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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Problemi e riflessioni (a cura di La Redazione) . A. XIV, n.154, luglio 2020

La conoscenza attraverso
i segreti dell’Intelligence

di Rosita Mazzei
Per Rubbettino una raccolta molto interessante
sullo spionaggio a cura di Mario Caligiuri


L’Intelligence ha come compito quello di raccogliere informazioni, sezionarle e diffonderle per mantenere la sicurezza di un determinato stato. I servizi segreti, dunque, potrebbero collocare la loro nascita con quella dello stato stesso.
Agli occhi dei più, comunque, la pratica dello spionaggio è volta unicamente a estorcere notizie ai malcapitati, facendoli scivolare in un limbo di intercettazioni e pericoli. La storia del cinema ha fornito alle nostre menti motivi più che validi per analizzare con criticità o fantasticare senza freni su tali attività: due esempi su tutti, per comprendere queste diverse visioni, sono Le vite degli altri, del regista Florian Henckel von Donnersmarck, e Mission Impossible, recitato da Tom Cruise.
In queste mutevoli e innumerevoli percezioni prova a far chiarezza la casa editrice Rubbettino alcuni volumi dedicati all’argomento sotto la cura di Mario Caligiuri, professore di prima fascia dell’Università della Calabria, dove dirige il master in Intelligence.

L’Intelligence come materia di studio
La storia di questa collana parte da molto lontano. Nel 1999, presso l’Università della Calabria, si iniziarono a tenere corsi e seminari di studio riguardanti l’Intelligence e il suo operato in Italia e nel mondo. Nel 2007 nacque un vero e proprio master diretto dal professore Caligiuri che dirige il comitato scientifico di questa raccolta di saggi critici.
Quello che vuole trasmettere tale progetto così importante e così imponente è l’evoluzione che lo spionaggio ha avuto nel corso del tempo, in particolare dal Secondo dopo guerra in poi, e come esso si sia messo in relazione col mondo giuridico e civile.
È con questa premessa che si presenta il libro Materiali di Intelligence. Dieci anni di studi 2007-2017 (pp. 254, € 15,00) a cura di Mario Caligiuri e Marco Valentini, in cui vengono presentate dodici lezioni, due per anno, il cui filo conduttore è proprio lo stravolgimento politico avvenuto nel mondo e il bisogno dei servizi segreti di evolversi con esso. La fine della Seconda guerra mondiale, il crollo del muro di Berlino, la caduta dell’Unione Sovietica, la globalizzazione, gli attentati terroristici, vengono tutti trattati all’interno di questa raccolta saggistica.
Questa tematica viene affrontata in maniera decisiva all’interno dell’opera di Robert Steele, Intelligence. Spie e segreti in un mondo aperto (pp. 446, € 30,00), in cui è presente la Prefazione di Francesco Cossiga, a cui sarà dedicato un saggio che tratteremo più avanti. Steele è uno dei maggiori esperti del sistema di informazione e sicurezza statunitense e, in questo volume, afferma che da tempo i servizi segreti americani hanno perso il contatto con la realtà non adeguandosi ai cambiamenti tecnologici e culturali.

Lo spionaggio in Italia
Una delle parentesi necessarie da trattare all’interno della suddetta collana è sicuramente quella relativa alla prima Repubblica. Nel 1978, come sappiamo, le Brigate Rosse uccisero Aldo Moro, considerato dalla maggioranza un grande statista. Proprio di lui parla il volume Aldo Moro e l’Intelligence. Il senso dello Stato e la responsabilità del potere (pp. 298, € 16,00) in cui viene sviscerata la figura del politico tramite una raccolta di saggi. La sua persona ci fa comprendere come i servizi di spionaggio non debbano essere necessariamente in mano ai militari, come spesso avviene nel nostro paese, ma che possono essere ben utilizzati anche da uomini politici culturalmente adatti a tale ruolo.
Non poteva di certo mancare all’appello un saggio critico sulla figura di Cossiga, che più di tutti nel corso degli anni si è dedicato allo studio dell’Intelligence. Nasce così Cossiga e l’Intelligence (pp. 184, € 15,00), scritto in sua memoria, che riprende le idee dello stesso giurista e politico. Egli, infatti, riteneva che i servizi segreti fossero «un’area di studio fondamentale per la sicurezza e l’economia», specie dopo il cambio dell’assetto socio-politico causato dal crollo del muro di Berlino e dalla comparsa sul mercato globale di nuovi protagonisti. La consapevolezza dell’esistenza di un mondo “visibile” e di uno “invisibile” si manifestò in lui ancora più forte quando cercò, inutilmente, di salvare il suo maestro Aldo Moro.

Il ruolo della Magistratura
«Il potere politico e il suo controllo è tutto. Al potere economico non si deve permettere di dominare il potere politico». Queste le parole di Karl Popper che aprono il libro Intelligence e Magistratura. Dalla diffidenza reciproca alla collaborazione necessaria (pp. 96, € 12,00), in cui si analizza il dibattito pubblico che si è sollevato nel corso degli ultimi anni a causa degli scandali relativi ai servizi di spionaggio. Da una parte vi è la Magistratura, chiamata a garantire la democrazia, dall’altra vi è l’Intelligence, chiamata a raccogliere informazioni volte a salvaguardare lo stato. Le notizie raccolte da quest’ultima devono essere tutelate dalle possibili manipolazioni. Le analisi di tali rapporti partono dall’omicidio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, avvenuto nel 1982, momento di contatto fra le due “istituzioni”, fino a tempi più recenti.
Per ultimo, ma non certo per importanza, citiamo il volume Studi di Intelligence. Una visione sul futuro (pp. 286, € 16,00) una raccolta di saggi che tratta tematiche quali il cyberspazio, la radicalizzazione violenta in ambito penitenziario e il ruolo di psicologi e criminologi. Vengono, inoltre, trattati contesti internazionali come la Germania, il Belgio e la Svizzera indicandone le principali caratteristiche in questo sistema, ma anche le problematiche.
Una scelta davvero ricca e impegnativa quella proposta da Rubbettino, ma necessaria a far comprendere un panorama sempre più ampio e troppo spesso nascosto agli occhi dei comuni cittadini.

Rosita Mazzei

(www.bottegascriptamanent.it, anno XIV, n. 152, maggio 2020)

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