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A. XV, n. 160, gennaio 2021
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

Raccontare al femminile:
la “Mediteranean media”
dà voce a giovani autrici
ed a narratrici esordienti

di Margherita Amatruda
Settimo Concorso letterario “Le collane di Med”: una scrittrice calabrese
vince con un testo che narra la storia di un paese ai piedi dell’Aspromonte


Settima edizione del Concorso letterario “Le collane di Med”: vince La storia di Pasquinella della scrittrice, Brigida Berlingeri.

Il concorso nato nel 1996, è stato ideato da Nadia Gambilongo, ed è legato all’Associazione internazionale delle donne per la comunicazione “Mediteranean media”. L’iniziativa rivolge la sua attenzione ai lavori di giovani scrittrici e di narratrici esordienti e mette a disposizione uno spazio importante per la comunicazione al femminile. Ci sembra un fatto abbastanza rilevante che il comitato di valutazione dei testi, composto da Daniela Aceti, Nadia Gambilongo, Cinzia Greco, Maria Giovanna Mancuso e Mirella Margiotta, sia stato piuttosto compatto nel volere assegnare alla scrittrice calabrese il premio di quest’anno. È d’obbligo anche sottolineare, però, che l’associazione – il cui intento è quello di valorizzare le differenze culturali e sociali delle donne a livello internazionale, sostenendo e promuovendo il loro sapere – è riuscita, nell’arco degli anni, a raccogliere delle opere di valore, sia nel ruolo di associazione, che durante le varie edizioni del premio. Tale valore è stato riconosciuto a queste opere anche nelle fiere librarie nazionali ed internazionali.

I testi in questione sono sempre segnalati sul sito dell’associazione www.medmedia.org, che è inoltre raggiungibile anche attraverso i maggiori motori di ricerca.

 

Storie piccole e grandi

Il racconto vincitore riporta le vicende di una piccola comunità calabrese che vive ai piedi dell’Aspromonte, nel paesino di San Giorgio Morgeto incuneato tra la Piana di Gioia Tauro e i monti. Si intrecciano nella narrazione storie grandi e piccole: la guerra che chiama i braccianti agricoli lasciando la terra abbandonata, o la Spagnola, un virus che decima le famiglie; ma anche il vivere quotidiano della comunità: il raccogliere la legna, fare il bucato, portare l’acqua, gesti che segnano il percorso della vita.

C’è poi la natura, che acquisisce il ruolo di personaggio effettivo per la grande importanza che riveste in una comunità rurale: la montagna è fonte essenziale di risorse per la sussistenza delle famiglie e la piana è il luogo del commercio. Il continuo andirivieni unisce le due parti essenziali della vita del paese: un continuo camminare, anche senza scarpe, per sopravvivere.

È attraverso la figura di Pasqua, la protagonista del libro, una donna incredibilmente forte, che possiamo conoscere e seguire le vicende quotidiane di un intero borgo, ma anche l’influenza dei grandi avvenimenti.

Il racconto nasconde, però, insegnamenti più profondi, al di là dalla grande storia della nazione, al di là della piccola storia degli uomini, ci mostra un mondo ormai perduto fatto di lievi momenti che danno felicità, un tempo più lento in cui assaporare le gioie quotidiane, una carezza, un sorriso, invitandoci a conservare questi delicati e grandi tesori.

 

Margherita Amatruda

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno III, n. 18, febbraio 2009)

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