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Direttore responsabile: Fulvio Mazza
A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

Tra le dure leggi di editing e le regole di redazione
di Roberta Santoro
Filosofia minima sulle orecchie ad altre “pillole”. Ovvero, come applicare
le norme redazionali e vivere felici. In “diretta” il nostro annuale meeting


Lo scenario è sempre lo stesso: Decollatura, il ridente comune in provincia di Catanzaro. I visi quasi tutti stranieri, sconosciuti, tranne i pochi veterani che resistono. Eppure tutti i rapporti ruotano attorno a precise norme di conoscenza che ontologicamente ci definirebbero come cari amici. Non troverei altro modo per determinare le relazioni fra persone con le quali si è a contatto quasi quotidianamente; se non fosse per il fatto che tale rapporto si è consolidato esclusivamente fra i tasti e il monitor del Pc. Eppure siamo in tanti oggi giunti in quel di Decollatura per l’annuale incontro di Bottega Scriptamanent, anche se di fatto è il primo con la nuova rivista.

Ma bando alle ciance! Quello che mi è stato chiesto di scrivere è un articolo serio, una sorta di gazzettino ufficiale, ed è proprio quello che intendo fare, anche a costo di risultare ridondante, per coloro i quali erano presenti; o noiosa, per coloro i quali sono riusciti a scamparsela anche quest’anno evitandosi i rimproveri del capo!!!

Ed è già dopo pranzo che si percepisce nell’aria un distinto odore di riunione.

 

Deliziosi assaggini di editing

La carne messa al fuoco è parecchia, ma essenziale. Innanzitutto viene chiarito il ruolo dei responsabili di rubrica. Si ricorda principalmente la funzione didattica che questi hanno rispetto agli altri perché, proprio in virtù della loro “posizione”, devono attuare una sorta di insegnamento. Avendo sempre presente che è deposta nelle loro mani la qualità degli articoli sia per quanto riguarda l’editing, ma anche e soprattutto per quel che concerne il contenuto: pubblicare articoli perfetti dal punto di vista dell’editing ma carenti o poco motivati nei contenuti è controproducente.

Il secondo punto riguarda le correzioni, e qui si apre una dura battaglia che vede scendere in campo la nostra Annalisa Pontieri contro il resto del mondo. La proposta di Fulvio (Mazza, ovviamente, il nostro director of all!) è quella di applicare le correzioni direttamente sull’articolo, evitando una cronaca dettagliata sui motivi che hanno spinto a compiere quella modifica. Annalisa, invece, parlando dell’oneroso lavoro dei responsabili, afferma che, una volta terminato il giro delle correzioni, è difficile trovare dove e quando sono state inserite queste. Alla fine, grazie anche all’intervento di Luigi Grisolia, si è giunti ad un buon compromesso fra le due fazioni (quella pro e quella contro le parentesi quadre): si è deciso di mettere le parentesi solo se è necessario e non quando, per intenderci, vi sono palesi errori di editing.

Terza questione, sulla quale Luigi si dimostra molto agguerrito: precisare l’oggetto delle mail. Come giustamente ci ricorda, sia lui che Fulvio ricevono decine di mail al giorno e avere l’oggetto specificato gli faciliterebbe di gran lunga il lavoro.

Il quarto punto interessa le critiche nei confronti dei libri recensiti, con le quali non bisogna eccedere, o meglio, se queste ci sono è opportuno che siano costruttive, motivate, non fini a se stesse. Ma è anche giusto usare parole adeguate, specificando dove finiscono le opinioni dell’autore del libro e dove iniziano le nostre. Ricordando che la firma che compare nell’articolo non è solo quella di chi lo scrive (ma anche della redazione, del coordinatore, del direttore e dell’editore... uuuhh quanta gente!!!). Per converso, anche smielate lodi sono da evitare: non sempre stiamo parlando del libro del secolo per il quale è opportuno usare fragorosi superlativi. Tale punto si è poi snodato verso una terribile arringa contro il pronome Io, assolutamente da evitare se non per una serie di specifiche eccezioni, nella cui rosa rientra proprio questo articolo (qual privilegio...).

Ed ora la questione che, anche se Fulvio ha destinato alla fine, rappresenta il suo cavallo battaglia. In tal luogo, gentili lettori, si parla di orecchie! Sì, sì, avete letto bene, proprio di orecchie. Già perché, come il nostro capo ci precisa, se ad una persona viene catastroficamente reciso un orecchio brutto, noi, da bravi piccoli chirurghi, al posto dell’orecchio perso, gli applicheremo un orecchio bello o quello che più si confà all’orecchio perduto? Ebbene, questa ardita metafora è un velato modo per farci capire che, nel correggere l’articolo di un autore, è bene non intaccare il suo stile, ma correggere adattandosi il più possibile al suo modo di scrivere.

Le ultime cose che ci vengono rimembrate, ma non meno importanti, sono di specificare il nome del correttore che ha effettuato la lettura e le conseguenti correzioni, identificandolo con un determinato colore e di evitare forme come: “il libro tenta di…”, perché danno l’idea che tale libro provi – ma che effettivamente non riesca – a raggiungere lo scopo per il quale è stato scritto.

E, dal fronte Bottega Scriptamanent, anche per quest’incontro, è tutto.

 

Roberta Santoro

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno I, n. 2, ottobre 2007)

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