Homepage - Accesskey: alt+h invio
Editore: Bottega editoriale Srl
Società di prodotti editoriali, comunicazione e giornalismo.
Iscrizione al Roc n. 21969.
Registrazione presso il Tribunale di Cosenza
n. 817 del 22/11/2007.
Issn 2035-7370.
Cookie Policy.
Direttore responsabile: Fulvio Mazza
A. XI, n 121, ottobre 2017
Sei in: Articolo




Letteratura contemporanea (a cura di La Redazione) . A. XI, n 121, ottobre 2017

Quando il giallo è donna.
E il commissario…pure!

di Elisa Barchetta
Cinque omicidi nelle Eolie risolti con l’intuito rosa.
Il noir di Fernando Muraca per Laruffa editore


Nella letteratura, sia italiana che straniera, la maggior parte dei detective – soprattutto quelli più noti – è di genere maschile; basti pensare al famosissimo Sherlock Holmes ideato da Sir Arthur Conan Doyle, oppure a Hercule Poirot della “mitica” giallista Agatha Christie, al commissario Maigret, creato da George Simenon o all’italianissimo Salvo Montalbano, simpaticissimo e un po’ irriverente commissario siciliano nato dalla fantasia di Andrea Camilleri. Tuttavia sono molti di più i personaggi inventati dai tanti autori di genere giallo o noir.
Più facile pensare che poche siano invece le figure femminili in ruoli di commissario o investigatrici, del resto quelle più famose sono l’intramontabile Miss Marple di Agatha Christie, “la signora in giallo” Jessica Fletcher nata come personaggio televisivo interpretato dall’eccezionale Angela Lansbury e poi protagonista di alcuni libri scritti da Donald Bain. Tra le più conosciute anche la poliziotta Petra Delicado, personaggio inventato dalla scrittrice spagnola Alicia Gimenez-Bartlett, o la coroner italoamericana Kay Scarpetta nata dalla fantasia di Patricia Cornwell.
Nella letteratura italiana invece le più note sono forse Giorgia Cantini, protagonista dei romanzi noir della scrittrice Grazia Varesani e Lolita Lobosco di Gabriella Genisi, commissario pugliese considerato la versione femminile di Montalbano. A questi nomi conosciuti se ne aggiunge uno nuovo che potrebbe avere altrettanta fortuna, quello di una donna nata dalla fantasia e dalla “penna esordiente” dello sceneggiatore e regista Fernando Muraca, noto soprattutto per aver diretto le serie tv Don Matteo e Il Commissario Rex. La sua Isabella Granata è protagonista del romanzo Isole Nere. 5 racconti nelle isole del vento (Laruffa editore, pp. 150, € 12,00), una raccolta noir ambientata nell’arcipelago delle Eolie.

Fernando Muraca e la “sfida” noir
Ispiratrice di questa raccolta è Cristina Marra, direttrice della collana Emozioni d’inchiostro noir di cui il libro fa parte. Come lei stessa riporta nella prefazione, l’incontro con Muraca avviene a Lipari mentre anche lei sta scrivendo un racconto. Il regista incuriosito le chiede di poterlo leggere e, al termine, ne è entusiasta. La sera successiva si presenta a un nuovo incontro con un portatile, anche lui ha scritto un racconto noir e non vede l’ora di farlo ascoltare agli amici presenti. Da qui – come ha raccontato lo stesso autore alla presentazione del libro, durante l’edizione 2016 della Fiera del libro di Roma Più libri più liberi – è nata la “sfida” fra lui e Cristina Marra, la quale ha stuzzicato il regista sfidandolo a scrivere altri racconti. Da questa piccola scommessa è nato il primo romanzo noir di Fernando Muraca. Un esordio caratterizzato da una scrittura chiara e senza fronzoli, semplice e ricca allo stesso tempo, in cui gli intrecci sono ben costruiti e delineati.

