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Anno II, n° 10 - Giugno 2008
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Home Page (a cura di Tiziana Selvaggi) . Anno II, n° 10 - Giugno 2008

Zoom immagine Lady Hamilton,
“una donna
senza qualità”

di Giulia Costa
Pubblicata da Neri Pozza
una biografia che rivaluta
l’amante di Horatio Nelson


Gilbert Sinoué è un autore che ha tratto spesso ispirazione per i suoi libri da momenti e personaggi storici. Non stupisce dunque che abbia scritto ancora una volta una biografia, ma in questo caso, raccontando di lady Emma Hamilton, mostra con straordinaria evidenza che anche lui, come altri, ha subito il fascino di questa femme fatale.


Lady Hamilton (Neri Pozza editore, pp. 365, € 16,50), infatti, è il titolo del testo che ripercorre la storia della donna dall’adolescenza fino alla morte, avvenuta in terra straniera ed in condizioni miserevoli. Chi era questa “signora” il cui nome originario era Emily Lyon? Era una fanciulla di umili origini e di grandissima bellezza che, come molte altre, usò la sua avvenenza per riscattare la propria vita dalla miseria. Riuscì a farsi sposare da lord Hamilton, ambasciatore inglese presso il Regno delle Due Sicilie, e fu amante di Horatio Nelson dal 1798 fino alla morte di lui.


 


La femme fatale


Conosciamo la vita di lady Hamilton soprattutto grazie alle numerose testimonianze che vari personaggi, noti (come Goethe o Mme Vigée-Lebrun) e meno noti, hanno lasciato nei loro scritti. Fu musa del celebre pittore Romney, che dipinse all’incirca una quarantina di ritratti della sua divine lady. Sinoué riporta moltissime delle lettere che la donna scrisse nel corso della sua vita. Su questa base documentaria l’autore sostiene la tesi fondamentale che anima la sua opera, cioè che, al contrario di molte altre avventuriere, la lady in questione mantenne sempre intatte ingenuità e generosità, dimostrò coraggio e sangue freddo in circostanze drammatiche e visse con autentica passione la sua relazione con Horatio Nelson.


Già dalle prime pagine l’autore ci avverte che lady Hamilton «fu tutto meno che una manipolatrice. Anzi, per la maggior parte della vita sarà lei a essere […] manipolata. Attraverserà il mondo sprovvista di ogni 'senso della politica', senza rendersi conto della realtà, mossa unicamente da un carattere troppo impulsivo e da un istinto […] a dir poco imperfetto». Ma poche pagine dopo scrive che questa stessa fanciulla possedeva «forze insospettate ed energie tali da permetterle un giorno di prendere il sopravvento e vivere un destino […] appassionante».


 


Nel Regno delle Due Sicilie


Nel 1786 è a Napoli, alla corte di Ferdinando I di Borbone e di Maria Carolina d’Austria, sorella di Maria Antonietta. Come vi arriva? Il suo amante, lord Greville, la “cede” allo zio, lord Hamilton. Emma non se ne rende nemmeno conto, naturalmente sa che lord Hamilton è innamorato di lei, ma si rifiuta di credere che l’uomo che ama voglia lasciarla, cedendola ad un altro. Tuttavia, dopo sette mesi di lontananza dall’Inghilterra e di permanenza a Napoli, la donna cambia atteggiamento e si lega a lord Hamilton. Scrive Sinoué che «lo fa in tutta coscienza, definitivamente convinta che nulla più sarà possibile tra lei e il suo ex amante. Lo fa anche e soprattutto per sopravvivenza».


