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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di La Redazione)

Covid-19: in guerra contro
un nemico invisibile

di Antonio Oliverio
La Onlus Ordine Costantiniano Charity corre in soccorso
del Mezzogiorno, territorio meno infetto ma più vulnerabile


Ancora poche settimane fa eravamo moltissimi a ritenere che l’emergenza sanitaria che stava affrontando la Cina, e segnatamente la provincia di Hubei, sarebbe rimasta circoscritta al colosso asiatico. Come siamo stati ingenui a pensare che, nel mondo globalizzato e perennemente interconnesso, questa minaccia non ci avrebbe riguardato. Una dopo l’altra, in un tragico domino, quasi tutte le nazioni del mondo hanno vissuto, e continuano a vivere, la medesima tragedia dell’esposizione al Covid-19.
Ineluttabilmente la nostra vita è cambiata: le nostre abitudini, gli orari, le nostre percezioni e le nostre priorità; il contatto umano, un abbraccio o un bacio sono improvvisamente divenuti atteggiamenti “rischiosi”, non già manifestazioni di affetto, di empatia. Chiusi dentro le nostre case, non possiamo che reagire. Ma ci vuole tanta forza poiché siamo in guerra. Spesso, infatti, in queste settimane, abbiamo sentito parlare di “guerra” e pare che sia così, ma con un netto distinguo: si tratta di una guerra davvero asimmetrica, talché il nostro nemico è invisibile. Non è facile riconoscerlo. Né sappiamo se, come sostiene qualcuno, “ne usciremo migliori”. Sicuramente ne usciremo diversi, auspicabilmente più consapevoli della nostra caducità.
Il settore più colpito dall’emergenza, naturalmente, è stato quello sanitario, che ha mostrato un sistema fragile e vulnerabile. Tutto questo ha messo a dura prova non solo le condizioni dei pazienti affetti, ma soprattutto quelle del personale medico e paramedico. Se, come dicevamo, questa è una “guerra”, l’arma più forte che abbiamo è la solidarietà verso il prossimo. Il Settentrione è, notoriamente, il segmento del nostro paese che sta pagando un prezzo altissimo. Innumerevoli sono le donazioni e gli interventi di sostegno che imprenditori e comuni cittadini hanno indirizzato verso le strutture sanitarie e le comunità del Nord Italia. Il Mezzogiorno d’Italia, invece, vive una situazione relativamente differente. Tuttavia, basta solo analizzare il rapporto tra cittadini e posti letto in terapia intensiva nelle regioni del Sud per comprendere l’endemico divario tra le due Italie che purtroppo continua a esistere, richiamando sempre alla mente le parole dello statista austriaco Klemens von Metternich, per cui il nostro paese fosse solo una «espressione geografica». Impegno di tutti dovrebbe essere quello di smentire tale affermazione.
Grazie alla Onlus Ordine Costantiniano Charity sono stati raggiunti importanti traguardi. Mentre scriviamo, la cifra raccolta è giunta sino a oltre 170.000 euro.
Il primo intervento mirato è stato quello di donare la somma di 30.000 euro all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, impegnato in prima linea. Un segnale importante in un territorio assai meno coinvolto nella virtuosa campagna di donazioni che si susseguono su scala nazionale. L’importante gesto ha ricevuto il pubblico ringraziamento della direzione aziendale ospedaliera, e il vibrante commento di Maria Laura Guzzo, direttrice del reparto di Anestesia e rianimazione del nosocomio catanzarese, che ha dichiarato: «Sono questi i gesti che ci fanno andare avanti a dire che ce la faremo». E ancora: «Il contributo messo a disposizione sarà utilizzato per l’acquisto di presidi in questa fase di emergenza».
Assieme all’iniziativa dell’ospedale di Catanzaro, lo stesso Ordine ha realizzato una serie di iniziative in altri luoghi della Calabria e della Sicilia, che si affiancano all’intervento volto alla realizzazione di quattro posti letto nella nuova terapia intensiva dedicata ai pazienti affetti da Covid-19 presso l’Ospedale Cotugno di Napoli.

Antonio Oliverio

(www.bottegascriptamanent.it, anno XIV, n. 152, maggio 2020)

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