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A. XV, n. 160, gennaio 2021
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

Entusiasmo del pubblico
e successo delle vendite
per “Più libri più liberi”
alla sua settima edizione

di Luciana Rossi
Con la Bottega editoriale alla Fiera della piccola e media editoria a Roma:
iniziative e idee, ma anche molti interrogativi, per un futuro da difendere


Era importante non mancare alla settima edizione della Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, tenutasi a Roma dal 5 all’8 dicembre, perché questo evento, rispetto ad altre fiere del libro anche più imponenti, rappresenta un raro momento di incontro con una categoria che spesso rischia di finire in secondo piano, sopraffatta da messaggi più potenti. Quella della piccola e media editoria è, invece, una realtà che merita interesse, caratterizzata da una spiccata creatività, da una grande varietà di contenuti, talora anche fortemente specializzati, e – non da ultimo − da un suo peculiare modo di proporsi, ispirato da una sentita passione per il proprio mestiere e contraddistinto da un approccio ancora immune dalla spersonalizzazione tipica del mondo “globalizzato”.

La manifestazione romana può ormai vantare una discreta “schiera” tra organizzatori, sostenitori e sponsor, segno dell’interesse che essa riscuote, anche a livello istituzionale. “Più libri più liberi” è infatti organizzata dall’Associazione italiana editori (Aie) con il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali, del Comune di Roma, della Provincia di Roma, della Regione Lazio e della Camera di commercio di Roma; con il patrocinio del Ministero dell’istruzione, università e ricerca e in collaborazione con l’Istituzione biblioteche di Roma, l’azienda dei trasporti capitolina Atac, Radio 3 Fahrenheit e Ibs (sito di ecommerce librario) e in partnership con l’Associazione librai italiani (Ali), l’Istituto nazionale per il commercio estero (Ice) e l’Istituto italo-latino americano (Iila).

La fiera ha ospitato durante i suoi quattro giorni di svolgimento circa 400 espositori provenienti da tutta Italia e ha proposto oltre 200 incontri, tra presentazioni e dibattiti, che, a giudicare dalla folla che riempiva le sale convegno allestite al primo piano del suggestivo scenario del Palazzo dei Congressi all’Eur, non hanno deluso le aspettative dei visitatori. Tra le tante iniziative, è stata presente come ospite d’onore la letteratura latino-americana con la rassegna America latina Tierra de Libros.

 

La vasta affluenza di pubblico ha premiato la ricchezza dell’offerta editoriale

L’adesione del pubblico si è rivelata entusiastica fin dal primo giorno, in cui, nonostante le avverse condizioni meteorologiche segnate da un’insistente pioggia autunnale e da un’aria insolitamente fredda, si è registrata una presenza superiore del 20% rispetto alla giornata iniziale dell’edizione 2007. Alle 17:00 dell’ultimo giorno di apertura, complice forse anche la festività dell’8 dicembre, è stata raggiunta e superata la quota di 50.000 visitatori, record dell’edizione precedente.

Un elemento di attrazione per i lettori è stata senz’altro la possibilità di trovare esposti negli stand molti titoli «raramente reperibili in libreria» − spiega il presidente del Comitato piccoli editori dell’Aie, Enrico Jacometti – e, grazie a ciò, si è potuto realizzare fin dalla prima giornata, «a sorpresa rispetto alla crisi economica del momento, un incremento nelle vendite». Una piacevole sorpresa.

D’altronde, l’offerta è estremamente ricca e variegata: dalla narrativa, alla poesia, alla manualistica, alla saggistica, fino a un vasto assortimento di libri per ragazzi. Inoltre, i “piccoli” marchi editoriali sono, generalmente, più propensi a pubblicare autori esordienti, a scoprirne di nuovi, o a dare spazio a temi locali o regionali o, ancora, ad affrontare tematiche scomode o controverse, quali la multiculturalità, l’emarginazione, i temi caldi dell’attualità, come nel caso, per citarne uno tra tanti, del libro-denuncia presentato da Città del sole edizioni, La banda larga di Telecom Italia, sulle recenti truffe Telecom, il cui autore resta nascosto sotto lo pseudonimo di Joe Basilico. Altre volte, giocando la carta della specializzazione, le piccole case editrici riescono a produrre pubblicazioni di eccellenza, anche se di nicchia. Insomma, la produzione di questo settore rappresenta uno spazio di arricchimento per tutti.

Ma per il pubblico la fiera è anche un’occasione vivace di confrontarsi con spazi di intrattenimento, come gli appuntamenti musicali (e non solo) del caffè letterario, lo spazio di animazione dedicato ai ragazzi, gli incontri con gli autori, celebri o meno celebri, o gli eventi presentati da personaggi famosi del mondo dello spettacolo o della cultura: Pupi Avati, Paolo Bonolis, Gianrico Carofiglio, Umberto Croppi, Nicolas Fargues, Roberto Gervaso, Umberto Eco, Carlo Lucarelli, Khalhed Al Khamissi, Enrico Montesano, Nada, Rocco Papaleo, Sandro Portelli, per citarne solo alcuni. E come tacere dell’incontro con Rita Levi Montalcini che ha presentato il suo secondo libro per ragazzi? Insolito, e irripetibile. [Si tratta del libro Le tue antenate. Donne pioniere nella società e nella scienza dall'antichità ai giorni nostri di Rita Levi Montalcini e Giuseppina Tripodi, Gallucci editore, Nda].

Inoltre gli appassionati della tecnologia e della multimedialità – o anche solo i curiosi − hanno potuto trovare pane per i loro denti nel programma dello Spazio Blog e, magari, incontrarsi tra avatar nel mondo virtuale di Second life.

