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A. XIV, n. 156, settembre 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

Ricordo di Martorelli,
avvocato, parlamentare,
personaggio d’altri tempi
vicino ai senza voce

di Andrea Vulpitta
Amici e colleghi commemorano l’impegno politico e legale del senatore,
da sempre attento ai bisogni dei cittadini contro il sistema di connivenze


Lunedì 23 marzo, nel salone degli specchi della Provincia di Cosenza, è stato ricordato il senatore Francesco Martorelli, a pochi mesi dalla scomparsa. Ha aperto i lavori l’onorevole Mario Oliverio che, in veste di padrone di casa, ha tracciato un ricordo della carriera politica del «compianto Ciccio», iniziata nel collegio provinciale di Acri dove fu candidato per esplicita richiesta dei tanti braccianti che egli aveva difeso, in qualità di avvocato, nel periodo di occupazione delle terre incolte. Nel 1970 Martorelli è stato vicepresidente di quella Regione Calabria che muoveva timidamente i suoi primi passi nell’inferno politico del “boia chi molla” di Reggio Calabria.

 

In prima fila contro la mafia e in difesa degli ultimi

Non poteva mancare, da parte del presidente della provincia, il ricordo della triste pagina di cronaca scritta in occasione del barbaro omicidio di Giannino Losardo assessore comunista al Comune di Cetraro che spinse Martorelli a candidarsi nelle liste elettorali del centro tirrenico quale capolista del Pci. Ha ricordato Oliverio di averlo conosciuto da giovane e ha raccontato di quando, dopo aver superato una selezione per essere assunto alla Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania una lettera gli comunicò il rifiuto dell’assunzione perché il suo certificato di carichi pendenti contava vari problemi con la giustizia per blocchi stradali e manifestazioni non consentite tenute nel periodo delle contestazioni giovanili. Fu così che l’avvocato Martorelli accompagnò il padre di Oliverio per perorare la sua causa presso l’allora direttore generale della Cassa; il suo diniego, dovuto alle rigide regole dello statuto dell’istituto di credito seguito, a distanza di poco tempo, da assunzioni poco limpide di soggetti in odore di criminalità sempre presso la Cassa di Risparmio, scatenò l’intervento di Martorelli con un’interpellanza in Parlamento. Particolarmente gradita e indovinata, al termine dell’intervento di Oliverio, la riproduzione audio di un’audizione di Martorelli presso la commissione giustizia all’indomani dell’approvazione della legge Rognoni-La Torre contro la mafia nella quale era sottolineata l’innovazione dell’impianto legislativo che non mirava a colpire solo le persone, ma volgeva il suo sguardo anche verso i patrimoni.

 

La professione di avvocato sacrificata a quella di politico

Ha preso la parola poi l’onorevole Franco Ambrogio che, nel ricordare la statura morale di Martorelli, ha rilevato come nei tempi moderni si tenda troppo facilmente a cancellare il passato, fatto di esempi, identità e memoria, di alcuni movimenti politici che sarebbe opportuno guardassero indietro per meglio focalizzare il presente e programmare il futuro. Ha richiamato alla memoria la provenienza socialista della famiglia: il padre Eugenio era politicamente schierato, uomo di cultura, latinista, professore di scuola media e preside. Ambrogio ha posto l’accento sul fatto che Martorelli non abbia avuto vantaggi dal suo ruolo di politico nell’esercizio della professione, se si pensa a tutta l’attività di difesa di umili e poveri, specie braccianti, che lui assisteva in giudizio a titolo completamente gratuito. Nel ricordare la sua presenza alla Regione Calabria è stato sottolineato il ruolo attivo svolto nell’elaborazione dello statuto dell’ente. L’avvocato Oreste Morcavallo ne ha tracciato un ricordo squisitamente professionale ricordando la sua predilezione per l’assistenza agli umili, agli oppressi, ai contadini e, rimembrando le ultime apparizioni pubbliche della sua vita, a passeggio per le strade di Camigliatello Silano ha regalato ai presenti una bella comparazione: «era alto come i pini della Sila». L’onorevole Pierino ne ha offerto un lungo ricordo dicendosi quasi inadeguato a farlo data la statura del soggetto. Ha rammentato uno degli ultimi confronti, dalle colonne de il Quotidiano della Calabria in cui Martorelli affermava il fallimento dell’Istituto regione, ma solo nelle regioni meridionali e ha sottolineato l’inclinazione sempre più a sinistra negli ultimi anni della sua vita tanto da esprimere la difficoltà di riconoscere, nella radicalità delle sue posizioni, il pacato e moderato Martorelli.

 

In ricordo del senatore un luogo della sua città

L’incontro è terminato con l’intervento del sindaco di Cosenza Perugini che, nel raccontare della vecchia amicizia tra il senatore e il suo papà, pur se da posizioni politiche differenti, ha ricordato come nonostante le continue sollecitazioni non fosse mai riuscito a dare del tu a Martorelli. «Decido di farlo oggi – ha concluso − con l’impegno di dedicarti, caro Ciccio, un luogo di questa città».

 

Andrea Vulpitta

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno III, n. 20, aprile 2009)

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