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Anno IV, n. 37, settembre 2010
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Home Page (a cura di Tiziana Selvaggi) . Anno II, n° 10 - Giugno 2008

Zoom immagine Italia meta di speranza e fortune:
il volto positivo dell’immigrazione

di Bruno Cairo
Il dossier statistico nazionale 2007 Caritas/Migrantes pone in evidenza
l’importanza dell’incontro tra culture e dell’inserimento degli stranieri


Il dossier statistico immigrazione 2007 è un valido strumento per approfondire una tematica che, al giorno d’oggi, è molto attuale. I paesi europei come la Germania e la stessa Italia sono stati, nel passato (anche se la prima un po’ meno), oggetto di flussi migratori verso l’estero. Oggi si trovano, invece, nella condizione inversa ed accolgono moltissimi stranieri, che per problemi soprattutto occupazionali decidono di lasciare il loro territorio d’origine per stabilirsi in un altra nazione in cerca di un futuro migliore. Gli immigrati con cittadinanza estera sono circa 28 milioni, in un’Unione europea di 27 paesi membri.

«L’immigrazione è un fenomeno tutt’altro che marginale e si configura come un aspetto innovativo e qualificante della società italiana che si va costruendo, maggiormente imperniata sull’equilibrio delle differenze, delle quali l’anno europeo del dialogo interculturale sprona a occuparci», leggiamo.

Il volume, curato da Caritas italiana, Caritas diocesana di Roma e Fondazione “Migrantes” (Idos, pp. 512, € 18,00) è un prologo all’anno europeo del dialogo interculturale 2008.

Va ben al di là delle problematiche, a cui spesso le cronache nazionali ed estere ci hanno abituato. Esso è concepito per rivalutare il fenomeno dell’immigrazione. Non è solo legato a criminalità e delinquenza, che sono purtroppo il lato oscuro di questa realtà. Infatti in queste pagine si mette in risalto l’importanza dell’incontro tra le culture. Il rapporto che questi hanno con la società. Vengono prese in esame le motivazioni che spingono le persone ad abbandonare la terra d’origine per la ricerca di un futuro migliore.

 

Italia meta di immigrazione
Secondo il dossier, l’Italia è un paese molto esposto ai flussi migratori a causa della sua posizione geografica.
Il nostro stato si colloca, con la Spagna, subito dopo la Germania tra i più grandi luoghi di immigrazione dell’Ue: per quanto riguarda l’incremento annuale, i due paesi mediterranei non hanno uguali in Europa, superando in proporzione anche gli Stati Uniti, i quali, con una popolazione cinque volte superiore a quella italiana, registrano l’ingresso di un milione di nuovi immigrati all’anno. Da noi, purtroppo, centomila sono le espulsioni di stranieri in situazione irregolare. Molti di questi arrivi si verificano via mare, teatro a volte di tragedie umane. Nel contesto europeo è sempre l’Italia ad aver portato avanti un’organica esperienza pilota per il recupero delle persone vittime di tratta. A partire dal 2000 ne hanno potuto beneficiare, ricevendo assistenza, ben 45.331 persone, per la quasi totalità donne vittime di sfruttamento sessuale: in circa un terzo dei casi (13.854) sono state messe a disposizione apposite borse-lavoro.

 

“Vox populi”
Indagini recentemente condotte evidenziano che gli italiani, pur dando per scontato che l’immigrazione aumenterà, continuano ad essere divisi in due tipologie opposte, gli uni favorevoli e gli altri contrari al fenomeno, anche se esso non viene considerato la prima preoccupazione, come lo è invece il lavoro con il suo carattere precario. Secondo la ricerca della “Makno &Consulting ”, condotta su incarico del Ministero dell’Interno, gli intervistati si fanno un’idea degli immigrati, nell’85% dei casi, sulla base dei telegiornali e per lo più ritengono che gli irregolari superino i regolari del 50% – come se gli irregolari fossero 4,5 milioni – e ciò sottolinea l’esigenza di una conoscenza meno superficiale del fenomeno. Non va dimenticato che diversi programmi televisivi hanno contribuito a presentarci come “normali” gli immigrati, inserendoli non solo tra le vallette e le soubrette, ma anche valorizzandoli come attori, conduttori, concorrenti, primi ballerini, sebbene si tratti di personaggi eccezionali non collegati con le collettività degli immigrati. Lo stesso si deve dire anche a proposito dei dirigenti stranieri operanti in Italia: 3.700, pari al 2,5% del totale, e destinati a raddoppiare.

Un fenomeno collegato ad immigrazione e società è quello dei matrimoni misti.

Pur tra molte contraddizioni, la società italiana sta diventando più interculturale: 1 connubio su 8 coinvolge, ormai, un cittadino straniero. Nel 20% delle nozze miste sono protagoniste le donne italiane rispetto ai maschi e le coppie miste sono più di 200 mila, senza considerare quelle di fatto, di difficile quantificazione. Anche le acquisizioni di cittadinanza, pur lontane dai ritmi europei, sono più che raddoppiate rispetto ad alcuni anni fa e non legate esclusivamente ai matrimoni con gli italiani.

 

Come ci vedono gli immigrati?
L’atteggiamento degli immigrati nei confronti degli italiani è, invece, più benevolo e, sempre nella ricerca promossa dal Ministero dell’Interno, essi affermano a stragrande maggioranza di trovarsi bene in Italia, perché in fondo il lavoro si trova, piace la cordialità e il modo di vivere, cucina inclusa; le bellezze architettoniche e il clima sono impareggiabili, pur precisando che la loro accettazione è deficitaria, specialmente nell’ambito lavorativo e nella ricerca di una casa, resa difficile dalle resistenze – nel 57% dei casi – dei proprietari ad affittare agli extracomunitari.
Oltre 100 sono i redattori che hanno partecipato alla stesura del dossier. 512 le pagine di analisi e tabelle statistiche. Cinque parti così articolate: il contesto internazionale ed europeo; gli stranieri soggiornanti in Italia; l’inserimento socioculturale; il mondo del lavoro; i contesti regionali. Precede una scheda riepilogativa e conclude un inserto speciale dedicato ai rifugiati. Il rapporto statistico offre una serie di approfondimenti riguardanti il soggiorno e la residenza degli immigrati, gli indici di integrazione, il collegamento con il mercato del lavoro e un’articolata analisi comparativa delle leggi regionali sull’immigrazione. A livello territoriale grande attenzione è stata dedicata all’area dell’Europa allargata e ai contesti regionali, cui si aggiunge un approfondimento sulla capitale, arricchiti da schede e tabelle anche a livello provinciale.

 

Bruno Cairo

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno II, n. 10, giugno 2008)

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