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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Cecilia Rutigliano)

Sognatore di Algoritmi:
storia di un amore nato
attraverso il web: diario
di un viaggio interiore

di Ada Berardi
Un uomo e una donna allo specchio nel romanzo d’amore di Giulia Fresca,
edito da Pellegrini: emozioni, riflessioni, stati d’animo sigillati in un “clic”


“Oscurità” è la parola che apre il romanzo Sognatore di algoritmi, scritto dalla giornalista de il Quotidiano della Calabria Giulia Fresca, edito da Pellegrini (pp.376, € 20,00), con la Prefazione di Pio Colonnello, ordinario di Filosofia teoretica all’Università della Calabria, e la Nota critica di Ottavio Rossani, giornalista del Corriere della sera.

La presentazione è affidata a illustri esponenti del mondo culturale cittadino: Massimo Clausi, responsabile della redazione cosentina de il Quotidiano, e Franco Dionesalvi, scrittore e poeta; il tutto alla presenza dell’autrice. Si annuncia come una novità nel panorama editoriale cosentino, come sottolinea Clausi, richiamando l’attenzione del pubblico presente all’originalità del testo che racconta un amore virtuale, quello dei nostri tempi in cui siamo abituati a relazionarci con gli altri attraverso il web, le chat, gli sms. Il luogo di questo incontro «d’amorosi sensi», laddove i sensi paradossalmente sono elusi, è un’ email inviata per caso, potremmo dire per uno scherzo algoritmico.

Al lancio della parola oscurità, attraverso uno dei tanti motori di ricerca, un uomo, Antoñejo, invia un’email a una donna, Jodie. Inizia un amore che si snoda in una quotidianità insolita, condivisa attraverso una scrittura semplice.

 

L’amore al tempo di Internet
Il lettore si troverà di fronte a un potente affresco di sentimento e intelligenza, di sensualità e fantasia, di materialità e utopia. In un percorso quasi nostalgico, l’autrice riabilita senza banalizzare l’amore platonico, che diventa virtuale, anelito dell’amore universale. In esso è racchiusa la struttura dicotomica dell’umano, evidenziata anche dall’esposizione, in cui si alternano bene e male, successi e sconfitte. Note autobiografiche e sensazioni personali si fondono in un crescendo di affinità elettive che unisce sempre di più i protagonisti. Lei, Jodie, ingegnere con la passione per la scrittura; la sua, una vitalità dal ritmo coinvolgente che sfocia in passione e impegno creativo, apparati indispensabili per chi crede nell’amore assoluto e ideale, che può vincere e superare qualunque avversità. Lui, Antoñejo, che alimenta la speranza di poter vivere un amore intimo e reale, scopre di essere malato e allora si ritrae in un vortice di decadimento psicologico e gradualmente anche fisico, fino a scomparire; insieme ad esso finisce quel sogno d’amore.

Il tema dell’oscurità è il filo rosso di tutta la narrazione; diventa l’oggetto delle email iniziali fino a essere il titolo di un racconto, quasi come se celasse una richiesta di aiuto, ovvero la voglia di uscire dallo spazio buio, dal silenzio, dalla solitudine.

Il romanzo, afferma Clausi, è un epistolario del postmoderno che trasforma le lettere d’amore in email: l’anima di chi scrive non emerge dalla grafia ma dall’uso dei tag, dall’oggetto, dalla at, dal grassetto del mittente e tutto quello che deve assumere una forma definita è rinviato all’allegato.

Ansia, trepidazione, entusiasmo, voglia di comunicare all’altro, stati d’animo, emozioni: tutto è paradossalmente protetto e occultato dallo schermo del computer, e l’unica libertà che resta ai due protagonisti è poter interrompere tutto in qualunque momento, con un clic.

 

Memoria e immaginazione

E allora cosa resta? Dionesalvi dice che resta il non detto, quello evidenziato dalla presenza nelle email di sequenze più o meno lunghe di puntini, che lasciano lo spazio dell’algoritmo e aprono quello dell’immaginazione, del sognatore i cui pensieri non sono intrappolati nella rete, ma possiedono la forza di viaggiare nell’etere verso l’infinito.

Questa è l’opera prima di Giulia Fresca, con i pregi e i difetti insiti nel caso specifico: è un’opera la cui copiosità è palese dal numero di pagine che tuttavia sono finemente raccordate per dar vita a una miscellanea di sentimenti. Ad essi s’intreccia anche l’esplorazione di tematiche dell’attualità e della cronaca, dalla politica alla guerra, dalla questione del Darfur alla Shoah, fino ad arrivare alle grandi questioni sociali. In essi il desiderio di esprimere un universo, quello di un Sud del mondo che non conosce latitudini ma che unisce e rafforza la memoria dell’istante, che grazie alla scrittura, acquisisce la storicità dell’umano. Esperimento lucidamente organizzato da continue incursioni letterarie; dall’epistolario al racconto fino al genere aulico, quello della poesia che dà voce a un tenero afflato. La narrazione sperimentale è compiuta; il passaggio dall’oscurità al soffio dell’anima passa sapientemente attraverso una scrittura giovane e dinamica, che alterna linguaggi attuali con quelli più genuinamente e tradizionalmente letterari per abbracciare sincronicamente sogno e algoritmo, ossimoro imprescindibile dell’uomo contemporaneo che trova in questo inedito canale lo spazio vitale del proprio inconscio.

 

Ada Berardi

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno III, n. 28, dicembre 2009)

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