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Letteratura contemporanea (a cura di La Redazione) . A X, n 110, novembre 2016

Zoom immagine L’audacia di scegliere:
un’eroina tutta italiana

di Cristiana Gagliardi
Con un romanzo avvincente e ottimista, esordisce
la giovanissima Mara Marzella, per Nep edizioni


Ogni stagione ha i suoi colori e i suoi frutti, le fasi dell’esistenza passano una volta sola, ma in esse puoi trovare sempre e comunque un’irriducibile varietà di aspetti. L’ardore del bene poi non fa scelte di tempo e avanza a cavallo dei sospirati progetti verso la realizzazione di una limpida e completa indipendenza.
Boundless. Luna calante è il coinvolgente romanzo di Mara Marzella, giovanissima autrice e promettente studentessa con un’intensa passione per la letteratura e i viaggi.
Fin dalle prime pagine ci conquista lo stile dell’opera: un linguaggio ricco di accurati dettagli e minuziose descrizioni, che ci calano nell’atmosfera delle incredibili vicende affrontate dai personaggi. Con garbata eleganza emerge lo sfondo sociopolitico della storia, mitigato dal carattere diretto e accattivante dei dialoghi.

Il romanzo d’apertura di una promettente trilogia
Il testo è il primo di una trilogia che spazia dal teen drama al fantasy, abbracciando contemporaneamente note tipiche del mistery. Sull’onda di un crescente pathos emerge nitido il ritmo vivo e incalzante della suggestiva narrazione. Protagonista di questa straordinaria avventura è l’audace e ribelle adolescente Marienne Valeri, primogenita di una famiglia alquanto complessa. La sua missione inizia proprio da casa, dove è costretta a sopperire all’irresponsabilità della madre e all’assenza del padre, prendendosi cura dei fratelli minori: «Sì, gli do il latte eccetera, eccetera. Lo sto crescendo io Jordan, non devi ripetermi ogni volta le stesse cose». Tutto ciò nonostante gli impegni e le difficoltà che a volte sorgono fra i banchi di scuola: «Attenta a ciò che dice, signorina. Certi discorsi non dovrebbe farli una come lei. Non davanti a tutti. Questi pensieri non sono tollerati, come ben sa. È una delle più piccole qui in questo corso, rimanga al suo posto. A domani». Il fascino della ribellione, la voglia di riscatto e il generoso aiuto del prossimo nascono, dunque, spontanei nell’animo della giovane, che si dimostra sempre ottimista e sorridente verso il mondo: «Negli anni successivi iniziai a capire molte cose. La prima fra tutte che l’istinto di combattere per il bene era forte e appassionato in me. La seconda che non mi sarei mai tirata indietro davanti alle ingiustizie. La terza che avrei continuato a tentare di salvare tutti, in un modo o nell’altro».
Grazie alla leale amicizia di Erak, sua inseparabile anima gemella («è il mio migliore amico, l’unico a dire il vero. Ha due anni più di me e non è certo uno che passa inosservato») si troverà ben presto ad affrontare ostacoli più grandi di lei, divenendo così l’unica salvezza per un paese compromesso nelle sue fondamenta.

