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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Problemi e riflessioni (a cura di La Redazione) . A. XIII, n.145, ottobre 2019

Zoom immagine Misteri, viaggi, sentimenti:
un’indagine
da risolvere

di Adriana Colagiacomo
Michele Valentini esordisce alla grande. L'opera?
Un thriller avvincente. Da Armando Editore


Una tranquilla casa di cura chiamata, non certamente a caso, Villa Letizia.
Un ingegnere in pensione. Una vecchia vedova, ricca quanto bisbetica, piegata dal peso di un passato dolorosamente inconfessabile. Misteri che si intrecciano. Gli ingredienti per un thriller ci sono tutti, sapientemente mescolati da Michele Valentini nel suo La Contessa. Le indagini e le storie dell’ingegnere (Armando Editore, pp. 176, € 15,00). E certamente di questo si tratta ma, con quest’opera – di cui siamo orgogliosi da poter annoverare nella nostra “Scuderia letteraria” – una di quelle storie sui generis che si fatica a classificare all’interno di un qualsivoglia filone letterario perché, in effetti, una classificazione precisa significherebbe automaticamente una sorta di ridimensionamento.

Il racconto dietro ogni persona
Ogni libro, ogni storia è qualcosa a sé: a seconda delle circostanze e, nello specifico, a seconda del lettore, dà origine alle più varie sensazioni e ai più disparati sentimenti. Quello che si prova leggendo il racconto di Valentini è sicuramente un conforto e una familiarità tale da far sentire ognuno nella propria casa. Entrare a Villa Letizia, fare la conoscenza dell’ingegner Gabriele Santilli, conoscerne le vicende familiari significa, nel giro di pochissime pagine, sentirsi parte integrante della storia e avere la sensazione di conoscere i personaggi praticamente da sempre.
Si entra in forte sintonia con ognuno di loro, condividendone dolori antichi e mai placati, nostalgie, rimpianti e rimorsi.
Valentini accoglie il lettore e, da perfetto ospite, lo guida attraverso un viaggio nelle vite dei protagonisti. Racconta le difficoltà dell’ingegnere ad accettare i disagi della vecchiaia contro cui è condannato a combattere giorno dopo giorno, al rendersi ogni giorno più consapevole del lento declino della sua vita, reso ancora più amaro dalla perdita dell’amata moglie Giovanna, unico vero pilastro della sua esistenza; una donna ricordata in modo talmente vivo e nitido da renderla, paradossalmente e senza che in tutta la storia lei proferisca verbo, a pieno titolo una dei personaggi del romanzo. Presenta i quattro figli di Santilli, più o meno realizzati nella vita ma segnati, a proprio modo, dal difficile rapporto col padre, a cui raramente dedicano tempo e visite, salvo poi richiedere il suo aiuto quando, a loro volta, si troveranno in difficoltà in quanto genitori di adolescenti ribelli. Si incontrano poi personaggi dalle vite lineari e semplici, come i dipendenti della casa di riposo.
E, infine, c’è lei: la contessa. Una donna indurita da un’esistenza che non le ha risparmiato dolori in gioventù e solitudine in vecchiaia. Una vecchiaia che avrebbe potuto essere riscaldata dall’affetto di figli e nipoti ma che, invece, è fredda e piatta come la compagnia, l’unica che ha, della sua infermiera personale. La sua vita sembra scorrere seguendo sempre lo stesso schema: conosciuta troppo presto la sofferenza, incontra a un certo punto l’uomo che la sposerà, vivendo con questi un matrimonio sereno e agiato. Dopo il declino, di nuovo dolore e solitudine. Per chiudere il cerchio manca una sola cosa e per questa chiederà proprio l’aiuto di Gabriele, noto per la sua curiosità e ostinazione, caratteristiche senza dubbio adatte a trovare quel pezzo mancante. Fulcro dell’intero intreccio, il personaggio della contessa è un personaggio articolato, complesso e diventa al tempo stesso inizio, chiave di volta ed epilogo di una storia che avrà dei risvolti assolutamente sconvolgenti e inaspettati.
A tutto si aggiunge una particolare attenzione per ogni singolo dettaglio: sia esso un dialogo, la descrizione, minuziosa e particolareggiata dei viaggi compiuti dall’ingegnere nel tentativo di trovare la soluzione ai misteri che via via si fanno più fitti e complicati, di un luogo, di una persona o di una circostanza. A tutto si unisce una prosa comunque lineare, chiara.

Misteri e sentimenti
Certamente la locuzione di thriller sentimentale potrebbe risultare curiosa o quantomeno insolita, ma probabilmente è anche la più adeguata, se la si concepisce nel modo giusto.
Il sostrato dell’opera non è certo la storia di un amore impossibile tra due protagonisti ostacolati da prepotenti, come probabilmente l’immaginario collettivo, infarcito di echi shakespeariani, sarebbe indotto a pensare. Si potrebbe definire tale perché nell’intreccio si respirano a pieni polmoni sentimenti quali nostalgia, amore, tristezza, paura. Non un semplice giallo, asettico e concentrato esclusivamente sulle indagini e sui particolari del delitto, ma una storia composta di tanti piccoli tasselli che pian piano torneranno al loro posto grazie all’intuito di un tranquillo ingegnere in pensione.

Adriana Colagiacomo

(www.bottegascriptamanent.it, anno XIII, n. 145, ottobre 2019)

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