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A. XX, n. 225, luglio 2026
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Riflessi d'autore (a cura di Angela Galloro)

Zoom immagine Bild, Bold e la volpe:
la storia di un’amicizia
che va oltre la diversità
e combatte la solitudine

di Antonietta Zaccaro
Falzea editore propone un testo illustrato sui valori della condivisione
e la sconfitta delle ingiustizie. Un racconto dall’eco semplice e ironica


Alle volte i libri per bambini sono guardati con sospetto da chi ha ormai raggiunto l’età adulta: non è il caso del volume, postumo, di Fulvio Tomizza, scrittore di Materada d’Istria, prematuramente scomparso nel 1999, che dedicò la sua vita alla scrittura, per grandi e per piccoli, promuovendo l’integrazione della minoranza slovena e croata dell’Istria all’interno del sistema culturale italiano. Illustrato dalle sapienti mani di Beata Malinowska, è un racconto per bambini che pone la sua attenzione su tematiche semplici come l’amicizia, l’accoglienza nei confronti del diverso, la solitudine; ma La scoperta di Bild (Falzea editore, pp.62, € 9,50) le affronta in maniera ironica e divertente, il che facilita l’assimilazione di questi concetti da parte dei più piccoli.

 

L’eco

Bild era un cane ormai vecchio e solo, che aveva il compito di sorvegliare il pollaio nella fattoria dei suoi padroni, Giovanni e Giovanna, i quali non erano molto affettuosi nei suoi confronti, ma gli garantivano un tetto sopra la testa e cibo abbondante, e di questo lui era riconoscente. Unico suo svago era guardare la strada, le macchine che passavano e scandivano le ore del giorno; trovava sollievo anche nel guardare le persone che passeggiavano al di là del recinto della fattoria, che gli rivolgevano, ogni tanto, un saluto affettuoso o un rimprovero. Una mattina Bild fu sorpreso dal fermento che vedeva oltre il recinto: muratori e ruspe che si affannavano in un quadrato di terreno per costruire una casa. Nel giro di tre giorni, ecco ergersi maestosa una nuova costruzione. Il cane rimase sconcertato: la vista della strada, unico suo svago, era stata oscurata dalla casa! «Sentendosi privato del diritto di godere del suo panorama, lui protestò, e questa volta qualcuno gli rispose con un verso come il suo. […] I nuovi vicini possedevano dunque un cane e lui aveva trovato finalmente un compagno?». Resosi conto che la sua solitudine era ormai terminata, Bild non riusciva a trattenere la sua felicità e così continuava ad abbaiare alla casa, ma succedeva una cosa strana: non riceveva mai risposta alle sue domande, gli ritornavano uguali a come lui le aveva poste! Iniziò ad indispettirsi e ad innervosirsi: il cane dei vicini voleva prendersi gioco di lui?

Giovanni e Giovanna non riuscivano più a darsi pace, ad ogni ora del giorno e della notte Bild abbaiava in continuazione, finché non trovarono il coraggio di confidare al cane che i suoi guaiti erano rimandati dall’eco: non esisteva nessun altro cane! «La voce che il cane di Giovanni quando abbaiava faceva eco, si sparse nei dintorni. Per la stradina ciottolosa adesso passavano anche i ragazzi del paese. Dicevano a Bild: “Mostraci come sei bravo”». Il povero cane era ancora più abbattuto: non solo dall’altra parte del recinto non c’era un altro cane, ma era anche diventato lo zimbello del paese!

«Bild aveva una gran voglia di lasciar perdere l’eco e di badare piuttosto alla sua vera occupazione, che era di far la guardia al pollaio», e fu proprio quella notte che sentì un fruscio tra i cespugli, dai quali uscì una volpe, che di sottecchi riuscì ad arrivare alla zona sorvegliata dal cane. Il povero Bild, però, non aveva mai visto una volpe, e quindi non la riconobbe! Pensò che fosse l’eco in persona, venuta a fargli visita. La volpe, conosciuta come animale molto furbo, prese la palla al balzo e sfruttò l’ingenuità del cane a suo favore. Confondendolo riuscì ad entrare nel pollaio e a rubare la gallina più grassa, Giacinta, grande amica di Bild. Il cane cercò di spiegarsi con i padroni, ma loro «non lo capivano, tuttavia Giovanni, minacciando di colpirlo col calcio del fucile, concluse: “non hai che l’eco in testa. Avevano ragione di dire che ti sarebbe entrato dentro per farti rincitrullire del tutto!”».

 

Bild e Bold

Giovanni e Giovanna, forse reputandolo non più adatto a sorvegliare, forse perché si erano resi conto della sua solitudine, decisero di mettergli accanto un compagno: Bold. Bild non riusciva a trattenere la sua felicità: un cucciolo da istruire, coccolare, con cui parlare e trascorre le lunghe giornate di ozio sotto il sole estivo! Non riusciva a credere al grande dono che i suoi padroni avevano voluto fargli! Come prima azione congiunta decisero di lottare contro l’eco, per vincerla. Iniziarono ad abbaiare in coro, senza sosta. All’inizio l’eco riusciva a rimandare i guaiti di entrambi, ma dopo un po’ iniziò a confondersi: «ripeteva brandelli di frasi presi dall’uno e dall’altro, che non dicevano niente. E quando loro tacevano, lui non sapeva trovare il modo di rifarsi». L’eco non era certo stata vinta, ma di sicuro era rimasta molto confusa!

I due cani, insieme, riuscirono a sventare un altro assalto della volpe e, nientemeno, a smascherare una banda di ladri che abitava la casa abusiva, costruita davanti alla cuccia di Bild. Bold e Bild riacquistarono il loro panorama: la strada con le sue automobili, la passeggiata degli abitanti del paese, riuscendo a guadagnarne la stima e, cosa più importante, riuscirono a vincere la solitudine, passando la vita insieme.

Una storia a lieto fine, dunque, che riesce a focalizzare l’attenzione di chi legge su temi molto cari all’autore e molto attuali: «la solitudine, l’importanza dell’amicizia e della cultura dell’accoglienza, la diversità, l’amore per il mondo contadino e per i più deboli, il valore della condivisione e la sconfitta delle ingiustizie». Una favola moderna, con il suo happy ending e la sua morale, una favola da leggere ai bambini prima di addormentarsi, così che possano sognare la vicenda del cane Bild che voleva trovare un amico nell’eco.

 

Antonietta Zaccaro

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno V, n. 44, aprile 2011)

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