Un’eroina ribelle ma di grande cuore
Marienne vive nella Roma del XXIII secolo, città che ha ormai perso ogni forma di libertà, sottoposta a un opprimente regime di controllo, che impedisce di valicare i confini nazionali: «Chiuse le frontiere, il paese fu barricato all’interno dei confini bloccando qualsiasi orizzonte e, con essi, qualsiasi libertà».
Il programma didattico si sottomette a un’educazione rigida e corrotta, che prevede l’insegnamento di un’unica materia: la Storia. Tuttavia, neanche lo studio di una disciplina volta a conoscere il passato per capire il presente e interpretare il futuro è condotto secondo giustizia, poiché ogni singolo avvenimento è privato di aspetti importanti e particolari decisivi, che vengono oscurati dal regime dittatoriale, secondo un’operazione forzosa di annullamento dell’individuo. «Il falco predatore assunse il nome di Fred Larkaster: impadronitosi del comando dello stato, schiavizzò il popolo, senza annunci, senza parole, senza… alcuna dichiarazione. Assunse un controllo pressoché totale sulle vite di tutti; soprattutto sui nascituri, sui bambini e sugli adolescenti: ne controllava l’istruzione, dettava i libri, istruiva a sua immagine e somiglianza gli insegnanti».
Marienne, assieme a Erak e ad altri “ribelli”, non perde la speranza e, seguendo le orme della nonna, intraprendente attivista per molto tempo, si unisce pure lei al Movimento, l’organizzazione sovversiva che da anni ha in progetto un ambizioso piano di rivolta contro i soprusi del governo centrale: «Il Movimento si è creato quasi per caso, parecchi anni fa. Un paio di persone si riunirono condividendo l’idea che il sistema governativo andasse cambiato, stravolto, se non addirittura distrutto. In questi ultimi anni si è andato espandendo, raccogliendo più consenso di quanto ci si potesse aspettare a quel tempo. Proprio qui, nella vostra scuola, si concentra il maggior numero di giovani sostenitori».
La protagonista affronterà temerariamente con i suoi amici fidati innumerevoli rischi e il pericolo di morte non basterà a svilire la convinzione nelle proprie possibilità e l’entusiasmo di realizzare il sogno proibito di liberazione: «I grigi cadono uno ad uno, accasciandosi sulle ginocchia, talvolta scaraventati all’indietro da un colpo al petto. Loro, poveri uomini, oggi muoiono con quel colore infame sulla pelle, con un marchio cucito sulla schiena che deturpa, disturba e condanna. Cadono, s’accasciano, muoiono uno dopo l’altro. Ma come cadono, s’accasciano e muoiono i grigi, così cadono, s’accasciano e muoiono gli azionisti, in prima linea, con le loro incisioni purpuree che esalano per l’ultima volta deboli battiti di vita, coraggio, libertà».
L’impresa di Marienne non sarà cosa semplice, ma l’incrollabile perseveranza e la brillante lungimiranza saranno le giuste doti che accompagneranno il suo percorso incessantemente, oltre qualsiasi avversità. Nell’immagine vittoriosa della giovane rivoluzionaria possiamo scorgere tutto il garbo di una vera eroina col fascino all’italiana: «Si ha bisogno di persone che restano, Marienne. Di persone che abbiano il coraggio di cambiare le cose, di fare la storia».

Un’ottimistica riflessione sul presente e un buon auspicio per il futuro
La fantastica avventura di Marienne spinge a riflettere sulle inaspettate risorse che il senso dell’illimitato può ancora offrire all’individuo, malgrado la situazione politica del nostro paese, che non deve renderci indifferenti al diritto di decidere il nostro avvenire e chi sogniamo di essere: «Non si tratta mai di giusto o sbagliato. Si tratta di prendere una posizione. Si tratta di scegliere. / Io scelgo di agire. / Sempre». L’abilità singolare della giovane scrittrice sta proprio nel riuscire a mettere perfettamente insieme trama appassionante, tensione narrativa, ricchezza stilistica e fine tessitura di emozioni e riflessioni, sviluppando brillantemente nell’intreccio degli episodi il conflitto generazionale, dove gli adolescenti surclassano i loro genitori totalmente inadeguati alla funzione educativa e protettiva della prole, che appaiono ormai “vinti”, “spenti”, conformisti e incapaci di liberarsi della dittatura.
Estremamente significativo risulta, invece, il rapporto di Marienne con la nonna e in senso figurato con gli anziani in generale, che riescono a mantenere una maggiore capacità di autonomia di giudizio e di contrapposizione al servilismo del potere uniformante e totalizzante.
L’autrice è in grado di sintonizzarsi emotivamente con quanto si sta delineando nello scenario politico internazionale, dove sempre più giovani sono attratti da personaggi anziani, che conservano intatta una forte carica rinnovatrice. Tali aspetti, ci rimandano a diversi episodi della nostra quotidianità: basti pensare alla stima della quale ha goduto Marco Pannella presso le nuove generazioni o alle masse di giovanissimi sostenitori di Bernard Sanders in Usa.
I figli della nostra epoca, viene da chiedersi, hanno forse compreso davvero la storia, i tradimenti e i fallimenti delle ideologie, affinché in loro si possa intravedere, nel prossimo futuro, la speranza di un rinnovato umanesimo?
La narrazione del confronto generazionale aiuta a comprendere meglio chi siamo e quanto la paura di cambiare e il desiderio di modificare l’avvenire, che necessariamente si intrecciano, non riescano a trattenere il recondito bisogno di ogni generazione di sognare la rivoluzione del mondo.
Questo testo presenta, dunque, varie chiavi di lettura: il fantastico, l’emozionale, il sociopolitico e il transgenerazionale.

Cristiana Gagliardi

(www.bottegascriptamanent.it, anno X, n. 107, luglio 2016)

Collaboratori di redazione:
Chiara Maciocci, Ilenia Marrapodi, Rosita Mazzei, Maria Chiara Paone, Emiliano Peguiron
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