 

Un pubblico “speciale”

Mimetizzati tra i molti visitatori, a conferma della carica di vitalità e delle potenzialità di questo settore dell’editoria, c’erano non pochi autori, dotati di copie dei loro dattiloscritti (in numero variabile a seconda dell’ottimismo personale) da presentare direttamente agli editori; illustratori, riconoscibili dalla cartella portfolio sotto il braccio, e molti “aspiranti professionisti-con-curriculum-a-portata-di-mano” in cerca di opportunità formative o lavorative in questo ambito, per lo più studenti neolaureati. Quante di queste speranze potranno trovare così la loro realizzazione certo non possiamo dirlo, ma sicuramente il fatto sta a testimoniare di un contesto lavorativo che ancora, per fortuna, favorisce il contatto umano.

 

Quanto “pesa” la piccola e media editoria? E come immagina il suo futuro?

Vista “dall’altra parte dello stand” – per così dire − per gli editori e gli altri operatori della filiera del libro (biblioteche, agenzie letterarie, librai) la fiera rappresenta un’imperdibile occasione di stringere contatti e di avere visibilità, ma anche un momento di riflessione sui temi, i problemi e l’andamento generale di questo settore, importante perché rilevante economicamente (con il 35% del fatturato totale del settore librario) e per difendere una (sostenibile) indipendenza intellettuale e la presenza di una democratica pluralità di voci (e di idee) nel mondo della cultura, che, come auspica il logo della manifestazione, dovrebbe renderci tutti “più liberi” e più consapevoli.

Dietro le quinte di questo scenario ci sono tante piccole e medie imprese che cercano di sopravvivere, crescere e farsi spazio. Le case editrici, prima di tutto − ben 2.456 nel 2007 − che con i loro 24.314 titoli (novità e ristampe) pubblicati nell’anno di riferimento, rappresentano il 39,1% sul totale della produzione e impiegano circa 6.000 addetti (esclusi collaboratori e consulenti, ma compresi i proprietari quando lavorano essi stessi nella casa editrice), una quantità non trascurabile su un totale di occupazione dell’intera editoria stimabile in circa 38.000 addetti (fonte Aie). Gli editori piccoli e medi cercano spazio fisico negli scaffali e nelle vetrine dei negozi, cercano soluzioni economicamente percorribili per la distribuzione, ma anche spazi di informazione nelle rubriche dei giornali, delle riviste, nelle trasmissioni televisive o sul web e, non meno importante, chiedono spazio, come categoria, anche all’interno della propria associazione − l’Aie, appunto − per essere adeguatamente rappresentati nei momenti in cui essa si fa interlocutrice di chi ha il potere di legiferare sulla materia.

 

Uno sguardo alla filiera produttiva: gli incontri del programma professionale

Tra i soggetti della filiera produttiva, non possiamo certo dimenticare i librai delle cosiddette librerie “sul territorio”, tesi a scongiurare il rischio di essere fagocitati dalle grandi librerie di catene editoriali o distributive (e ciò specialmente nei grandi centri urbani) o dall’implacabile concorrenza del commercio on line, in grande crescita tra i giovani lettori (13% nella fascia di età dai 20 ai 24 anni, contro il 4% nella totalità dei lettori, fonte Aie). Un rischio realistico, se si pensa che circa il 40% degli acquisti nelle piccole librerie riguarda titoli venduti in un unico esemplare, praticamente un acquisto “su ordinazione”, mentre il grosso dei ricavi (circa il 47%), proviene ancora dai best seller, purtroppo raramente editi dalle case editrici minori.

E come mai, viene da chiedersi, in questo sistema i “piccoli” non riescono ad aiutarsi tra loro? L’argomento è certo complesso, ma forse, si è osservato, una diversa regolamentazione a livello legislativo, ad esempio disciplinando la materia degli sconti, come in altri paesi europei, potrebbe contribuire a creare un circolo virtuoso.

Di distribuzione e di altro si è discusso nel corso degli incontri del nutrito programma professionale. Citiamo, senza pretese di esaustività, il dibattito sulle leggi regionali, che dovrebbero tenere in maggior conto il “valore aggiunto” dell’attività editoriale rispetto a quella di semplice produzione tipografica: l’elemento creativo e la figura dell’editore come una sorta di “mediatore culturale” tra autore e lettore, in grado di assicurare la fruibilità effettiva del prodotto finito. Un altro elemento emerso dalle analisi è stata l’elevata presenza femminile nelle funzioni dirigenziali o direttive dell’editoria (il 46% contro circa il 22% nel totale delle attività industriali, fonte Istat. Il 7% nelle piccole e medie imprese, fonte Federmanager).

 

Cosa resta “alla fine della fiera”?

Lunedì sera, gli ultimi ritardatari sfilano via, sollecitati dagli avvisi degli altoparlanti, e in un paio d’ore tutto il fantastico e colorato mondo della fiera viene impacchettato e arrotolato su se stesso, come un tappeto magico, pronto a srotolarsi e a farci volare con la fantasia alla prossima occasione. Espositori, giornalisti, visitatori... ognuno si porta via un “pezzetto” di fiera. Un seme, chissà, che possa crescere e diventare amore per la lettura, per il confronto, per lo sviluppo dell’individuo e della società. Con l’augurio, visto il periodo dell’anno, che Babbo Natale porti in dono tanti libri a tutti.

 

Luciana Rossi

(www.bottegascriptamanent.it, anno III, n.17, gennaio 2009)

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