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Anno VIII, n 78, febbraio 2014
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Emozioni in versi (a cura di Aurora Logullo) . Anno VIII, n 78, febbraio 2014

Zoom immagine Cuore e coerenza.
Quali sono le dosi
da usare per vivere
il nostro tempo?

di Federica Lento
Da Galassia Arte, emozioni e verità
in quarantasette delicate poesie


«Dopo aver letto le prime tre poesie di Selene Pascasi mi è tornata subito alla mente una frase anzi direi, piuttosto, una illuminazione di Ungaretti: “Avere luce nel cuore è difficile, soffrire e morire non sono che la sorte di tutti”»: così il romanziere Andrea Cacciavillani scrive nella Prefazione alla raccolta di quarantasette componimenti lirici sull’amore, la lotta al pregiudizio, la giustizia, la forza distruttiva della natura, la violenza sulle donne. Selene Pascasi si occupa da sempre di tematiche sociali, familiari e di violenza domestica sia come avvocato che come firma del gruppo Il Sole 24 ore e, di recente, attraverso la poesia. Con tre quarti di cuore (Galassia Arte, pp. 70, € 16,00) è un testo lirico che non si ferma all’onirico ovattato e fin troppo inflazionato della poesia come mondo lontano dalla realtà, bensì descrive quest’ultima in maniera ferma e disincantata.

 

La poesia per descrivere la realtà

L’autrice, in apertura alla sua raccolta, dichiara: «Scrivo poesie in antitesi ai tempi fugaci e violenti». Usa quindi la poesia per scavare nelle debolezze degli uomini, esplorando la fragilità dell’essere di fronte alla natura, giocare con l’ironia, osservando il mondo e le espressioni dei volti, le sfumature delle voci, elaborando ogni istante percepito per affidarlo poi ad un foglio.

Si tratta di un viaggio dall’anima all’inchiostro, in un dialogo con se stessi. Il titolo della raccolta, Con tre quarti di cuore – lo stesso titolo della settima poesia –, è la solitaria e silenziosa riflessione, adagiata davanti alla luna, di quanto sentimento, di quanto cuore, appunto, si investa nella vita.  Un titolo, quindi, che parla proprio dell’esigenza di intraprendere ogni scelta lasciandosi guidare per tre quarti dal cuore e per un quarto dalla coerenza. Così scrive l’autrice: «Con tre quarti di cuore / ritaglio frammenti / di sentimenti / su brividi intensi // Poi mi siedo a cucirli / con fili di lana / sui controsensi / della natura umana // Incastro mille tasselli / di bimba, di donna / fino a creare / un mosaico di me // Vorrei lo osservassi / da un vetro sottile / per fonderti / in ogni mia verità // Con tre quarti di cuore / mi arrendo ai timori / di tatuare / un’impronta di te».

Dalla raccolta emerge l’idea che la poesia non sia soltanto espressione di un mondo ovattato ma il radicarsi nel sociale, il prendere atto delle mediocrità e della superficialità del mondo per poi scuotere menti intorpidite dai ritmi frenetici della società.

 

Violenza e forza di rinascere

È esattamente questo il messaggio sotteso alle poesie della raccolta. Tra aggressioni fisiche e psicologiche, il dialogo nella coppia e con le persone che ci sono vicine sembra essere l’elemento mancante. E, a questo punto, si fa strada un pensiero ancora più grande: la violenza sulle donne vittime di amori totalizzanti, in bilico tra il desiderio di chiedere aiuto e quello di tener celata la violenza subita. Violenza che troppo spesso viene addirittura percepita come un “accettabile rimprovero” per un errore commesso. Ancora più forte il tema dello stupro in Fiaba e poesia, versi che narrano di ingenuità rubata da «una mano violenta / uno sguardo di rabbia» e di una gabbia di silenzi che troverà la sua chiave in una nuova favola d’amore. Ne La tua equità, invece, la tessitura di parole è legata dalla sete di giustizia, dall’esigenza di impegnarsi per difendere un diritto. Alla lotta contro il pregiudizio di coloro che preferiscono all’unicità una rassicurante omologazione, sono dedicati i versi de L’uomo sociale. In Desideri in proiezione, ci sono invece la speranza e la forza che si sprigionano dalla bellezza di un sogno realizzato, che trova l’energia di trasformarsi in realtà solo nel momento in cui si riesce a scorgere un coerente compromesso tra il potenziale sommerso in ciascuno di noi e la capacità di proiettarsi sul domani. In Accadrà, infatti, una passeggiata in riva al mare permette una riflessione sul futuro, un’attesa sperata nel sogno di provare «i miei stessi silenzi». La vita, però, non è solo brivido di gioia ma anche terrore, smarrimento. Nella lirica L’urlo delle viscere, dedicata ai terremotati aquilani, si riflette sull’impotenza dell’essere umano nei confronti di qualcosa più grande di lui che ridimensiona tutto: trecento vittime vengono sacrificate dall’urlo improvviso della terra e con esse ricordi, speranze, futuro, vita. Ma il potere distruttivo della natura, come ogni evento negativo, può trasformarsi in un dono, permettendoci di apprezzare ogni singolo attimo della nostra esistenza, perché «l’urlo delle viscere è ricordo / ma il brivido terreno / insegna che un istante / nella vita è diamante».

 

Federica Lento

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno VIII, n. 78, febbraio 2014)

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