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A. XII, n 124, gennaio 2018
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Pedagogia e Scienze dell'educazione (a cura di La Redazione) . A. XII, n 124, gennaio 2018

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ogni bambino

di Elisa Barchetta
D’Ascenzo e Leonzi
narrano il “non detto”
per il Ciliegio edizioni


Ci sono racconti che lasciano il tempo che trovano e racconti che invece accompagnano le persone per il resto della vita, vuoi per le illustrazioni vuoi per la capacità narrativa dell’autore o per altri dettagli. Ognuno nella propria infanzia ha avuto il suo preferito e da adulti, soprattutto se genitori, ognuno trova qualcosa da cui vorrebbe che i propri figli imparassero non soltanto il piacere della lettura ma un qualche tipo di insegnamento.
Del resto ciò che si ricerca in un racconto per bambini, forse anche inconsciamente, non è solo la piacevolezza della narrazione ma proprio la capacità di veicolare un significato più profondo che possa essere compreso dai bambini (e magari anche dagli adulti).
Ed è proprio in questo senso che Edizioni il Ciliegio, ponendo attenzione ai più piccoli ma anche a quelli che così piccini non sono più, seleziona i racconti da pubblicare; affinché possano essere veramente adatti da “3 a 99 anni”.
E così, dalla collaborazione tra l’agenzia letteraria Bottega editoriale e la casa editrice il Ciliegio è di prossima uscita La ballata del sottosuolo (Edizioni il Ciliegio, pp. 68) dello scrittore ed istruttore cinofilo Salvatore D’Ascenzo, con le illustrazioni di Francesco Maria Leonzi.

La trama del racconto
Piero è un bimbo di quinta elementare della scuola “Daniel Pennac”, di quei bambini che tutti definirebbero “pestiferi”. È il migliore della classe ma non mostra interesse per le lezioni ed è, anzi, un vero combinaguai. Tra le sue passioni, oltre a quella di spernacchiare la maestra Teresa Lesa a ogni occasione, c’è quella di staccare la coda alle lucertole o la testa alle formiche cercando di farle soffrire il più a lungo possibile. Insomma, Piero sembra proprio essere un “bambino complicato”, ma l’incontro con la lucertola Spiffero e altri animali del sottosuolo mostreranno a Piero una realtà diversa da quella quotidiana.

I disegni di Francesco Maria Leonzi
Il racconto La ballata del sottosuolo è accompagnato dalle tavole dell’illustratore e disegnatore di cartoni animati Francesco Maria Leonzi. Ogni disegno ben rappresenta le impressioni suggerite dalle parole dell’autore; in particolare per quanto riguarda il protagonista e il suo essere un po’ scatenato ma allo stesso tempo curioso, la brulicante e fervida vita degli animaletti del sottosuolo e l’antipatia della maestra Lesa. Il tutto in un’atmosfera quasi magica, richiamata dai colori e dalle sfumature di ogni illustrazione. I tratti ben marcati, quasi a carboncino, sembrano poi completati con tocchi di colore più forte – come quelli lasciati da un pastello a cera – per poi diventare tenui e delicati come fossero quelli di una classica matita pastello. In realtà tutto questo è realizzato senza adoperare nulla di più che i pastelli e anche in questo sta la bravura dell’illustratore, che con la sua tecnica riesce a usare sapientemente le comuni matite colorate come fossero strumenti artistici diversi, donando alle sue tavole atmosfere del tutto particolari.

La collana e la scheda didattica
Il racconto di D’Ascenzo per Edizioni il Ciliegio è inserito nella collana Ciliegine “dai 9 ai 99 anni” ed è corredato da una scheda didattica, cioè una raccolta di suggerimenti e spunti per svolgere giochi, laboratori e attività varie con i bambini. Chi acquista il libro può richiedere questa scheda didattica alla casa editrice, scrivendo all’e-mail info@edizioniilciliegio.com. Un’iniziativa interessante per bambini, genitori, insegnanti, ecc. che Edizioni il Ciliegio ha pensato per permettere di andare “oltre il libro” e riflettere sui contenuti in modo divertente.

Un insegnamento per adulti e piccini
La “lezione” più importante che si può trarre dal racconto di Salvatore D’Ascenzo è senza dubbio l’importanza dell’ascolto dei più piccoli da parte degli adulti. Ascolto inteso come comprensione dei conflitti interiori che accompagnano la crescita dei bambini e che possono esplicitarsi in comportamenti da “terremoti”. Atteggiamenti che molto spesso purtroppo vengono interpretati erroneamente dagli adulti come aggressività e maleducazione, ma che in realtà sono sintomo di un bisogno di riconoscimento e accettazione da parte dei più piccoli e che richiedono la presenza e l’interesse partecipativo degli adulti piuttosto che il ricorso a baby-sitter, assistenti sociali, psicologi o “cuccioli-regalo”. Non bisognerebbe mai dimenticare che se gli adulti devono essere un esempio per i bambini, molto spesso sono proprio i più piccini a poter insegnare qualcosa ai grandi. Non bisogna aver paura di “invertire i ruoli” ogni tanto, trattando i piccini da “piccoli adulti” e ponendosi invece con il “cuore aperto” come i bambini. In questo modo, forse, sarebbe più facile comprendersi e tutti ne gioverebbero.

Elisa Barchetta

(bottegascriptamanent, anno XII, n. 124, gennaio 2018)

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