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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

Per gli aspiranti redattori
una storia della stampa:
l’osservazione analitica
di un acuto protagonista

di Andrea Vulpitta
Nel fitto calendario di eventi della V Settimana delle biblioteche un incontro
con Pantaleone Sergi che, per Memoria, narra giornali e società calabrese


L’incontro del 27 novembre, presso la Sala “Salfi” della Biblioteca civica di Cosenza – inserito nel programma della V Settimana delle biblioteche calabresi –, aperto al pubblico, ha visto la partecipazione attenta e interessata della Scuola di redattore di casa editrice, curata da la Bottega editoriale.

In questa occasione, dal modulo didattico della Scuola ospitata destinato all’incontro con l’autore, abbiamo avuto il piacere di ascoltare Pantaleone Sergi, che ha dato inizio al suo discorso prendendo spunto dall’ultimo suo studio/lavoro: Stampa e società in Calabria (Memoria, pp. 228, € 25,00).

Dopo i mesi passati nella “culturale” atmosfera della prestigiosa Biblioteca civica di Cosenza, la Scuola ha terminato così in grande stile la sua permanenza negli antichi locali.

Dopo il saluto di rito del Bibliotecario anziano Michele Chiodo a nome della Biblioteca civica, il direttore della Scuola, Fulvio Mazza, nell’introdurre l’importante ospite, ha sottolineato come la presentazione di Pantaleone Sergi cambi dopo ogni manifestazione, ricordando, non senza una punta di affettuosa invidia, la brillante carriera dello scrittore-giornalista calabrese, già inviato speciale de la Repubblica e attualmente portavoce del presidente della giunta regionale Agazio Loiero. Con una punta di imbarazzo, e dando prova di modestia, l’autore si è presentato ai corsisti definendosi, invece, un umile «operaio ecologico culturale», ammettendo come sia stato fortunato a trovarsi nella stazione giusta e «salire sul treno giusto», sottolineando come ciò, purtroppo, capita raramente nella vita.

 

I 200 anni della stampa in Calabria e l’assordante silenzio

L’autore racconta il disinteresse degli addetti ai lavori del mondo della cultura e, quindi anche della stampa in Calabria, che lo hanno spinto a stendere questo testo il quale rappresenta una continuazione ideale del suo Quotidiani desiderati. Giornalismo editoria e stampa in Calabria (Memoria, pp. 222, € 13,43), pubblicato nel 2000, per non far passare sotto silenzio l’importante ricorrenza. La prima traccia di giornale in Calabria risale al 1808 pubblicato a Monteleone, oggi Vibo Valentia. Sergi racconta come apparentemente il giornalismo calabrese non abbia storia, sia figlio di nessuno, invece esiste una lunga tradizione di giornalismo e informazione a partire dall’antico l’Eco d’Aspromonte datato 1876, o il primo quotidiano economico il Commercio che nasce a Reggio Calabria quando la città dello Stretto conosceva importanti numeri di traffici e scambi grazie al suo porto commerciale. Non poteva mancare un nostalgico ricordo dell’esperienza de il Giornale di Calabria, nato con alle spalle un importante gruppo industriale con tanto di rotative e prestigiosa sede a Piano Lago (oggi sede di un centro di ricerca del Cnr nei pressi dello svincolo autostradale di Rogliano).

 

La nascita de il Quotidiano della Calabria e la troppa informazione

Con Pantaleone Sergi nasce anche il Quotidiano della Calabria, tra mille difficoltà e una redazione da inventare con poche professionalità ma tanto entusiasmo; e qui, il direttore, tradendo forse un debole per il gentil sesso, racconta come nella sua redazione ci fossero 8 donne e tre maschi perché, giustifica Sergi, «le donne lavorano meglio e di più». Il panorama oggi della stampa in Calabria è purtroppo affollato da troppe fonti di informazione che spesso non informano, non rappresentano una oggettiva visione della realtà, ma spesso sono o fotocopie di notizie confezionate o megafoni di vari poteri che ne influenzano la qualità. L’incontro si è concluso con gli interventi del pubblico che si sono focalizzati sul condizionamento della politica nei confronti della stampa e del ruolo della testata giornalistica regionale della Rai, con una significativa sottolineatura sui metodi di reclutamento dei giornalisti e sulla precarietà della professione. Un invito comunque a non abbattersi e a perseguire con tenacia traguardi professionali che, obiettivamente, oggi più di ieri, paiono difficili da raggiungere.

 

Andrea Vulpitta

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno II, n. 16, dicembre 2008)

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