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Anno IX, n 93, maggio 2015
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Riflessi d'autore (a cura di Aurora Logullo) . Anno IX, n 93, maggio 2015

Zoom immagine Avventure e amicizie
davanti al Colosseo:
storie d’integrazione
e crescita culturale

di M. Vitalba Giudice
Coccole Books: un libro per bambini
che insegna a superare le paure
e i pregiudizi dell’età contemporanea


Il mondo dei bambini è magico: sono in grado di divertirsi, emozionarsi, vivere delle fantastiche avventure attraversando confini reali e immaginari. Sono capaci di superare barriere che, spesso, i grandi non vogliono varcare; nel loro mondo non esistono differenze di razza, religione, colore o credo e le diversità sono un elemento di confronto e di ricchezza.
C’è di più: a volte ad essere magico non è solo il mondo dei piccoli, ma sono i bambini stessi. Come fanno? Qual è il loro segreto? Chi li guida?
Chiara Ingrao, politica, sindacalista e scrittrice italiana, sperimenta un romanzo per ragazzi e ragazze dai nove anni in su che hanno voglia di sognare, entusiasmarsi e scoprire un nuovo mondo meraviglioso. Habiba la Magica (Coccole Books, pp. 48, € 10,00) è la fantastica avventura di una bambina afroitaliana, specchio della nuova realtà multiculturale del nostro paese, composta da ragazzi di diverse origini ma nello stesso tempo tutti appartenenti a un’unica grande famiglia: quella italiana. Un romanzo in cui la fantasia incontra diverse sfumature sociali, in grado di intrattenere sia grandi che piccini.

Habiba: la piccola italiana tifosa della Roma
Habiba è una bambina di nove anni. Vive a Roma con la mamma, nel quartiere popolare di Torpignattara. Suo padre è morto annegato in mare mentre dall’Africa, insieme alla moglie, cercava di raggiungere l’Italia a bordo di una nave. Nonostante la tragedia subita, la mamma di Habiba ha coraggiosamente scelto di fare nascere la figlia in Italia. E in Italia è anche cresciuta, perciò, a dispetto di ogni legge, la piccola è italiana più di molti italiani.
Habiba ha una passione sfegatata per la Roma o, come la squadra viene chiamata dai tifosi, “la Magica”. Ha anche un’amica del cuore, Silvia, una bimba lentigginosa e dai capelli rossi che invece tifa per la Lazio; di certo non sarà questa piccola diversità a impedir loro di diventare grandi amiche.
Tra le persone che le vogliono molto bene c’è zia Animata, una parrucchiera che spesso si diverte ad acconciarle i capelli con le treccine tipiche africane. La zia allieta anche la bambina raccontandole storie e preparandole l’alokò, un piatto della loro terra cucinato con banane fritte. Animata non perde occasione di ricordare alla nipote le proprie origini, affinché non perda mai il contatto con la cultura africana.
Il testo che ci propone Chiara Ingrao è ricco di spunti di riflessione e mette a fuoco una questione fondamentale legata all’immigrazione e ai processi di integrazione: Habiba è nata e cresciuta in Italia, conosce il proprio paese e in particolare, un po’ per gioco, un po’ per magia, conosce la propria città; per tale ragione può definirsi italiana. Ma è così?
Il dibattito sullo ius soliè molto attuale e la scrittrice trova un modo nuovo di affrontarlo. È proprio per questo che il suo racconto è stato inserito all’interno della campagna nazionale “L’Italia sono anch’io”, promossa da ventidue organizzazioni della società civile e volta a promuovere delle azioni che riconoscano il diritto alla cittadinanza a chiunque sia nato e vissuto in Italia.

Le avventure di Habiba: tra magia e realtà
La favola di Habiba si svolge all’ombra del Colosseo e ha come protagonisti non solo adulti e bambini, ma anche animali e monumenti, paure e timori, e una scopetta. Non si tratta però di una scopetta qualsiasi, bensì di Ermenegilda Saggia Saggina De Scopis, una scopa magica in grado di far volare la piccola su, in alto nel cielo.
Grazie alla scopetta, la bambina affronterà le proprie paure, andando incontro ad avventure che le faranno esplorare in modo nuovo la realtà che la circonda.
Ermenegilda, infatti, organizzerà per Habiba un magico processo fra le nuvole, al quale parteciperanno anche altri bambini, per giudicare il comportamento del vicino di casa razzista e nemico dei piccoli; la porterà al banchetto notturno dei gatti del Colosseo che fanno festa e gioiscono tutti insieme lontano da sguardi indiscreti; le farà incontrare l’Angelo di Castel Sant’Angelo, con il quale trascorrerà un’indimenticabile notte sorvolando il cielo di Roma.
Sarà proprio l’Angelo a ricordare alla bambina che Roma «è la tua città, Habiba. È casa tua. Non permettere mai a nessuno di metterlo in dubbio: nemmeno a un imperatore».
Habiba si entusiasmerà presto delle numerose avventure che Ermenegilda le permette di vivere e così medita sull’opportunità di diventare una vera strega e chiamarsi Habiba la Magica, come la Roma. Ma proprio mentre pensa di diventare una strega a tutti gli effetti, un’altra avventura più emozionante e coinvolgente delle altre la travolgerà: Habiba, infatti, scopre che una bambina è stata rapita dalla camorra e deve salvarla. Come fare? Chi può aiutarla?
Habiba scoprirà che per combattere l’avarizia, il razzismo e la mafia non basta la magia ma è necessaria anche la forza dell’amicizia e dell’unione. Ecco che nel racconto emerge la capacità dei piccoli di sapersi organizzare e di supportarsi gli uni con gli altri. Con l’aiuto dei suoi amici, la bimba magica elaborerà un piano per liberare la piccola prigioniera e salvarla dalle grinfie dei delinquenti.
Sarà un’avventura unica, divertente, che unirà i bambini per sempre e li porterà a sperare di poter volare un giorno tutti insieme nel cielo e fare «le capriole sulle nuvole».

M. Vitalba Giudice

(www.bottegascriptamanent.it, anno IX, n. 93, maggio 2015)

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