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A. XIV, n. 151, aprile 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

Cercasi principe azzurro nell’era Sex and the City
di Alessia Cotroneo
Presentazione dell’opera prima di una giovane scrittrice reggina esordiente
tra stoccate al vetriolo contro gli uomini e la società. Targata Città del sole


Un po’ Carrie Bradshaw, la scrittrice protagonista della serie cult Sex and the city, un po’ principessa sognante. Come loro, Emanuela Crispo, giovane autrice esordiente, è alla perenne ricerca del principe azzurro e dell’amore che ti sconvolge la vita. Ma lo scenario delle sue vicende amorose, comuni a quelle di tante bambine ormai adulte cresciute con il mito del lieto fine, non è né New York né un regno incantato, ma una città di provincia avvolta da una soffocante coltre di perbenismo borghese.

A questa ricerca del rapporto di coppia perfetto, alla costellazione di campioni di maschilismo che incontra sulla sua strada e alle tante delusioni accumulate, la scrittrice dedica il suo primo romanzo, Ghiande ai porci e confetti alle spose (Città del sole edizioni, pp. 120, € 15,00), che già dalla presentazione, nel Salone delle conferenze del Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, promette di scuotere il torpore della provincia reggina.

Il romanzo di Emanuela Crispo è stato presentato nell’ambito dell’attività di promozione a sostegno dei giovani autori reggini dell’Associazione “Promedia”, presieduta da Eugenio Siracusa, che gestisce la rete delle mediateche della Provincia e ogni anno ospita un’opera prima. Durante l’incontro, alcuni brani del libro sono stati letti dall’attore Enzo Maria De’ Liguoro, con l’accompagnamento al pianoforte di Mario Locascio, offrendo un assaggio della rabbia, dei toni esasperati e della voglia di amore che domina il libro.

 

La povertà sentimentale di un mondo in cui conta apparire e possedere

Il libro si snoda attraverso le vicende amorose di Lulù, affascinante single trentacinquenne alter ego dell’autrice, alla perenne ricerca del principe azzurro. Varie tipologie di uomini le scorrono davanti agli occhi e tre in particolare la tormentano: il vanesio (Giacomo), l’indipendente (Edoardo) e il maschio (Carlo). Esempi di uomini che vivono pienamente la loro immaturità sentimentale, protetti da una mentalità maschilista tipicamente meridionale, mentre le donne più indipendenti si scontrano ancora con un modello femminile che le vorrebbe compiacenti e “senza cervello”, oppure lanciate in una pantomima di aggressività e disincanto. Storie d’amore che rivelano la povertà sentimentale e intellettuale di una società dove sembra che le uniche cose che contano siano apparire e possedere, rappresentazione caustica della realtà contemporanea.

«È un libro scritto in presa diretta con la realtà dei nostri giorni, – sottolinea il critico letterario Pino Bova – è una rappresentazione del mondo dei giovani vacui, privi di punti di riferimento, che ciondolano nelle ore notturne pronti a cogliere l’occasione della vita che li esalti, sapendo che altrettanto velocemente arriverà la delusione. Crispo rappresenta questo mondo e la voglia di liberarsi dagli steccati, dai codici educativi che spesso vengono imposti dai genitori, per fare le proprie esperienze e magari fare tutto e subito, anche anticipando i tempi, in un’epoca fortemente secolarizzata in cui i valori tradizionali sono stati tralasciati».

È in questo amalgama di rapporti falliti che si origina la rabbia e l’ironia amara sferzante di un linguaggio che, a detta del critico Bova, «impatta in maniera franca, in qualche occasione sarcastica, perché è evidente che attraverso le sue storie Emanuela aveva qualcosa da raccontare e da rimproverare». Un linguaggio che, rivela l’editore, «andava edulcorato e limato, su cui abbiamo cercato di intervenire con un editing massiccio a cui l’autrice si è opposta con determinazione».

 

Romanzo femminista o analisi psicologica dei mondi affettivi del nostro tempo?

Tra stoccate pungenti contro il genere maschile e riflessioni sulla società e il perbenismo bigotto delle città di provincia, la Crispo si muove in un terreno di confine in cui gli stereotipi del romanzo femminista, del racconto sociale e dell’analisi psicologica si intersecano senza che mai un genere prevalga sugli altri. «Questa opera prima vuole essere tutto questo – precisa l’editore Franco Arcidiaco – senza però imbrigliarsi completamente in nessuna categoria».

L’impronta originale del libro si intuisce già dal titolo, tratto da una personale re-interpretazione dell’autrice di un passo del Vangelo di Matteo. «L’ho mandato via sms a un mio ex fidanzato che evidentemente non è riuscito a comprenderlo – ha detto non senza un velo di aspra ironia la scrittrice. A mio avviso rappresenta un tentativo di rimettere ordine nel caos in cui ci troviamo e in cui si intravede la distanza tra maschi e uomini. Senza voler giudicare nessuno, ma semplicemente tentando di ristabilire l’ordine, che vuole che i maschi si incontrino con le femmine e gli uomini con le donne».

E questa distinzione netta tra maschi e uomini risulta particolarmente apprezzata dalle donne in sala che dimostrano di condividere il pensiero della Crispo. «Il fatto di lavorare per anni con donne di tutte le età mi ha fatto notare che tutte lamentano la stessa sofferenza. Molte hanno avuto il coraggio di dirmi che si sono riviste nella mia storia e qualche uomo altrettanto coraggiosamente mi ha detto di sentirsi molto porco».

Una cosa è certa: alla scrittrice il coraggio non manca affatto, dato che oltre a raccontare le proprie vicende amorose ha deciso di prestare il suo volto, sotto forma di ritratto, per la copertina della sua prima fatica letteraria. Nessun tentennamento, nessuna paura dei giudizi della gente, solo la voglia di raccontare e sviscerare la rabbia, il dolore suoi e di tante altre donne, con una punta di ottimismo. «Con questo libro vorrei che le donne si sentano confortate perché non più sole e gli uomini possano avvicinarsi alla sensibilità femminile».

 

Alessia Cotroneo

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno II, n. 15, novembre 2008)

Collaboratori di redazione:
Veronica Lombardi, Ilenia Marrapodi, Antonella Napoli, Maria Chiara Paone
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