Isabella: donna e commissario di polizia
La protagonista dei cinque racconti è Isabella Granata, trentacinque anni, single, nata a Lipari e tornata sull’isola dopo gli studi per diventare commissario di Polizia. Dedita al lavoro, è una donna forte e fragile allo stesso tempo, perché deve convivere con un passato doloroso che l’ha fortemente segnata. È proprio questo suo mix caratteriale a renderla tanto brava nel suo lavoro e a consentirle di comprendere istintivamente dettagli che ad altri sfuggono. Isabella è molto attraente, ma pur essendone consapevole, non è sfacciata, mantiene il suo pudore e una sorta di ingenuità infantile che rendono la sua bellezza ancora più seducente. Non ha bisogno di mostrarsi, perché le è sufficiente passeggiare per attirare su di sé gli sguardi degli altri. Questo suo modo di essere donna la rende estremamente affascinante, ma non va a cozzare con il suo essere commissario. Diventa parte del suo modo di lavorare, consentendole di comprendere le cose prima coi sensi e poi con la logica. È intelligente Isabella, capace nel suo lavoro e questo le fa guadagnare il rispetto dei colleghi e degli isolani. È proprio questa combinazione a rendere il suo personaggio particolarmente intrigante e gradevole.
La figura femminile nei racconti di Muraca
Un elemento che spicca in tutti e cinque i racconti che compongono il romanzo, è il modo in cui l’autore descrive le diverse figure femminili che in essi compaiono. Oltre a Isabella infatti, sono varie le storie di donne che si avvicendano. Sono mogli, figlie, sorelle o figure un po’ solitarie, turiste o isolane… alcune diventano assassine, spesso con un passato tragico che le porta a gesti estremi, altre sono vittime di chi non riesce ad affrontare i propri fantasmi e riversa la propria rabbia e la propria oscurità su di esse. Come ha commentato l’attrice Valeria Solarino «Fernando riesce a raccontare i personaggi femminili in modo autentico, profondo e insieme poetico». E non ci sono parole migliori per descrivere ciò che l’autore è in grado di fare con le “sue” donne; in qualsiasi ruolo esse appaiano, hanno sempre queste caratteristiche che vengono colte da un gesto, uno sguardo, una frase o un non detto. Fernando Muraca sembra possedere una lente di ingrandimento sull’universo femminile e sulla parte, forse più intima di esso, riuscendo a trasferire tutto ciò che lo caratterizza all’interno dei suoi racconti. Una sensibilità che non deriva solo dall’esperienza come regista, sceneggiatore o story editor ma che distingue l’uomo e la sua interiorità, elemento che risalta in tutto il libro.

“Tutti gli uomini del… commissario”
Muraca nei suoi racconti non dimentica le figure maschili, distinguendole talvolta per la loro lascivia, l’avarizia, le insistenze o il loro essere viscide, altre volte per le loro qualità migliori. In quest’ultimo gruppo rientrano in particolare tre personaggi come il poliziotto Carmelo, il professore di musica Nino Schiavo e il prete don Marco. Questi tre rappresentano in qualche modo dei riferimenti per la protagonista: sono infatti gli unici uomini da cui si lascia avvicinare. Carmelo è il fido poliziotto su cui Isabella può contare nelle sue indagini, ha imparato a conoscerla, ad apprezzarla – ma non sempre a capirla – e nonostante il suo carattere “passionale” ha compreso quando doveva stare al suo posto, lasciandole i giusti spazi di cui necessita. Per questo con lui riesce a lasciarsi andare allo scherzo e lo considera un amico, più che un semplice sottoposto. Nino Schiavo è un anziano professore di musica che la protagonista incontra in uno dei suoi casi e diventerà un po’ una figura paterna e amichevole, soprattutto quando lui si trasferirà nell’appartamento in cui aveva vissuto proprio il padre di Isabella e che si trova di fronte al suo. Infine c’è don Marco, amico d’infanzia della protagonista, ritrovato a distanza di tanti anni durante un difficile caso di omicidio di cui Isabella si occupa. Don Marco e Isabella erano innamorati ma nessuno dei due ha mai avuto il coraggio di confessare il proprio amore all’altro; la vita li ha poi allontanati e i due hanno preso strade molto diverse. Si ritroveranno, più in avanti, a riscoprire ciò che erano e impareranno a conoscere e rispettare ciò che sono diventati, camminando in silenzio uno accanto all’altra. L’amore si trasformerà in amicizia profonda, un’amicizia che durerà nel tempo. Questi tre uomini colmeranno, in un certo senso, quel dolore e quel vuoto che Isabella porta dentro. In questo quadro non bisogna però dimenticare Vento, il gatto che Isabella si troverà ad adottare suo malgrado: un compagno di vita che saprà dare alla protagonista affetto senza essere ingombrante e che lei ricambierà riaprendo in parte il proprio cuore.

Le isole Eolie: ambientazione e coprotagoniste della storia
L’ambientazione scelta per questi racconti non è casuale: Muraca – come un moderno Ulisse – si è portato dentro un po’ delle atmosfere, dei colori e delle persone vissute nelle “isole del vento”. Per questo le Eolie diventano non soltanto lo sfondo sul quale l’autore costruisce i propri racconti, ma sono, a tutti gli effetti, coprotagoniste delle diverse storie caratterizzandole al punto da riuscire a far immaginare i luoghi in cui hanno vissuto i personaggi, tale da poterne sentire i profumi, i rumori, vederne i colori e comprenderne le peculiarità rispetto a ciò che può caratterizzare una terra diversa. Per dirla con le parole della stessa Cristina Marra «il “virus noir” si è impadronito di Fernando Muraca e ha prodotto i cinque titoli di questa raccolta nera come l’ossidiana, bianca come la pomice, rossa come la lava e verde come i capperi».

Elisa Barchetta

(bottegascriptamanent, anno XI, n. 121, ottobre 2017)

Progetto grafico a cura di: Fulvio Mazza ed Emanuela Catania. Realizzazione: FN2000 Soft per conto di DAMA IT