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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Selene Miriam Corapi)

Il ritorno dei bastardi
di Pizzofalcone: l’autore
presenta il nuovo caso
dell’ispettore Lojacono

di Selene Miriam Corapi
Maurizio De Giovanni incontra i suoi lettori al San Giovanni di Catanzaro
e svela gli intenti e i retroscena del suo ultimo noir pubblicato da Einaudi


Giorno 5 dicembre 2014 alle ore 18:30, nell’area annessa al complesso monumentale San Giovanni di Catanzaro, si è tenuta la presentazione dell’ultimo romanzo di Maurizio De Giovanni. Scrittore di fama internazionale, le sue opere sono state tradotte in diverse lingue, tra cui inglese, francese e spagnolo.
L’evento, promosso dalla libreria Ubik di Catanzaro in collaborazione con il Country club “Le Querce”, ha attirato numerosissimi spettatori ed è stato momento di profonda passione per la letteratura, ha raccolto molti spettatori ed è stato arricchito dalla partecipazione dell’assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro, Luigi La Rosa, che con soffusa ironia e magniloquente retorica ha presentato l’autore e il suo libro Gelo. Per i bastardi di Pizzofalcone (Einaudi, pp. 320, € 19,00), offrendo agli uditori un’esperienza di alta cultura, alternata a battute umoristiche che hanno sortito il plauso del pubblico. Inoltre, la giovane e talentuosa attrice Mariarita Albanese ha inscenato due brani estrapolati dal testo, il primo sugli abbracci, il secondo sull’eleganza femminile (concetto che va ben oltre quello di bellezza, come ha precisato l’autore), con una competenza e un’interpretazione eccellenti, in perfetto accordo con il pathos trasmesso da De Giovanni nella sua opera. Ogni personaggio, infatti, «vive un suo inferno», come ha sottolineato La Rosa citando un passo estrapolato dal libro: «Ognuno con le proprie paure, ognuno con le proprie ferite, ognuno grato quando uno sprazzo di calore sembra allentare per un momento la morsa del freddo. Da soli erano dei reietti. Insieme sono la più formidabile squadra di poliziotti della città. Per tutti continuano a essere i bastardi di Pizzofalcone».
Infine, ha preso la parola l’autore che, emozionato per i numerosi complimenti ricevuti, ha spiegato le ragioni della realizzazione dell’opera: il suo intento non era scrivere un comune giallo, ma ispirarsi alle molteplici storie reali di cui si conosce veramente poco o che, per comodità, si preferisce ignorare.

I bastardi di Pizzofalcone
Con questo romanzo continua la serie dedicata ai «bastardi di Pizzofalcone», con l’ispettore Lojacono e la sua mitica squadra alle prese con un nuovo caso.
Una ragazza proveniente dalla Calabria, per sfuggire alle angherie del padre manesco e delinquente, scappa e trova rifugio dal fratello, studente fuori sede a Napoli. Entrambi vengono ritrovati morti, l’una strangolata e l’altro brutalmente massacrato di botte. Per i bastardi di Pizzofalcone non sarà un caso semplice, il commissario è stato chiaro: bisogna assicurare alla legge l’assassino, e in fretta; sia per tranquillizzare i civili e fare giustizia, sia per salvare il commissariato di Pizzofalcone, che qualcuno desidera chiudere.
Le indagini porteranno l’ispettore Lojacono sulle tracce del padre della ragazza, uscito da poco di galera e pronto a tutto per rimediare all’infamia derivata dal comportamento della figlia, persino ad ucciderla; ma il commissario sarà anche portato a sospettare del fidanzato della giovane, troppo geloso, frustrato e con molti segreti nascosti.
Difficile capire quale sia la verità dei fatti e chi sia il colpevole; a risolvere l’enigma sarà il lavoro di squadra condotto dai bastardi di Pizzofalcone.

Un noir senza uguali
Un giallo che è più di questo, dunque: un alone di mistero che si aggancia profondamente alla tradizione della letteratura greca, come ha ricordato l’assessore alla Cultura. Nell’Edipo di Euripide, il personaggio principale è un intimo indagatore del mistero, ma all’epilogo della tragedia arriva a fare una macabra scoperta: il colpevole da imputare è lui stesso. Con la medesima arte De Giovanni ha saputo tessere le fila della storia, tenendo avvinto il lettore fino all’ultima pagina. Ancora una volta l’assessore rivela che in realtà gli omicidi sono due, l’uno realizzato e l’altro non portato a compimento, e ci avverte che per lui è stato più angosciante e terribile leggere l’organizzazione dell’omicidio non perpetrato, lasciandoci con la curiosità di scoprire come andrà a finire questo grande mistero.
Non resta a questo punto che indagare… leggendo il romanzo!

Selene Miriam Corapi

(www.bottegascriptamanent.it, anno VIII, n. 88, dicembre 2014)

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