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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Giulia De Concilio)

L’osservazione come
strumento fondamentale
di psicoanalisi infantile:
storia, teoria e metodo

di Agata Garofalo
Un vivace dibattito per analizzare la complessità delle emozioni in gioco
nelle relazioni familiari, il processo comunicativo e lo sviluppo della mente


Si è svolto lo scorso 14 maggio a Cosenza, un importante convegno-dibattito sulla psicoanalisi infantile, evento che ha ottenuto una vasta risonanza a livello cittadino. Un folto pubblico di professionisti e curiosi ha animato l’ampia ed accogliente sala convegni dell’Archivio di stato, situato nella città vecchia. La dottoressa Pia Mazza ha sapientemente mediato un dibattito vivace e coinvolgente, che ha preso le mosse dalla presentazione di un saggio scritto a quattro mani dalle psicoterapeute Maria Antonietta Lucariello e Maria Peluso (Prospettive sull’Osservazione, Borla editori, pp. 144, € 20,00) e che è stato poi arricchito dagli interventi di approfondimento di relatori d’eccezione, tutti diversamente coinvolti nella ricerca in ambito psicologico: i docenti Unical Felice Cimatti e Angela Costabile, Teresa Funaro, responsabile Uo di Npi “G. De Santis” Asp di Cosenza e Anna Maria Letizia Fazio, direttrice dell’Archivio di stato di Cosenza.

 

La “Baby observation” e le relazioni interdisciplinari

Le autrici del libro hanno immediatamente focalizzato l’attenzione sulla storia, sulla teoria e sulle tecniche di “Baby observation”, efficace metodo psicoanalitico di osservazione del rapporto madre-bambino, su cui la loro opera è incentrata. Si è voluto sottolineare come, col passare del tempo e l’affinarsi delle conoscenze, la ricerca psicoanalitica abbia spostato il suo interesse verso l’analisi dei primi momenti di vita del neonato e poi sempre più indietro fino alla fase di gestazione, nella consapevolezza che il rapporto con la madre cominci già prima della nascita. L’osservazione dei comportamenti fetali, inoltre, è alla base della comprensione di quella fase fondamentale di “preparazione” della mente che comincia a delinearsi già durante la gravidanza.

Con gli interventi dei docenti Unical Cimatti e Costabile, il dibattito si è ampliato fino a toccare tematiche riguardanti la filosofia della mente e della comunicazione, evidenziando tra l’altro l’importanza del silenzio. Nei rapporti umani questo è infatti un prezioso strumento comunicativo, un segnale di partecipazione ed accoglienza, ma è anche un efficace strumento di studio psicoanalitico durante la procedura di “Baby observation”.

 

La condivisione delle esperienze e gli obiettivi da perseguire

L’osservatore deve essere, infatti, spettatore paziente e silenzioso della vita familiare. Si tratta di un comportamento per nulla semplice da mantenere. Dalla voce di chi ha sperimentato personalmente quest’esperienza, durante gli interventi finali da parte del pubblico, abbiamo scoperto la difficoltà dell’operatore di tenersi a freno evitando di intervenire, influire ed interpretare. Si stabilisce un contatto diretto con le emozioni, sia proprie che delle persone osservate, ma ci si trova a contrastare se stessi, la propria formazione e personalità, imparando a farsi da parte per aiutare il prossimo.

A conclusione di un pomeriggio intenso, ricco di emozioni, riflessioni e occasioni di condivisione, è arrivato il momento di rinnovare l’impegno di istituzioni e società affinché maturi l’idea che si può, e si deve, promuovere una genitorialità più attiva e consapevole. L’augurio è che ogni genitore impari a prendere tra le proprie ali il suo bambino, sollevandolo in alto per portarlo ad avere una visione completa del mondo, prospettiva dalla quale quest’ultimo deve imparare però a staccarsi per divenire autonomo e completamente indipendente nel suo volo.

 

Agata Garofalo

(www.bottegascriptamanent.it, anno IV, n. 34, giugno 2010)
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