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A XII, n. 133, ottobre 2018
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Problemi e riflessioni (a cura di La Redazione) . A XII, n. 133, ottobre 2018

Lottare contro
l’indifferenza

di Gilda Pucci
Esordio per Nous
pubblicata da Aracne:
terrorismo e migranti


Il delicato fenomeno dell’immigrazione analizzato nelle sue forme più recenti, senza mancare di rapportarlo al fenomeno dell’attuale terrorismo: si tratta di Immigrazione e terrorismo (pp. 112, € 15,00), titolo e tema scelto per il primo numero della rivista di Aracne editrice Nous a cura di Elisabetta Palmisano e Imma Giuliani. Nous si presenta come una rivista scientifica «sensibile ai fenomeni, alle tendenze e ai cambiamenti come una rivista dovrebbe saper fare». Parlerà di sociale, di scienza e politica nel sociale, con l’obiettivo di far leggere contenuti affidabili e il più possibile completi con il contributo di diverse tipologie di autori.
Il primo numero dunque tratta, o meglio, vuol fare ordine in un campo quantomai vasto e complicato nel tentativo di dare una corretta definizione del terrorismo: obiettivo, fare un’analisi delle strategie di contrasto e prevenzione al fenomeno dell’influenza del fenomeno migratorio nella percezione della sicurezza.

Un’analisi dei dati su attacchi e immigrazione
Emerge bene dai diversi contributi come, secondo studi recenti, gli attacchi di matrice islamica messi a segno da jihadisti sono in percentuale minori rispetto a quelli di gruppi autoctoni; gli attacchi di organizzazioni europee, di matrice estremista politica di estrema destra e di sinistra, di anarchici, di separatisti, sono più alte. Ci si chiede allora: perché sempre più cittadini europei temono di essere vittime di attacchi terroristici di matrice islamica nel proprio paese? Ad esempio, una risposta suggerita, chiama in campo l’informazione che enfatizza alcune inesattezze, esercitando un potere di influenza sull’opinione pubblica che è ben noto. Un’immagine di per sé è neutrale, se non fosse veicolata in un modo preciso dai mezzi d’informazione.
Anche il numero di vittime in seguito ad attacchi di matrice diversa da quella islamica è maggiore. Tuttavia, a destare preoccupazione nell’opinione pubblica europea sono i numeri sempre crescenti tanto rispetto all’ immigrazione quanto rispetto al terrorismo islamico.

Cosa fa paura?
Un’altra spiegazione alla paura infondata secondo gli autori dei testi sono quei movimenti che definiscono l’immigrazione come “invasione”.
Centinaia di migliaia di persone in fuga provenienti dalla Siria cui si aggiungono migranti che provengono in particolare dall’Iraq, dall’Afghanistan e Pakistan, vengono considerati un problema per i singoli governi e per l’Unione europea stessa, e un fenomeno da affrontare per quanto concerne la gestione delle frontiere, le varie fasi di riconoscimento dei migranti irregolari, il rilascio delle richieste di soggiorno.
Esistono certo forme di ingressi irregolari, attraverso documenti falsi che sono stati ottenuti in modo illegale o nascondendo i migranti all’interno di camion per il trasporto delle merci, di automobili, camper, ma anche su navi traghetto, convogli ferroviari e così via benché la rotta del mare, del Mediterraneo resti quella privilegiata.
Ma queste persone perché scappano? Nessuno si pone mai il quesito. La disperazione nessuno la racconta, nessuno (o quasi) considera importanti le storie di chi lotta per sopravvivere e tenta di sfuggire ad una morte certa, chiedendo solo la possibilità di una nuova speranza.

Combattere l’indifferenza
La rivista offre anche strategie e risoluzioni, non si limita alla sola analisi degli eventi, pertanto risulta efficiente e seducente nella sua tremenda attualità. Il tutto è scorrevole, ricco di approfondimenti, tutto ampiamente documentato, puntuale, molto realistico più che idealistico, pertanto una bella interpretazione del concetto, della “missione” di rivista.
L’argomento è certamente interessante, fa riflettere e ci allontana da sentimenti di odio e razzismo perché ci avvicina alla realtà più spietata e profonda. È facile puntare il dito, prendercela con gli ultimi, attribuire colpe a sentimento senza ragion di causa, scaricando frustrazioni e tensioni politiche contro gli ultimi e gli indifesi. L’argomento del primo numero di Nous e gli stessi contribuiti sono meritevoli, bravi gli autori a saper interpretare il momento, il problema e le soluzioni. Non rimaniamo indifferenti: il primo passo è la conoscenza scrupolosa e meticolosa per apportare cambiamenti positivi alla società, e garantire un futuro migliore a chiunque.

Gilda Pucci

(bottegascriptamanent, anno XII, n. 131, agosto 2018)

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