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A. XIV, n. 151, aprile 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Cecilia Rutigliano)

L’arma dell’ironia usata
per informare i politici
sui tristi esiti di scelte
fatte senza coscienza

di Paola Mazza
Come un uomo sulla terra: il film da regalare alla classe dirigente italiana
per farle conoscere le conseguenze del sistema di controllo delle frontiere


Non sempre, si sa, le scelte politiche dei nostri governi sono dettate da criteri che possano essere considerati morali. Molto spesso, anzi, finiamo per chiederci come sia possibile che certe iniziative, che sottendono conseguenze dal carattere palesemente ingiusto, e a volte fortemente drammatico, possano essere portate avanti con tanta ottusità dai nostri rappresentanti.

Un esempio è il caso delle politiche di controllo delle frontiere le cui conseguenze vengono volutamente ignorate e appositamente occultate dai loro promotori. Come nella questione del trattato fra il nostro paese e quello del dittatore Muammar Gheddafi.

Non possiamo ovviamente credere che si tratti di ingenua ignoranza, la quale comunque non esimerebbe i suoi autori dalla responsabilità delle loro scelte. Tuttavia, per toglierci ogni dubbio, proponiamo l’ironica e innovativa iniziativa Natale come un uomo. La campagna, promossa da Asinitas onlus, ZaLab, Fortress Europe e Infinito edizioni, ha infatti lo scopo – come si legge sull’appello on line, accessibile dalla pagina web www.comeunuomosullaterra.blogspot.com – di “aiutare” i nostri politici a superare le loro lacune.

Come? Inviando loro un dono per Natale! Regalando una copia del dvd e del libro del documentario Come un uomo sulla terra, il film di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer «che racconta agli Italiani cosa si nasconde dietro gli accordi con la Libia. Il film che dà voce alla dignità e al coraggio dei migranti africani».

Il documentario infatti – che sotto la spinta dei suoi autori ha visto un’esemplare diffusione attraverso la sua presentazione e proiezione in ogni parte di Italia – rappresenta un ottimo strumento per chi voglia informarsi sulle conseguenze delle politiche di controllo dei flussi migratori e, in particolare, delle relazioni fra l’Italia e la Libia. Viene narrata la storia di Dagmawi e di molte altre persone che, provenienti da diversi paesi africani, si imbarcano dalle coste libiche verso quelle italiane ed europee. Vengono messe in luce la drammaticità dell’esperienza, a causa delle violazioni dei diritti umani nella dittatura libica, nonché le responsabilità dell’Italia e dell’Unione Europea che sottoscrivono con la Libia accordi di cooperazione sul tema del respingimento dell’immigrazione clandestina e finanziano i centri di detenzione nel quale avvengono i terribili soprusi raccontati dai protagonisti del film.

Dal 10 dicembre al 6 gennaio è possibile, attraverso la citata pagina web, compilare un modulo nel quale si potrà scegliere un politico a cui si vuole inviare tale regalo, accompagnato eventualmente anche da una lettera o da un messaggio. Attraverso un bonifico si invieranno ai promotori i tredici euro necessari per l’iniziativa, i quali serviranno unicamente per coprire le spese di stampa, amministrazione e spedizione; tutti i guadagni, invece, saranno destinati ai richiedenti asilo e rifugiati politici protagonisti del film.

Quando tutti i pacchetti dono verranno consegnati, sarà possibile consultare sul sito la lista completa delle persone che sono state “aiutate”. «Sarà a loro che tutti insieme, noi autori e voi “donatori”, potremo iniziare a chiedere risposte concrete alla drammatica situazione di abuso e violenza che vivono migliaia di uomini, donne e bambini nei centri di detenzione libici finanziati dall’Italia. Quest’anno a Natale facciamo davvero un gesto utile e necessario. Aiutiamo la classe politica italiana a conoscere le tragiche conseguenze delle proprie scelte».

 

Paola Mazza

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno III, n. 28, dicembre 2009)

 

Collaboratori di redazione:
Veronica Lombardi, Ilenia Marrapodi, Antonella Napoli, Maria Chiara Paone
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