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A. XIV, n. 151, aprile 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

La singletudine: scelta
o condanna? Un libro
ci dà la possibilità di
scoprirne i vantaggi

di Angela Potente
L’amore al tempo di Facebook: come sono cambiati i rapporti interpersonali
nell’era del virtuale quando anche essere single assume un altro significato


Si è svolta ieri, nell’ambito della rassegna “Incontri d’autore” curata dallo staff della libreria Ubik di Cosenza, in piazzetta Ubik appunto, la presentazione del libro Sex and Fb. Monopensieri di una single ai tempi di Facebook (Perrone editore). Ne hanno discusso con l’autrice, Maria Francesca Rotondaro, le giornaliste Raffaella Salamina, Fiorenza Gonzales, Carla Monteforte e il conduttore radiofonico Marco Tiesi.

Moderatore dell’evento è stato il giornalista Mario Tursiprato.

I lavori si sono aperti in un clima disteso e vivace, tanto che se fossero stati serviti anche cocktails Manhattan e Cosmopolitan ci sarebbe parso proprio di essere nella glamour New York di Carrie Bradshow protagonista della fortunata serie – di recente arrivata anche sul grande schermo – Sex and the city.

La genesi del libro, ha spiegato l’autrice, risiede in un gruppo nato su Facebook, la piattaforma sociale che permette di rincontrare vecchi amici o di incontrarne di nuovi, e che conta, a tutt’oggi, 2000 iscritti. Si è così creato uno spazio in cui uomini e donne, non necessariamente single, si possono confrontare per cercare di scoprire cosa pensano gli uni degli altri: «un modo per scoprirsi e riconoscersi come un’immagine speculare» ha evidenziato la giornalista e scrittrice.

 

I vantaggi dell’essere single

Oggetto del dibattito, naturally, l’essere single: la singletudine è una scelta? O è un puro gioco del destino che ci costringe in questa strana dimensione? Da quanto si è potuto evincere dalle parole dei convenuti, tra cui non mancavano gli “accoppiati”, è decisamente una scelta e come ha sagacemente sottolineato l’autrice «essere single è uno stato mentale».

Il libro, ha poi spiegato sollecitata dalla domanda di Tursiprato, è nato anche per rispondere alla onnipresente e ossessiva domanda «Perché sei single?» Forse una risposta non esiste, ma, da quanto si è potuto evincere dai diversi interventi, è indubbio che esserlo ha i suoi vantaggi. Certo c’è da superare la fase da desperate housewives, ha sottolineato la Monteforte, ma fatto questo passo si scoprono tutte le positività che sortiscono dall’essere single.

Il dibattito si è così spostato su quali siano le caratteristiche del single Doc: pare che una delle peculiarità più preziose sia la cura del proprio aspetto, nonché una non indifferente autonomia, come ha sottolineato la Salamina nel suo intervento, un’autonomia certamente più significativa per le donne single che per gli uomini single i quali, soli o in compagnia, per statuto genetico sono considerati autonomi ed indipendenti. E dato che la tavola rotonda era formata per lo più da giornaliste, non è mancata l’occasione per riflettere sulle difficoltà per le donne di intraprendere questo lavoro, da sempre considerato appannaggio degli uomini, liberi di girare il mondo ma sicuri di avere sempre un focolare acceso ad attenderli.

 

Scene da un matrimonio (di altre)

L’atmosfera è stata resa poi ancora più vivace grazie alla lettura, fatta da Mario Tiesi (una voce molto familiare per gli appassionati radiofonici) di alcuni brani tratti dal libro, che hanno fornito l’occasione di discettare di diversi argomenti.

Uno tra questi l’analisi del rapporto tra uomini e donne, in relazione al quale Tiesi ha sottolineato come a volte siano proprio le donne a creare barriere insuperabili, anche con un semplice sguardo, e ad impedire agli, ormai intimiditi, uomini qualunque passo.

Ma la lettura di due brani in particolare ha sicuramente “infiammato” il pubblico femminile presente nel parterre, il primo in cui si descriveva una classica scena da matrimonio: il lancio del bouquet da parte della sposa di turno, vero momento di panico per ogni single che si rispetti e a cui viene “promesso” da quel lancio floreale il matrimonio nell’anno. La battaglia semicalcistica per la presa del «mazzolin di fiori d’arancio», descritta dall’autrice nei suoi “monopensieri”, può di certo entrare nella classifica dei momenti più terribili vissuti da ogni single dura e pura degna di tale nome.

 

Non sono una signora

Il secondo brano, letto dalla Salamina, descriveva invece un momento nel quale non solo le donne single hanno potuto riconoscersi, ma tutte le giovani donne over trenta, che ci ha fatto porre una domanda fondamentale: quando si supera quel fatidico confine che da “signorine” ci fa diventare “signore”? Accade tutto in una notte? Quando perdiamo il diritto ad essere “signorine” e diventiamo improvvisamente delle attempate signore? Risposte certe e scientificamente provate non ne abbiamo, ma come chiosa l’autrice nel suo monopensiero citando la nostrana Loredana Berté: «Io non sono una signora».

Ma non sono mancate le domande “difficili”, una in particolare, fatta dal moderatore, su quanto una single possa sentire la mancanza della maternità e alla quale la giovane scrittrice ha replicato con decisione e delicatezza «più che pensare al ticchettio di un orologio biologico, preferisco pensare ad una clessidra».

L’incontro è stato dunque occasione per parlare d’amore, di uomini e di donne, di coppie scoppiate, di felici e consapevoli solitudini, della gioia di tornare a casa dopo una dura giornata di lavoro e di trovare solo un gatto a farci compagnia, ma alla fine resta una domanda nel sottofondo: in ogni cuore di single decisa e consapevole non vive forse la segreta speranza di incontrare un mister Big dal volto di George Clooney e dal cervello di Albert Einstein? Questa verità non possiamo gridarla è ovvio ma almeno sussurriamocela!

 

Angela Potente

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno III, n. 23, luglio 2009)

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