Società di prodotti editoriali, comunicazione e giornalismo.
Iscrizione al Roc n. 21969.
Registrazione presso il Tribunale di Cosenza
n. 817 del 22/11/2007.
Issn 2035-7370.
Direttore editoriale: Mario Saccomanno
A. XX, n. 225, luglio 2026
Per una mentalità nuova, rispettosa d’ogni vivente
di Giuseppe Licandro
Si può agire attraverso la rete per denunciare le violenze contro gli animali
e diffondere la cultura vegetariana, superando i pregiudizi antropocentrici
Negli anni Settanta e Ottanta del Novecento nacquero le più importanti associazioni animaliste e ambientaliste tuttora attive in Italia (Lega antivivisezione, World wildlife fund, Greenpeace, Ente nazionale protezione animali, Lega italiana protezione uccelli, ecc.) che iniziarono a battersi contro la caccia, il bracconaggio, la vivisezione e altri sinistri trattamenti praticati agli animali.
Nell’ultimo decennio la coscienza animalista sembra essersi molto diffusa tra la gente, in tante parti del mondo, anche in conseguenza della solitudine che attanaglia gli individui nella società postmoderna, spingendoli spesso a ricercare affetto e compagnia negli animali.
In Italia il movimento animalista ha riscosso un vasto consenso ed è riuscito a incidere sulla coscienza civile e sulle scelte della classe dirigente, al punto che il parlamento ha approvato nel 2004 la legge n. 189, che ha introdotto nel codice penale il divieto di maltrattamento degli animali.
Il progetto Campagne per gli animali
Tra le iniziative più originali che l’associazionismo ambientalista ha portato avanti in questi ultimi anni, va senz’altro menzionato il progetto Campagne per gli animali che è nato due anni fa per dare voce, su internet e sugli organi di stampa, alle battaglie animaliste.
Come si può leggere sul sito www.campagneperglianimali.org, questo progetto «non è una nuova associazione o un coordinamento, ma uno strumento nato dall’incontro di gruppi, associazioni e singoli, per proporre una comunicazione diversa. Per far sapere al grande pubblico cosa succede agli animali».
Si tratta, dunque, di un container di idee e di iniziative, attraverso il quale sia le associazioni, sia singole persone possono proporre campagne a sostegno degli animali, da pubblicizzare sui mass media, unendo le forze e veicolando insieme i propri messaggi. Chi aderisce alle iniziative deve partecipare finanziariamente alle spese, facendosi carico degli oneri che ne derivano: ad esempio, pubblicando a pagamento su quotidiani o televisioni inserti contro la vivisezione, il bracconaggio, gli allevamenti intensivi, la strage delle foche, ecc.
Il sito contiene una serie di manifesti pubblicitari – tra cui uno, particolarmente divertente, che ritrae un bambino neonato accanto a un maialino, con la didascalia: «Uno lo mangeresti di baci, l’altro lo mangeresti e basta» – che si possono stampare o inviare attraverso la posta elettronica, allo scopo di sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica, inducendola a riflettere sulla prossimità tra gli uomini e gli altri animali, che sono da considerare soggetti portatori di diritti (per un’analisi più approfondita delle tematiche relative ai diritti degli animali, rimandiamo al nostro articolo Così usati, così sfruttati, così maltrattati: la denuncia delle crudeltà sugli animali, apparso sul n. 3 di direfarescrivere).
Il sito, inoltre, è corredato da alcuni link che forniscono un’ampia documentazione, con foto e filmati, sullo sfruttamento e i maltrattamenti subiti dagli animali.
L’“antispecismo”
Un altro aspetto significativo di Campagne per gli animali è il particolare impegno profuso nella lotta contro il cosiddetto “specismo”, ossia contro la visione antropocentrica del mondo, che porta l’uomo a considerare le altre specie viventi come inferiori o subordinate ai suoi interessi economici.
I promotori del sito, pertanto, si battono affinché siano rispettate tutte le varietà di esseri esistenti sulla Terra, rifiutando quelle crudeli pratiche che risultano lesive del loro diritto a un’esistenza dignitosa (che persino l’Unesco ha riconosciuto, approvando nel 1978
Le resistenze a questo mutamento di mentalità sono forti e sono rese ancor più ostinate dai modelli consumistici imperanti nell’era della globalizzazione.
Del resto, gran parte della cultura occidentale, fin dall’antichità, si è retta sul pregiudizio antropocentrico, che ai giorni nostri, tuttavia, appare sempre più insidioso, anche perché rischia di compromettere definitivamente il fragile ecosistema terrestre, facendo scomparire migliaia di specie viventi e minacciando la stessa sopravvivenza dell’Homo homo sapiens.
Vegetarismo e “veganismo”
Collegata a Campagne per gli animali c’è Vivere vegan, un’associazione onlus che è impegnata in Italia nella promozione del “veganismo”, un modello di vita che si differenzia dal più noto vegetarismo, perché, a differenza di questo, rifiuta di consumare qualunque prodotto di origine animale: non solo la carne, quindi, ma anche le uova, il latte e i suoi derivati. I “vegani”, inoltre, non indossano i capi di abbigliamento in pelle, seta, lana e, naturalmente, le pellicce, evitando accuratamente di acquistare merci la cui produzione o testaggio comportino l’uccisione e lo sfruttamento degli animali.
Il movimento dei vegetariani nacque in Inghilterra nel 1842, allorché fu fondata
Il “veganismo” segna in qualche misura una rottura anche con lo stesso vegetarismo, di cui rappresenta un’indubbia radicalizzazione. Le sue origini risalgono al 1944, quando Donald Watson ed Elsie Shrigley fondarono a Londra
La lezione di Gandhi
Campagne per gli animali ha già conseguito alcuni concreti risultati, raggiungendo e sensibilizzando con i propri documenti milioni di lettori italiani, anche attraverso gli inserti apparsi su vari quotidiani nazionali, quali il Corriere della sera, Il Tempo e il manifesto.
Al di là delle scelte che ciascuno può legittimamente fare in ambito alimentare, ci pare importante pubblicizzare questo progetto, perché fornisce utili indicazioni sui metodi crudeli con cui ancora oggi gli animali vengono allevati, utilizzati come cavie nei laboratori, oppure addestrati per combattimenti illegali. Su tali argomenti segnaliamo, per ulteriori informazioni, due nostri articoli: Basta con la vivisezione degli animali, esistono metodi di ricerca più efficaci!, apparso sul n. 15 di direfarescrivere; La “zoomafia”, una terribile iattura che incombe sull’Italia, pubblicato sul n. 7 di LucidaMente.
Siamo persuasi che solo riconoscendo la dignità di tutti gli esseri viventi e imparando a rispettarne la qualità della vita si possa realizzare una società realmente civile. In conclusione, ricordiamo quanto disse in difesa degli animali Mohandas Gandhi, teorico della non-violenza e convinto vegetariano, nel suo scritto La base morale del vegetarismo: «La grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere giudicati dal modo in cui vengono trattati gli animali».
Giuseppe Licandro
(www.bottegascriptamanent.it, anno I, n. 0, agosto 2007)































