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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

La Scuola di redattore si sposta in biblioteca. Alla scoperta dei libri destinati all’infanzia
di Andrea Vulpitta
Nel corso della V Settimana delle biblioteche, dedicata ai piccoli,
la Bottega editoriale incontra Falco editore e Coccole e Caccole


 

La Scuola di redattore di casa editrice, a cura di la Bottega editoriale, ha tenuto, il 27 novembre durante la V Settimana delle biblioteche dedicata ai bambini dai 5 anni in su, una lezione-incontro – inserita nel normale percorso didattico che prevede visite guidate e appuntamenti con addetti ai lavori – con i due maggiori editori per l’infanzia e l’adolescenza operanti in Calabria: Falco editore di Cosenza e Coccole e Caccole di Belvedere Marittimo. Fulvio Mazza, direttore del master, rivolto a giovani e meno giovani che vogliono toccare con mano il lavoro del redattore di una casa editrice e delle altre peculiarità del mondo editoriale, ha, innanzi tutto, rivolto un doveroso saluto alla dirigenza attuale della Biblioteca civica di Cosenza – rappresentata dal presidente dell’Accademia cosentina, Piero Carbone e dal bibliotecario capo Michele Chiodo –, nonché a quella precedente (rappresentata dall’allora direttore facente funzioni Gianfranco Ferrari), che hanno avuto il merito di lanciare su livelli alti un’iniziativa operante già da alcuni anni.

Avviando i lavori specifici, lo stesso Mazza ha introdotto i due editori.

Nel presentare Michele Falco ha specificato come questi sia cresciuto in una famiglia di editori (il padre, Pasquale Falco, è il “patron” della casa editrice Periferia). Tale esperienza lo ha poi indotto a mettere in capo, da alcuni anni, una casa editrice ex novo che, tra mille ostacoli, cerca di conquistarsi uno spazio importante nel panorama editoriale nazionale. Coccole e Caccole, invece, è una giovane ma agguerrita casa editrice dedita all’infanzia che, seppur da una sede decentrata come quella di Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza, pian piano si sta facendo conoscere nel panorama editoriale.

 

Le case editrici tra bilanci e missione culturale

Lo stesso Falco ha poi sottolineato due aspetti fondamentali: ha evidenziato che la casa editrice non è un’azienda no profit, ma un’attività imprenditoriale, dove come minimo i bilanci «devono chiudersi in pareggio» e, inoltre, che per il particolare target, infanzia e adolescenza, sono necessari ingenti investimenti sia per il confezionamento con cartonature e dimensioni speciali, sia per la cura di alcuni particolari come le illustrazioni.

 

Dal profondo Sud al mercato nazionale: meglio l’infanzia

La direttrice ha specificato, poi, come il ruolo della sua casa editrice sia incompatibile con un orizzonte di carattere locale specie di fronte, questa volta impietosamente, ai numeri: «le vendite di Coccole e Caccole in un trimestre in Umbria rappresentano l’intero volume realizzato in un anno nelle regioni del Sud!». In più l’editoria per l’infanzia, ad esempio in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, è meno penalizzata rispetto al resto del mercato perché le spese per i figli sono le ultime ad essere contenute all’interno di un bilancio familiare. A conclusione del suo intervento la stessa Valente ha voluto sottolineare che la mission della sua azienda è sempre finalizzata all’incontro tra passione, talento e creatività, ammettendo, candidamente, che alcuni collaboratori della sua casa editrice siano a lei sconosciuti personalmente poiché intrattiene rapporti professionali svolgendo spesso il suo lavoro soltanto grazie a strumenti multimediali; e, a conferma della sua dimensione nazionale, ha rimarcato come esigenza della sua azienda quella di avere un contatto con la stampa nazionale oltre che locale.

L’incontro è terminato con una domanda volta a comprendere cosa significhi gestire una sede nel profondo Sud. Falco, citando l’esperienza Rubbettino, come modello positivo cui guardare ha affermato di non aver mai subito discriminazioni geografiche nello svolgimento del suo lavoro e che, in definitiva, è la qualità che conta anche se nel sud questo è più difficile per chi vuole stare alla larga da giochini che più che alla qualità sono finalizzati a trovare scorciatoie grazie all’assessore o al politico di turno.

Valente, invece, ricordando le distanze che dividono la Calabria dalle maggiori fiere dell’editoria, ha sottolineato il grosso sacrificio economico da sostenere per essere presenti ad appuntamenti che, per contatti con distributori, giornalisti e addetti ai lavori in genere, sono fondamentali per una casa editrice rivolta all’infanzia.

 

Andrea Vulpitta

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno II, n. 16, dicembre 2008)

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