Società di prodotti editoriali, comunicazione e giornalismo.
Iscrizione al Roc n. 21969.
Registrazione presso il Tribunale di Cosenza
n. 817 del 22/11/2007.
Issn 2035-7370.
Direttore editoriale: Mario Saccomanno
A. XX, n. 225, luglio 2026
Musica, passione, follia:in un breve saggio
l’intenso vissuto
di Keith Richards
di Maria Grazia Franzè
Edito da Bevivino un libro che approfondisce e punta i riflettori
sulla vita privata e pubblica del celebre chitarrista dei Rolling Stones
Ai fan più fedeli e agli amanti di musica rock non dispiacerà sapere qualcosa in più sulla vita del grande artista della band che ha tracciato una linea rossa nella storia musicale di tutti i tempi, che ha accompagnato diverse generazioni con i suoi testi e arrangiamenti musicali. In un brevissimo saggio è esposta tutta la vita privata e pubblica del noto artista Keith Richards la cui biografia è intessuta di diverse storie familiari, legali e sentimentali. A raccontare questa “contorta” e sregolata vicenda esistenziale è Fabio Alcini in Keith Richards. Street fighting man, (Bevivino, pp.96, € 5,00) affermato giornalista milanese, trentenne appassionato di musica e collaboratore di svariate riviste che non esita a rivelarci tutti i particolari del grande artista.
Ciò che si è detto e non detto
Il chitarrista coautore Keith Richards ha sicuramente “collezionato” diverse critiche che lo hanno visto protagonista su varie riviste e testate giornalistiche.
Tuttavia, se c’è qualcosa che è rimasto nel “non detto” non è di certo il suo sguardo, riconoscibile tra i tanti, su cui anche il giornalista Fabio Alcini ha voluto scrivere qualcosa. Egli, infatti, all’inizio del saggio afferma: «Non è poi così difficile credere che Keith Richards sia un vero cattivo. Basta guardarlo in faccia. Sia che abbia l’espressione seria e concentrata, sia che dipinga sul suo viso quel ghigno che mette in mostra le colonie di rughe che gli abitano la faccia e la fronte (pressoché le uniche due espressioni che gli si conoscono), anche il fan più adorante potrebbe riconoscere una certa malizia nei suoi occhi» e questo è stato sin da sempre risaputo ancor prima che le notizie dell’illegalità investissero la sua fama e la sua vita, chiamata da lui stesso “sopravvivenza” e da lui stesso ritenuta il primo obiettivo da perseguire in tutta la sua esistenza.
La nascita di Keith è legata a circostanze che hanno segnato tutta la sua vita infatti, se la famiglia è il fondamento dell’esistenza di ogni uomo, pensando a questo grande artista tale convinzione non può che trovare conferma, perché: «non si tratta di un bambino desiderato con tutte le forze: si è nei momenti più caldi della Seconda Guerra Mondiale e, a quanto riportano le cronache, la trentenne Doris Dupree Richards, sua madre con quell’unica gravidanza vuole evitare i “lavori di guerra”» mentre il padre non è neanche presente al momento della nascita. Le condizioni familiari della famiglia non migliorano neppure dopo la fine della guerra. L’infanzia e l’adolescenza di Keith sono segnate da piccoli eventi familiari che presto lo portano lontano: «nella testa del solitario Keith, a quest’epoca, sta entrando a un passo per volta la musica, e sicuramente è già entrata l’America».
Negli anni Cinquanta Keith è molto diverso dal fanciullo tranquillo dell’infanzia al punto che il preside della sua scuola, insofferente verso il comportamento poco disciplinato dello studente, decide di trasferirlo in un liceo artistico considerato idoneo alla sua personalità. «Alla Sidcup migliora il proprio stile di chitarra, lo ripulisce e amalgama la tecnica al proprio talento».
La nascita del gruppo musicale
La data comunemente accettata che segna l’inizio della fondazione del gruppo dei Rolling Stones è il 12 luglio 1962, «quella sera la band suona al famoso Marquee Club di Londra. Attorno al terzetto Jagger-Richards-Jones c’è ancora Dick Taylor, il pianista Ian Stewart e il batterista Mick Avory». Da questo momento in poi la storia personale di Keith si fonde con quella del gruppo e questo, ai fan più fedeli, non sarà sfuggito.
Come spesso accade alle band, il successo è alternato a grosse difificoltà e a momenti poco felici e vittima anche di “sfortune”, incidenti involontari: «in un concerto a Sacramento invece accade qualcosa a Keith che avrebbe potuto avere conseguenze molto più serie: si avvicina con violenza al microfono per cantare il coro di The Last Time, sbatte con il manico della chitarra contro l’asta del microfono e provoca un cortocircuito che lo lascia svenuto per due minuti. A salvarlo sono le suole di gomma degli stivali che porta» quasi a voler dimostrare che la creatività di un artista è in agguato in ogni circostanza.
Fino alla fine degli anni Settanta Keith mantiene una sorta di integrità nel suo rapporto con le sostanze stupefacenti e si ritrova solo in seguito a ripetuti litigi con la compagna, «così, dopo qualche episodio che Linda descriverà come “cose cattive” intercorse fra i due, la storia arriverà al suo epilogo. Keith resta solo alle Redlands, con l’unica compagnia di Ratbag, il suo cane».
Negli anni Ottanta i dischi Emotional Rescue e Tattoo You segnano il grande ritorno di Keith “in sella al gruppo” ma in cui si verificano anche frequenti litigi con Mick e Wood – durante la tournée del secondo album sopracitato, Keith prende a pugni Wood due volte di cui una in pubblico – nonostante i quali, però, la band rimane compatta.
Un brevissimo saggio, quello di Alcini, di cui si è voluto solo dare una breve anticipazione perché come lo stesso autore ha scritto: «Con le sole interviste a Keith Richards si potrebbe fare un libro riguardante la vita, la morte, la droga, la religione, la musica e altre amenità varie. Anche perché non esiste una domanda fatta a Mr. Rock’n Roll che abbia ricevuto una risposta banale».
Non resta dunque che acquistare il libro per conoscere qualcosa in più del gruppo che ha segnato la storia mondiale del rock.
Maria Grazia Franzè
(www.bottegascriptamanent.it , anno VI, n. 54, febbraio 2012)































