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Direttore responsabile: Fulvio Mazza
A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

Vogliono “intrappolare” nuovi aspiranti redattori!
di Tiziana Selvaggi
Una cronaca semiseria per raccontare come la Bottega editoriale intende
riprendere la “caccia” a chi? innamorato dei libri vuole lavorare con essi


Si è aperta ufficialmente, giorno 7 ottobre, nel Salone di rappresentanza del Comune di Cosenza, l’annuale caccia al “corsista di scuola per redattore di casa editrice”.

A portare avanti l’iniziativa è stata, come ormai da qualche anno, l’agenzia per la caccia al corsista la Bottega editoriale, il cui direttore, il prof. Fulvio Mazza, particolarmente ghiotto di quest’animaletto, ha dichiarato (più o meno…): «Sento che questo sarà un ottimo anno per la caccia, abbiamo preparato delle meravigliose trappole nel Liceo Scientifico “Pitagora” di Rende e nella Biblioteca Civica di Cosenza».

La caccia durerà da circa metà ottobre fino alla fine di gennaio, la scelta di questo lasso di tempo non è casuale, questo è infatti il periodo migliore per catturare i “corsisti di scuola per redattore di casa editrice”, perché, in questo particolare momento dell’anno, essi mutano il pelo ricoprendosi di una peluria soffice e spumosa che li rende maggiormente riconoscibili e che è estremamente pregiata anche se molto rada: si è calcolato che per fare una sciarpa che basti a ricoprire il collo del prof. Mazza, sono necessari dai venti ai venticinque corsisti.

 

La piccola bestiola: habitat e abitudini

Il corsista è uno strano e vivace animaletto. Tutte le notizie su questo esemplare della fauna, possono essere richieste direttamente a Piero Angela (o in alternativa al vero “capo” dei bottegai: Annalisa Pontieri…). La variante “corsista di scuola per redattore di casa editrice” appartiene alla classe dei marsupiali, è sempre fornito di una borsa, uno zaino, una sportina che dice essere piena di libri. Si è potuto osservare che il più delle volte contiene: una rivista di parole crociate (ma non lasciatevi ingannare, il corsista legge solo le barzellette!), la merendina preparata dalle amorevoli mani della mamma e una mela per corrompere il direttore (il povero corsista ignora – ma lo scoprirà presto, a sue spese – che il direttore è carnivoro).

Quest’animaletto si nutre principalmente di carta stampata; si ha notizia di corsisti che hanno giurato e spergiurato di aver letto l’opera omnia di Alessandro Manzoni e di essere in trepida attesa del nuovo romanzo!!!

I più arditi sono arrivati a dichiarare di aver divorato gli scritti del marchese De Sade, in lingua francese, anche se sono convinti che il Cabernet sia un fuori strada di lusso, li senti dire con un tono che ormai si permettono solo Nicolas Sarkozy e l’italica consorte «ho comprato un cabernet che percorreva dieci metri con un ettolitro» (probabilmente di Chardonnay).

Gli etologi hanno trovato più di un esemplare intento nella lettura di Topolino.

 

Il duro lavoro del cacciatore

La caccia di per sé non è pericolosa, ma estenuante. Si deve iniziare col far credere al corsista che parteciperà ad un vero e proprio Master di redazione che gli si insegnerà a correggere libri destinati certamente ad entrare tra i bestseller; è utile in questa fase stampare locandine promozionali e fare pubblicità sui giornali. Nello stadio seguente si deve cominciare a tenere delle lezioni per la preda, gli si dovranno dare testi da correggere, titoli da fare, regole da memorizzare. Questo è probabilmente il momento più arduo della battuta di caccia. Molti cacciatori hanno creduto in questa fase di aver catturato il corsista, e quello gli è sfuggito con un guizzo degno di Massimiliano Rosolino. Bisogna essere particolarmente cauti in questo frangente, senza mai perdere d’occhio la preda, è proprio nel momento in cui vi accorgerete che la sua espressione si è modificata e assume la faccia di uno che pensa: «Se lo avessi corretto io, Dan Brown non avrebbe fatto arrabbiare nessuno e i tre moschettieri non sarebbero quattro», allora sarà sufficiente dargli da correggere un articolettino come questo, la caccia potrà essere considerata chiusa e la preda conquistata; da questo momento in poi, infatti, comincerà a correggere di tutto: le insegne dei negozi, i cartelloni pubblicitari, le parolacce sui muri delle città, le istruzioni del telecomando (anche quelle in cinese). È in questo momento e solo in questo, sarà possibile prendere il suo misero e pregiatissimo pelo; tanto lui sarà occupato a segnare in rosso gli scritti di Umberto Eco.

 

La notizia essenziale

Per chi avesse voglia di leggere non in modo semiserio ma in modo assolutamente serioso… (peggio per lui!) tra le righe di questo “testuncolo”, la notizia è la seguente: è partita la quinta edizione della “Scuola di redattore di casa editrice”, organizzata dall’agenzia di servizi letterari la Bottega editoriale Srl, con l’intento di formare (e, strano ma vero, solitamente ci riescono) nuove e valide professionalità nel campo dell’editoria.

Tale Master di redattore è stato presentato durante una conferenza stampa nel Salone di rappresentanza del Comune di Cosenza il 7 ottobre scorso.

Converrete però che detta in questo modo è piuttosto banale, soprattutto se a scrivere è una corsista/animaletto vittima della battuta di caccia dell’anno precedente.

 

Tiziana Selvaggi

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno II, n. 14, ottobre 2008)

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