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A. XV, n. 160, gennaio 2021
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Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

La Spagna, una rivelazione tra arte, storia e modernità
di Simona Corrente
Un viaggio da Madrid alla Castilla Leόn toccando la Castilla la Mancha
alla scoperta della caliente penisola iberica. Un seducente itinerario


Il viaggio inizia appena atterrati nel moderno aeroporto madrileno “Barajas”, quattro enormi terminal e un edificio satellite del terminal 4 (noto come T4-S). Si tratta del più grande al mondo, con un milione di metri quadri di superficie. Direttamente dal terminal 4 parte la metro cittadina che conduce al borgo madrileno con pochi euro ed in meno di trenta minuti senza traffico ed intoppi ci si ritrova nel cuore pulsante della città.

La capitale è facilissima da visitare sia perché quasi tutte le attrazioni si trovano in centro, sia perché ha una rete metropolitana efficientissima; è veramente difficile sbagliare.

Madrid è viva, ospitale, piena di alberghi per tutti i gusti e tutte le tasche, e il turista subisce subito il fascino della città, ne viene ammaliato e si sente parte di essa al pari degli indigeni. In centro può trovare l’hostal che fa per lui con una camera semplice ma accogliente a prezzi contenuti.

L’arteria, il punto nevralgico che attraversa la città è Gran Via, da dove si dipartono tutte le traverse che conducono ai caratteristici luoghi attrattivi di Madrid: Puerta del Sol, Placa Mayor e Puerta Toledo. Percorrendo Gran Via in direzione dell’imponente Museo “El Prado” si susseguono numerosi palazzi e monumenti di grande bellezza: il palazzo del Ministero dell’istruzione e belle arti, il Quartier generale dell'esercito, la fontana di Cibele, il tutto circondato da grandi piazze, vere e proprie oasi di verde.

 

Una gita culturale tra i musei della città: da Picasso a Velazquez

Prima di immergersi nelle sale dei musei occorre fare una visitina alla stazione Atocha renfe, che ha la particolarità di avere al suo interno una vera e propria foresta amazzonica con tanto di piante, palme e persino tartarughe d’acqua. Una stazione ferroviaria affascinante ed insolita, che stupisce il turista ed allieta con il fruscio dell’acqua l’attesa dei viaggiatori.

Proprio alle spalle di questa curiosa stazione si trova Parque del Buen Retiro, un immenso polmone all’interno della città, che racchiude Palazzo di Cristallo e Palazzo Velazquez e che si affaccia su un tranquillo laghetto.

Ritornando verso Atocha è possibile scorgere il Museo “Reina Sofia” dove è esposto Guernica di Picasso, un capolavoro che toglie il fiato, viste la sue grandi dimensioni e la tragedia ivi narrata. Si può solo restare a bocca aperta, estasiati da tanta genialità. Dopo quasi quattro ore di visita, stanchi ma soddisfatti, ci si può premiare con delle fragranti chips appena fatte. Madrid è piena di piccole drogherie sparse qua e là dove acquistare patatine artigianali esposte in grandi teche messe in vetrina, una cosa davvero pittoresca oltre che deliziosa. Per una cena sostanziosa invece basta entrare nel primo Museo de Jamon (prosciutto, in lingua iberica) che si trova per la strada: si tratta di una catena, molto diffusa in città, in cui si mangia bene e si spende il giusto.

La visita al Museo del Prado, gratuita la domenica, porta via ben sei ore della giornata. Dopo tanta arte e anche un po’ di fatica, c’è bisogno di un giretto all’aria aperta: Gran Via, Puerta del Sol, Plaza Mayor – molto affascinante di sera – Plaza de Toros.

Emblema di Madrid è senza alcun dubbio lo stadio “Santiago Bernabeu” che occorre visitare anche se non si è tifosi, ne vale davvero la pena! All’interno è stato ricostruito un museo per ricordare la grande avventura calcistica del Real Madrid.

In Plaza Castilla si trovano le Torri porta d’Europa, che ricordano un po’ la Torre di Pisa. Nell’estrema parte ovest della città c’è Parque de Atracciones, un parco divertimenti dove trascorrere una giornata all’insegna dello svago adrenalinico.

Proseguendo nel viaggio madrileno non si può non fare omaggio al grande Cervantes e al suo Don Quijote a cui è stato dedicato il monumento che sovrasta Plaza Espana.

Una lunga passeggiata al tramonto sul Tempio de Debod, un edificio sacro egizio regalato alla città iberica, è proprio quello che ci vuole per concludere una giornata di escursioni e scoperte. Da qui è possibile ammirare tutta la città, distinguendo nitidamente Palacio Real de Madrid e la Catedral de l'Almudena. Se poi si ha ancora voglia di vedere qualcosa di spettacolare, è opportuno fare una capatina nella Chiesa di San Francisco El Grande (dedicata a S. Francesco d'Assisi), merita davvero.

 

Dalla Castilla y Leόn alla Castilla La Mancha

A circa due ore da Madrid, nella Castilla y Leόn, si trova la città di Àvila, borgo antico racchiuso da una cinta muraria che non ha nulla da invidiare alla Grande muraglia cinese. Una passeggiata su El Rastro, una visita alla Catedral de San Vincent e alla fine una vista mozzafiato della città dal Mirador, il punto più alto da cui poter ammirare tutta Àvila.

Sempre nella Castilla y Leόn e a due ore dalla capitale si trova un’altra bellezza storica, la città di Segovia. Vi sono poche indicazioni, un unico punto informazioni turistiche in pieno centro (peccato che la stazione sia un po’ lontana), ma lo spettacolo che si prospetta è davvero maestoso, sia per l'Acquedotto romano interamente conservato che per l’Alcazar – una fortezza che nel corso della storia è stata adibita a vari usi –, dalla cui torre si gode un panorama bellissimo.

Se durante l’escursione si cominciano a sentire i morsi della fame, il consiglio è quello di fermarsi a prendere un bocadillo, un semplice panino al prosciutto che in un’atmosfera vacanziera risulta davvero delizioso.

Spostandosi nella Castilla La Macha si trova Toledo. Oltre all’imponente cattedrale, al Museo de Santa Cruz e alla particolarissima stazione rivestita di maioliche, non vi è niente che non si possa trovare nel resto della penisola.

Concludendo il nostro itinerario, un ultimo sguardo a Madrid, la splendida città da cui siamo partiti, per gustare un’ultima tortilla accompagnata da una cerveza fresca, poi pronti a tornare a casa.

 

Simona Corrente

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno II, n. 12, agosto 2008)

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