. L’autrice parla d’amore, ma anche di dolore. E il modo in cui porta alla luce i suoi pensieri è spiazzante.

Le 46 poesie, da leggere tutte d’un fiato, sono cariche di spontaneità e immediatezza, perché è così che sono state create: da un forte impulso. La parola stessa che l’autrice utilizza non è solo parola ma anche suono, ritmo, immagine, profumo, sapore, contatto. Tutto ciò che circonda la sua vita viene esplorato attraverso i cinque sensi, che oltretutto vengono attribuiti ad oggetti o situazioni a cui normalmente non appartengono. Il sogno, l’amore, il dolore sono rappresentati attraverso silenzi, sguardi, movimenti e suoni che appartengono al mondo reale, ma che d’incanto diventano elementi che non appartengono all’uomo, come si può leggere nelle poesie seguenti: «ho / attraversato / i tuoi occhi / …… / come possono bastarmi / le tue parole», «passando / ho sfiorato / la luna / …… / pochi lo sanno fare / senza volare», «l’amore / stringe i fianchi / fino a farli / sanguinare», «riconosco / il tocco leggero / delle tue ali / …… / lo riconosco / ……».

Persino la natura all’improvviso si trasforma e così può parlare, sorridere, emozionarsi: «anche / le foglie / ridono / quando / spiccano / il volo», «bisbigliano / nuvole / lontane / frasi / che / fanno / arrossire il cielo». Assistiamo quindi a un ampio utilizzo della figura retorica della personificazione, ovvero l’attribuzione di azioni o sentimenti umani a cose.

Il lettore, inoltre, viene catturato da brevi ma intensi sprazzi di immagini e colori, come quelli di un pittore su una tavolozza: «…sul verde che tremava… / papaveri / toccavano il cielo», «stavamo con le margherite / a berci il cielo».

Ed è proprio in tutte queste forme che in Tintinnio di farfalle, come già il titolo preannuncia, si trasforma la poesia dell’Agnoletto.

 

Una scrittura particolare e la rappresentazione del caos moderno

Come si sarà notato si tratta di componimenti molto brevi, formati solamente da uno o due versi, in cui assumono un’importanza fondamentale non solo i vocaboli utilizzati ma anche la punteggiatura. Quest’ultima non è studiata, né tanto meno stesa casualmente. I puntini di sospensione, spesso utilizzati dall’autrice in maniera innovativa (spesso sono sei e non tre), hanno una funzione espressiva, sono anch’essi carichi di significato semantico, sempre diverso in base alla poesia.

Tali scelte linguistiche sono simbolo di una totale libertà dell’autrice nell’esprimersi e nello sperimentare attraverso la parola. L’Agnoletto non sente di dover dare una struttura a tutti i costi alla sua poesia, o di rispettare canoni e forme metriche. Per esprimere le sensazioni che le appartengono non le servono molte parole. La semplicità, e anche la profondità e il saper sondare “senza studio”, ma con intuizione, sono le caratteristiche che contraddistinguono l’autrice e la sua opera.

Un elemento fondamentale, inoltre, che la distingue, ed è il motivo da cui scaturisce la struttura libera dei suoi componimenti, è la rappresentazione del caos moderno. Il mondo in cui viviamo è caratterizzato dalla frenesia, la velocità nel fare le cose, e siamo inondati da suoni, immagini, informazioni di ogni tipo che contribuiscono a rendere ancora più complesso e confuso il nostro vivere. Marco Gatto nella Prefazione al volume scrive: «Oggi, nell’epoca che molti dicono della postmodernità, la poesia sopravvive a se stessa, talvolta ridotta a gioco elitario, o a pratica da laboratorio. Manca un referente sociale, per cui i poeti possono liberamente sperimentare e giocare senza compromessi. Si parla di condizione postuma della letteratura, di fine della civiltà della parola». Così le poesie di Arianna sono frammenti che descrivono “visioni” in un fluire di immagini e si inseriscono in modo perfetto nel contesto letterario attuale.

Tintinnio di farfalle si rivela quindi una piacevole raccolta di poesie dalla semplicità strutturale e semantica, ma in grado di emozionare il lettore grazie alle sue particolari associazioni di concetti, suoni, immagini e colori. E non solo.

 

Deborah Muscaritolo

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno I, n. 1, settembre 2007)

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