Nel frattempo la situazione politica in Europa muta rapidamente per lo scoppio, nel 1789, della Rivoluzione francese. Alla corte della sorella di Maria Antonietta regna la costernazione per le notizie che giungono dalla Francia, ma l’unico cambiamento della vita di Emma è che l’avvenente signora incontra molti membri dell’aristocrazia francese in esilio. Poi, nel 1791, lord Hamilton acconsente finalmente a sposarla. La coppia torna in Inghilterra e lì celebra il matrimonio. Durante il viaggio che li riporterà in Italia passano per Parigi, dove riescono ad ottenere un colloquio con Maria Antonietta, che consegna a lady Hamilton una lettera per la sorella. Quella missiva sarà lo strumento che la condurrà alla regina, preludio di un rapporto molto stretto fra le due donne, descritto da ambo le parti come amicizia. Sinoué  invece ci ricorda che lady Hamilton «per la maggior parte del tempo verrà manipolata […] Il suo rapporto con Maria Carolina lo confermerà». Nel 1793, com’è noto, Luigi XVI viene ghigliottinato e le varie potenze europee si alleano per restaurare la monarchia in Francia e fermare la Rivoluzione. L’Inghilterra non può che giocare la parte del leone e «poiché l’influenza inglese trionfa, la donna diviene indirettamente, e a sua insaputa, una sorta di perno della nuova politica, e si trova a svolgere una funzione ausiliaria di primo piano»: per questo motivo Maria Carolina le accorderà tanto favore.


 


La relazione con Nelson


Sono anni molto turbolenti, in cui gli avvenimenti si succedono frenetici e si assiste a parecchi cambiamenti di campo, ma l’Inghilterra continua la lotta contro la Francia e lady Hamilton segue le linee politiche della sua madrepatria. In questo periodo la donna incontra Horatio Nelson. Si vedono una prima volta nel 1793, ma Sinoué nega che possa esserci stato allora un colpo di fulmine, tanto più che i due non si rivedranno fino al 1798. La loro relazione dovrebbe essere iniziata solo dopo l’evento che rese Nelson un eroe agli occhi dell’Europa, vale a dire la battaglia del Nilo. Scrive infatti: «infrangeranno tutte le regole, spezzeranno tutti i tabù, sfideranno i benpensanti, scandalizzeranno i virtuosi. In poche parole si ameranno, troppo e certamente male ma […] avranno vissuto pienamente il loro amore». Le vicende storiche sono note e ben raccontate nel libro, cui si rimanda per una trattazione approfondita. Qui basterà dire che lady Hamilton, il marito e Nelson rientreranno in Inghilterra nel 1800 e lì vivranno, insieme, fino alla dipartita dei due uomini, morti rispettivamente nel 1803 e nel 1805. In questo periodo  si compie la rovina finanziaria di lady Hamilton: abituata a spendere forti somme, incapace di fare economie, sperpera tanto denaro che nel 1813 sarà imprigionata due volte per debiti. Nel 1815 fuggirà in esilio, ironia della sorte, proprio in quella Francia che aveva combattuto per tutta la vita. Sarà lì che morirà, accudita solo dalla figlia Horatia, avuta da Nelson.


Cosa emerge dunque da questa biografia? Quale ritratto si ha della sua protagonista? Secondo l’autore lady Hamilton non era una donna di cultura, non aveva senso politico né tanto meno storico, non era particolarmente intelligente o brillante. Era bellissima, certo, cantava bene ed era sublime nei suoi tableurs vivantes. Fu manipolata per tutta la sua vita, sperperò tutto il suo denaro, abbandonò la figlia avuta a sedici anni, disinteressandosi del suo destino, così come, a sua volta, fu abbandonata dall’Inghilterra che non le riconobbe alcun particolare servigio politico. Eppure Sinoué sembra voler assolvere a tutti costi questa donna, sembra volerla riabilitare agli occhi di tutti i suoi detrattori, esaltando la sua capacità di amare appassionatamente. A due secoli di distanza il fascino di lady Hamilton ha mietuto un’altra vittima: l’autore della sua biografia.


 


Giulia Costa


 


(www.bottegascriptamanent.it, anno II, n. 10, giugno 2008)

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