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Editore: la Bottega editoriale Srl
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Registrazione presso il Tribunale di Cosenza
n. 817 del 22/11/2007.
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Direttore editoriale: Natalia Bloise
Anno IV, n. 37, settembre 2010
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Storia moderna (a cura di Ada Berardi)

Zoom immagine Medioevo e modernità
nelle città meridionali.
Un percorso nella storia,
una crescita complessa

di Elena Torchia
Lo sviluppo, il mantenimento delle autonomie locali calabresi strette
fra i vari domini: un volume di Rossana Sicilia edito da Rubbettino


È possibile rintracciare un percorso comune che unisca la storia delle città calabresi e la segua attraverso i secoli dal Medioevo all’Età moderna? Forse è questa una delle prime domande che il lettore si pone nell’affrontare una raccolta di saggi che abbracciano un periodo storico vasto, dal XV al XIX secolo, e ampiamente documentato attraverso studi di caso. La risposta che possiamo ricavare dalle ricerche di Rossana Sicilia in Episodi e aspetti delle città in Calabria (secc. XV-XIX), Rubbettino, pp. 308, € 22,00, non è univoca, poiché frutto di un’analisi approfondita, che si propone di descrivere la complessa realtà storica, politica, sociale ed economica delle aree urbane calabresi in relazione al territorio rurale.

Un approccio interdisciplinare, che permette di contestualizzare chiaramente i singoli eventi storici esaminati dall’autrice e di individuare i nessi che hanno determinato la loro successione in chiave diacronica. In virtù di questa duplice lettura, veniamo messi di fronte a singole realtà urbane e distrettuali, ognuna con caratteristiche specifiche e linee di sviluppo peculiari, percorrendo le quali è tuttavia possibile rintracciare alcune strutture comuni, legate all’organizzazione politico-amministrativa del territorio e alla formazione di gruppi differenziati a livello socio-economico.

 

La struttura del testo

Il libro raccoglie diversi saggi precedentemente pubblicati dall’autrice in riviste specializzate e testi inediti presentati di recente in convegni. Si tratta di ricerche varie per contenuto e per delimitazione cronologica, che sono state raggruppate in tre sezioni.

La prima fornisce un quadro completo della situazione di Cosenza e dei casali ad essa afferenti dal Medioevo al ’700, con due studi di caso: l’uno relativo alla riforma della bagliva di Rogliano nella seconda metà del ’600, l’altro teso ad analizzare l’affascinante figura di Francesco di Paola, inserita sia nel contesto locale che internazionale; la seconda sezione presenta quattro modelli urbani (Cirò, San Giovanni in Fiore, Belsito e Corigliano Calabro) in diverse fasi del loro sviluppo. La terza sezione, infine, approfondisce alcuni aspetti del Decennio francese e della vita politico-amministrativa dei due capoluoghi di Cosenza e Catanzaro.

 

La questione delle fonti

Le questioni sollevate dall’autrice nascono da approfondite indagini su documenti storici autentici, dei quali viene fornito costante riferimento nell’intero testo; altrettanto costante è il riferimento al pensiero dei maggiori studiosi di storia calabrese nel Medioevo e in età moderna. Disponendo di questa solida base di dati, la Sicilia procede in un’analisi non priva di apporti originali, esposti con chiarezza all’interno della trattazione. Colpisce, ad esempio, la documentazione relativa alle quote demografiche delle quattro città studiate nella seconda sezione del volume: in tutti i casi l’autrice segnala diversi momenti caratterizzati da una discreta crescita della popolazione e si sofferma ad analizzare come l’andamento demografico sia riferibile ai cambiamenti economici e politici. La storia di queste città è ripercorsa con particolare attenzione alla dialettica tra i vari gruppi sociali in modo da individuare, nel corso dei secoli, momenti di maggiore omogeneità e momenti caratterizzati da scontri.

Prendiamo l’esempio di Belsito: nel ’700 la maggior parte della popolazione è impegnata nell’agricoltura (la fonte è in questo caso il catasto onciario di Belsito, redatto tra il 1742 e il 1743, che registra attiva in questo settore la percentuale dell’86,91% circa della popolazione maschile in età da lavoro), situazione che determina una notevole omogeneità sociale.

Alla fine del secolo iniziano a diffondersi anche altre attività produttive di tipo artigianale (un documento notarile contenuto nell’Archivio di stato di Cosenza, ad esempio, ci dà prova del prestigio dell’arte muratoria belsitese, che viene collegata a quella molto più famosa di Rogliano), attività che segnano un momento di rigoglio per la città e allo stesso tempo la formazione di una società stratificata a livello economico-sociale, in cui è possibile individuare due fazioni contrapposte che difendono le loro prerogative attraverso forme moderne di dialettica politica: il gruppo dei benestanti e dei professionisti e quello degli amministratori. A queste due fazioni si aggiunge una terza componente, personificata dall’intendente: il rappresentante dello stato.

 

Il ruolo delle amministrazioni locali

La maggiore o minore stratificazione sociale cittadina, dunque, risulta essere conseguenza diretta di fattori politico-amministrativi ed economici. Un aspetto al quale l’autrice ha dato particolare importanza nelle sue indagini sulle città calabresi è quello del ruolo rivestito nelle diverse organizzazioni amministrative e in diversi periodi storici da elementi terzi rispetto alle due entità contrapposte del governo centrale e delle autonomie locali. È questa una questione controversa all’interno del dibattito storiografico, soprattutto in relazione al ruolo dei “dottori”, i quali proprio in virtù della laurea da loro posseduta, godono di un riconoscimento che li pone al di sopra degli altri gruppi sociali.

Questo status li rende portavoce delle autonomie locali di fronte alla monarchia, consentendo il fiorire della Calabria cinquecentesca e delineando in alcuni casi, come in quello di Corigliano Calabro, la trasformazione di questo gruppo in un moderno ceto borghese. Tale ruolo “terzo”, secondo quanto la storiografia tradizionale ha già messo in rilievo, fu affidato a Catanzaro al ceto dei giuristi. Il contributo originale dell’autrice consiste, in questo caso, nel considerare il rilievo quantitativo dei giuristi catanzaresi nei secoli, esaminando le cifre riportate nel volume dell’onciario presso l’Archivio di stato di Napoli, dimostrando che questo gruppo sociale acquisì una posizione di rilievo solo nella seconda metà del ’700. Il ruolo dei mediocres in precedenza era svolto da artigiani, mercanti e imprenditori della seta: con la crisi economica del settore tessile il diritto acquistò nuova importanza.

 

Il ruolo di Francesco di Paola

Altro esempio fondamentale è quello di Francesco di Paola, alla cui figura la Sicilia dedica un intero capitolo. Il santo s’inserisce nel movimento di rinnovamento umanistico-rinascimentale del cristianesimo, partecipando alla vita civile e religiosa della sua città e difendendo i diritti dei suoi concittadini di fronte al potere laico ed ecclesiastico. Ancora una volta siamo di fronte a un elemento di mediazione tra poteri centrali e autonomie locali, unica garanzia di sviluppo e crescita per le realtà urbane calabresi. Il libro della Sicilia si pone dunque come un testo specialistico, di approfondimento, che si rivolge a un lettore attento e desideroso di ripercorrere, con occhio critico, l’andamento storico delle città calabresi durante un’epoca che tanto ha condizionato il nostro presente.

 

Elena Torchia

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno IV, n. 30, febbraio 2010)

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