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A. XIV, n.150, marzo 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Giulia De Concilio)

La diocesi di Tropea
diviene protagonista
della conservazione
del patrimonio culturale

di Angela Galloro
La consegna del testimonial “Umberto Zanotti Bianco”: un’occasione
per ricordare la tutela della cultura e delle bellezze naturali del paese


La serata dedicata alla memoria di Umberto Zanotti Bianco è stata organizzata dalla delegazione vibonese di “Italia Nostra”, associazione che porta avanti da molti anni uno scopo preciso: la tutela e la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione. Un obiettivo che i relatori Maria Rita Chiaravalloti (insegnante), Gaetano Luciano (presidente della delegazione locale di “Italia Nostra”), Marcella Mellea (esponente dell’associazione), Luigi Renzo (vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea) insieme a Luciano Meligrana (insegnante), hanno a cuore da anni, cercando di sensibilizzare la scuola e le istituzioni sul delicato tema della conservazione naturale e culturale del territorio. Un argomento di questo tipo costituisce, soprattutto nella nostra regione, un fondamentale punto di forza e un fattore di crescita.

 

Spunti storici e attuali

Gli interessanti interventi hanno trattato il tema dei beni culturali sotto diversi punti di vista: il convegno si è aperto sotto la moderazione di Nicola Rombolà, presidente dell’associazione culturale “Alighistos”, con la relazione di Marcella Mellea sull’operato di “Italia Nostra” e sull’articolo 9 della Costituzione italiana, che protegge la cultura e la ricerca, nonché il patrimonio storico-artistico della nazione. È importante mettere in luce – spiega la relatrice – come tale patrimonio sia un «elemento portante della società e dell’identità che l’ha prodotto e che esso stesso ha contribuito a determinare». Un concetto, questo, ribadito più volte durante il corso della serata, perché in grado di mettere in luce il forte legame tra cultura, lingua, tradizioni con la società civile, o per meglio dire, con la comunità che ne è, allo stesso tempo, fautrice e fruitrice.

Veniamo a conoscenza, così di una serie di progetti che “Italia Nostra” ha condotto in questi anni e che porterà avanti rivolgendosi sempre più spesso alle giovani generazioni perché vengano sapientemente istruite sul valore del paesaggio e dei prodotti naturali e culturali che la loro terra offre.

Non a caso la maggior parte dei relatori lavora attivamente nel mondo della scuola, consapevole che il processo di formazione più costruttivo e la maggiore sensibilità alla conservazione del patrimonio, va coltivata particolarmente tra i giovani. Per questo motivo, Maria Rita Chiaravalloti specifica nel suo intervento quanto possa essere reso interessante, agli occhi dei giovani, il contenuto di un museo raccontando, durante il suo intervento coadiuvato da immagini, una selezione di opere contenute nella pinacoteca diocesana, ordinate cronologicamente. Una serie di epigrafi, resti di tombe stratificate in tufo, statue, dipinti e paramenti sacri che raccontano tutta la storia di una città e una comunità nei suoi aspetti economici, geografici, culturali e ambientali. Quello che viene fuori è un chiaro affresco della città di Tropea e dei suoi abitanti, fotografati in ogni momento della loro storia, del modo di vivere la religiosità in ogni epoca e, infine, delle contaminazioni culturali che il luogo in cui ci troviamo, ha ricevuto.

 

Un impegno che dura da quasi cinquant’anni

Conclude la serie degli interventi “storici” Gaetano Luciano, con un ricordo di Umberto Zanotti Bianco, filantropo e politico italiano che, nel 1955, fu tra i fondatori di “Italia Nostra” dopo aver dedicato gran parte della propria vita all’archeologia e aver dato alla luce, tra l’altro, la “Società Magna Graecia”.

Sensibile alle condizioni degli abitanti della nostra regione, attento osservatore e critico dei limiti della politica, in particolare nei confronti del meridione, ha dedicato alla Calabria un particolare interesse, nella consapevolezza che un maggiore coinvolgimento avrebbe riscattato il territorio dalle condizioni in cui si trovava dopo la Grande guerra, la povertà e l’analfabetismo in primis.

«Un uomo che coniugava la sua grande cultura con il rigore morale», lo definisce Luciano; un personaggio mai tenero con il potere, e consapevole che «la moralità è possibile soltanto in una società che tutela la bellezza e quindi il paesaggio e l’ambiente».

Le conclusioni della serata vengono affidate a Luigi Renzo, vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, che sottolinea la progettualità di tutti coloro che all’interno della comunità si impegnano in modo costante, personalmente o tramite associazioni, alla promozione culturale di quelle opere che definisce non come «reperti del passato» ma, come «testimonianze di vita». Solo attraverso un sempre maggiore interesse da parte della comunità, legata a culture e tradizioni in senso “religioso” e con l’appoggio delle istituzioni, questo sentimento di costruzione e conservazione del patrimonio può diventare sempre più vivace.

 

Il premio

Il testimonial, quest’anno, è stato assegnato a Ignazio Toraldo di Francia, direttore del museo diocesano, del quale è stato messo in luce, dai relatori, il forte impegno a favore della conservazione di tutti i beni materiali custoditi tutt’oggi nel museo, frutto di anni di ricerca, studio e paziente lavoro di ricostruzione storica.

Ha relazionato sul parroco della cattedrale, al quale è legato da una profonda amicizia, Luciano Meligrana, nella sua cronistoria del lavoro di ricerca, prima che venisse consegnata a Ignazio Toraldo di Francia una riproduzione dell’antefissa del V sec. a. C. curata dal maestro Raffaele Famà.

Il parroco, come Zanotti Bianco, ha unito teoria e prassi nel suo lungo percorso di raccolta e tutela delle testimonianze storiche e nelle attività pedagogiche e istruttive che porta avanti all’interno della diocesi.

 

Angela Galloro

(www.bottegascriptamanent.it, anno V, n. 48, agosto 2011)

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