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A. XX, n. 225, luglio 2026
Riscoprire i fondamenti dello yoga:tra metafisica e tradizione
di Georgia Arkell
Per Infinito Edizioni, Graziella di Salvatore compie un viaggio
che porta alla riscoperta di un’antica tradizione spirituale
Non un manuale pratico, né una guida su tecniche corporee e di respirazione, Lo yoga delle origini (Infinito Edizioni, pp. 90, € 14,00) è un saggio divulgativo-filosofico che si propone di far conoscere – o meglio, riportare alla luce – il significato e l’importanza dello yoga tradizionale. Riconosciuto dall’Onu, nel 2016, come “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”, lo yoga rappresenta una delle più antiche forme di conoscenza psico-fisica dell’uomo.
Con questo saggio Graziella Di Salvatore intende spogliare questa disciplina dai pregiudizi e dalle interpretazioni moderne che la hanno ridotta a una mera attività fisica, e far riscoprire al lettore il suo senso più profondo, ovvero quello di conseguire l’unione massima con il proprio Sé, il proprio essere spirituale (svastha in sanscrito), e con l’essenza dell’universo (sat-cit-ānanda), intensa come connessione armonica tra realtà, coscienza e beatitudine.
Attraverso sei capitoli, legati dal comune filo conduttore dello studio dei principi fondativi dello yoga, il volume analizza il pensiero degli antichi testi vedici e vedantici, in particolare delle Upaniṣad.
La domanda centrale: Perché siamo qui?
Il libro di Di Salvatore si apre con una domanda fondamentale che gli antichi Maestri rivolgevano agli aspiranti allievi: «Perché sei qui?», ovvero “qual è il motivo più profondo della tua esistenza?”. Secondo l’autrice, la risposta autentica è una sola: l’essere umano esiste per riportare alla luce la sua vera natura, per ritrovare il Tat Sat, ovvero quella «Reale Verità» che si cela dietro il mondo delle illusioni e dei sensi.
L’uomo vive un’esperienza terrena e materiale al fine di potersi riconnettere con la sua «essenza divina», che è presente in ognuno di noi, sebbene permanga spesso “addormentata”. Lo yoga si presenta pertanto come il mezzo più nobile e puro per poter compiere questa riconnessione.
Il cammino della conoscenza oltre il velo di māyā
Un secondo nucleo tematico fondamentale del libro è rappresentato dal concetto del “velo di māyā”, secondo la quale la realtà oggettiva è celata all’uomo da un velo di illusioni (māyā), generate dal falso giudizio dei sensi e della mente.
Di Salvatore introduce questo concetto illustrando la celebre metafora della corda scambiata per un serpente, per trasmettere l’idea che l’uomo vive incatenato nelle proprie convinzioni, che gli offrono una visione distorta della realtà. Secondo il pensiero metafisico indiano, tuttavia, l’uomo ha la possibilità di essere “risvegliato” e di ritrovare, attraverso la sua saggezza (viveka) la vera essenza della realtà, incorrotta dalle percezioni sensoriali e dalle illusioni cosmiche.
Il ruolo del Maestro come guida spirituale
Particolare attenzione viene dedicata alla figura del Maestro, o Guru, presentato come unico custode dell’autentica conoscenza del proprio Sé. Come rivela l’etimologia del termine sanscrito Upaniṣad («sedersi ai piedi del Maestro ed ascoltare la sua parola»), il rapporto discepolo-Maestro costituisce uno degli elementi centrali della tradizione vedica. Il Maestro non rappresenta semplicemente un insegnante, ma una guida spirituale capace di orientare l’allievo verso il cammino della consapevolezza, e, quindi, al raggiungimento dell’“illuminazione” .
Dalla consapevolezza all’azione: il significato del Karma-Mārga
Secondo gli antichi testi vedantici, la realizzazione della propria essenza divina, non può essere raggiunta meramente attraverso la contemplazione teorica delle verità spirituali, ma necessità di un impegno concreto e attivo nel mondo. È in questa prospettiva che si inserisce il concetto del Karma-mārga, ovvero il “sentiero dell’agire”, fondato sull’idea che, per raggiungere l’“illuminazione”, l’uomo debba agire secondo una condotta etica e morale.
Questa condotta deve essere in armonia con la manifestazione della «Giustizia divina» (il Dharma), che regola l’equilibrio dell’universo, e deve fondarsi sul conseguimento costante degli Yama e Niyama, ovvero delle «virtù etiche» dello yoga.
Lo yoga come «scienza della vita»
Scritto con uno stile scorrevole e accessibile, Lo yoga delle origini offre un’ampia e profonda panoramica dello yoga tradizionale e dei principali concetti filosofici che ne costituiscono le fondamenta.
Di Salvatore non si limita a presentarne gli aspetti chiave ma si radica nel cuore di questa «nobile» disciplina filosofica, che definisce come una vera e propria «scienza della vita», al fine di riportare alla luce il suo significato più intimo e dimenticato. Se da un lato l’obiettivo dello yoga è il conseguimento del benessere psico-fisico dell’individuo, dall’altro – in quanto filosofia dello spirito – si occupa anche di indagare sul senso e sulle implicazioni della nostra esistenza.
Georgia Arkell
(www.bottegascriptamanent.it, anno XX, n. 225, luglio 2026)































