Homepage - Accesskey: alt+h invio
Editore: Bottega editoriale Srl
Società di prodotti editoriali, comunicazione e giornalismo.
Iscrizione al Roc n. 21969.
Registrazione presso il Tribunale di Cosenza
n. 817 del 22/11/2007.
Issn 2035-7370.

Privacy Policy

Direttore responsabile: Fulvio Mazza
A. XV, n. 160, gennaio 2021
Sei in: Articolo




Dibattiti ed eventi (a cura di Natalia Bloise)

La letteratura veste l’arte alla “Fiera della Parola”
di Franca Cribari
In uno scenario di faggi dritti e querce ricurve, scalinate e rilievi erbosi
tra suoni, danze e rappresentazioni teatrali, ad Ivrea la parola va in scena


 

Si è conclusa, a Ivrea, sotto la direzione di Eugenio Pacchioli, la quinta edizione della “Fiera della Parola”, che ancora una volta si è tenuta all’interno del parco di Villa Casana, sede dell’Archivio Storico Olivetti, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Torino, del Comune di Ivrea e col sostegno della Compagnia di San Paolo.

Essa è solo una delle molte iniziative che rientrano nel calendario degli eventi previsto in occasione del centenario della fondazione della società, che si concluderà con la mostra dal titolo “Olivetti 1908/2008 – il progetto industriale” (16 ottobre - 9 novembre 2008, Officina H, Ivrea).

 

L’Archivio storico Olivetti diventa spettacolo

L’Archivio storico non costituisce, però, solo lo sfondo e la scenografia di questa speciale manifestazione, ma anche la sua messa in scena. Alcuni documenti storici olivettiani, infatti, diventano qui fonte d’ispirazione di originali perfomance impersonate dai protagonisti della Fiera.

L’evento ha già coinvolto nelle passate edizioni più di mille interpreti, ricevendo il consenso di migliaia di visitatori. Un incontro, quello che si tiene tra le colline del Canavese, che anima ogni anno la vita culturale di Ivrea e sconfina, con i suoi numerosi appuntamenti, anche al di fuori del parco dell’antica villa.

 

Pioggia di parole a Villa Casana

Il 6, il 7 e l’8 di giugno, i giorni in cui più di cento artisti hanno improntato un dialogo fatto di suoni, parole, danze e rappresentazioni teatrali; tra gli altri, nomi noti come: Eugenio Allegri, Tino Aime, Sonia Antinori, Giorgio Bàrberi Squarotti, Giulio Bosetti, Pietro Buffa, Gianluca Favetto e Tommaso Labranca con gli Yo Yo Mundi, Pina Maisano Grassi, Giuseppe Naretto, Younis Tawfik, Oreste Valente. Gli spettatori, sfidando la pioggia che da giorni ormai non cessa di cadere sul territorio piemontese, non hanno rinunciato all’evento, che oltre a essere un luogo piacevole di incontro tra persone d’ogni età, diventa sempre di più un’occasione di scambio di espressioni e di pensiero.

La parola come strumento di dialogo, perché comunicare è capirsi, perché non c’è guerra dove c’è comprensione e parlarsi è alzare una bandiera bianca su cui l’unico contrasto non può che essere il nero dell’inchiostro di cui a volte si servono le parole per essere diffuse.

 

A spasso con la cultura

Nonostante si tratti di una fiera, non ci sono mercatini, non c’è denaro, nessuno compra perché nessuno vuole vendere: qui l’unica merce di scambio è il tempo. Quello che si concede ai teatranti, ai musicanti, ai parlatori e inventori di storie che chiedono solo di essere ascoltati. Ci s’imbatte in loro mentre si procede tra faggi dritti e querce ricurve come vecchie signore a riposo. Si è catturati da mille voci che accompagnano il percorso, ora in salita, ora in pianura; oltre le scalinate e i rilievi erbosi, si nascondono volti truccati, piedi danzanti e gonne sventagliate al ritmo del batter di mani. Sorrisi e malinconie, racconti di leggende e parate di realtà, si alternano come fa il sole con le nuvole e quando la pioggia si lascia cadere si aprono ombrelli come fiori variopinti e il prato si colora.

C’è spazio per grandi e per piccini nell’ampio parco intorno all’antica villa che per l’occasione diventa un palco dove si sperimentano diverse forme d’arte. I mondi della cultura, dell’arte e della letteratura s’incontrano: ci sono attori e scrittori affermati, giovani talenti, ballerini, musicisti e anche tanti bambini. Ognuno ha qualcosa da dire, si spiega come può e come meglio sa fare. Tutti hanno un loro piccolo spazio che non è ristretto tra quattro pareti, ma è libero di mescolarsi a quello di altri, è in movimento, cammina e fluttua imprevedibile come l’aria.

 

Da Torino a Ivrea: la “fiera” bellezza delle parole

Sta proprio in questo il fascino della “Fiera della Parola”: diventa il momento in cui la libertà, la mancanza di limiti e confini, producono idee, innovazione, curiosità e bellezza. E ancora una volta, a un mese dalla “Fiera del Libro di Torino”, ci si chiede se proprio la bellezza sia in grado di salvarci dalla bruttura dell’incomunicabilità in cui si cade quando si cerca di far tacere le parole, di intaccare la materia di cui sono fatte: il colore, la musica, i movimenti, le immagini.

Non sono solo parole quelle che si trovano qui; restano, semmai, solo parole quelle a cui non viene lasciato modo di spiegarsi.

 

Franca Cribari

(www.bottegascriptamanent.it, anno II, n. 11, luglio 2008)

Progetto grafico a cura di: Fulvio Mazza ed Emanuela Catania. Realizzazione: FN2000 Soft per conto di DAMA IT