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A. XIV, n.150, marzo 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

Solidarietà agli stranieri
che lavorano a Rosarno,
vittime di una disgrazia
che li ha privati di tutto

di Giuseppe Licandro
Il Centro sociale “Angelina Cartella” e la Comunità di vita cristiana hanno
allestito a Reggio gli aiuti in favore degli immigrati colpiti da un incendio


Il 20 luglio scorso un incendio, provocato accidentalmente da un fornellino a gas, ha devastato l’ex cartiera di Rosarno, dove vivono – all’interno di alcune casette costruite in cartone, andate completamente distrutte – una trentina di immigrati, impiegati come braccianti e manovali nella Piana di Gioia Tauro.

Quattro lavoratori sono rimasti feriti – per fortuna in modo non grave – e sono stati prontamente medicati presso l’ospedale di Gioia Tauro.

Purtroppo gli immigrati hanno perso nell’incendio tutto quello che possedevano, compresi documenti e soldi. Per fortuna, però, una campagna di aiuti nei loro confronti è partita immediatamente, attraverso la raccolta e l’invio di beni di prima necessità.

Il Centro sociale “Angelina Cartella” di Reggio Calabria ha organizzato, in occasione della Fiera della decrescita che si tiene mensilmente presso la sua sede, una raccolta di alimenti e indumenti in favore delle vittime dello sfortunato incidente e anche la Comunità di vita cristiana della città reggina si è prodigata per prestare soccorso ai lavoratori forestieri di Rosarno. Analoghe attività si sono svolte in altri centri della provincia, in particolare a Riace, e aiuti sono arrivati anche da parte della Protezione civile regionale.

Purtroppo, però, dopo l’incendio l’ex cartiera è stata dichiarata inagibile e gli immigrati che ci vivevano sono stati costretti a trovare alloggi di fortuna nei paraggi. Il commissario prefettizio che attualmente amministra il comune di Rosarno ha promesso che verrà attrezzata un’area dove far dimorare i lavoratori, in vista della prossima stagione di raccolta degli agrumi. Speriamo che alle promesse seguano i fatti...

A proposito degli immigrati di Rosarno, ricordiamo che un cospicuo gruppo di loro si è reso protagonista, il 12 dicembre 2008, di una clamorosa protesta contro la malavita organizzata, in seguito al proditorio ferimento di due operai stranieri da parte di alcuni malviventi. I responsabili del vile agguato, dettato soprattutto da motivi razziali, sono stati in poco tempo assicurati alla giustizia, grazie alla collaborazione con le forze di polizia di vari immigrati, testimoni oculari dell’accaduto.

La rivolta di Rosarno e le pessime condizioni nelle quali sono costretti a vivere centinaia di salariati stranieri (per lo più stagionali) sono state recentemente descritte in un bel libro, a cura di Antonello Mangano, dal titolo Gli africani salveranno Rosarno. E, probabilmente, anche l’Italia (Edizioni terrelibere.org, pp. 104, € 8,00). Ne consigliamo la lettura, anche perché, oltre a denunciare una situazione intollerabile di “razzismo mafioso”, il saggio indica le strade percorribili per arginare lo strapotere della delinquenza in Calabria.

 

 Giuseppe Licandro

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno III, n. 25 , settembre 2009)

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