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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Emanuela Pugliese)

Festa di Colectividades:
in Argentina rivivono
storia e folklore
di tanti migranti italiani

di Rossella Michienzi
Italia e Argentina intrecciano le loro tradizioni sotto il cielo di Rosario,
nella XXIX edizione del “Encuentro y Fiesta Nacional de Colectividades”


Tornano ad accendersi i riflettori sul cuore della Pampa Húmeda. Ancora una volta la graziosa città di Rosario, in provincia di Santa Fe (Argentina), ha aperto le porte alla multiculturalità ospitando dal 15 al 24 novembre l’“Encuentro y Fiesta Nacional de Colectividades Extranjeras”. L’evento, che quest’anno è stato alla sua XXIX edizione, rappresenta il più importante appuntamento per le collettività di migranti presenti nell’affascinante città argentina che per dieci notti consecutive hanno condiviso la danza, la musica e la gastronomia tipica dei propri paesi di origine nel Parco nazionale alla Bandiera. La manifestazione, organizzata dall’Ente turistico Rosario e dalla “Asociación de Colectividades Extranjeras de Rosario”, da sempre offre a chiunque la possibilità di confrontarsi e di respirare la complessità, l’originalità, l’eterogeneità del mondo latinoamericano.

Migrazioni che uniscono nella diversità
È il novembre del 1985 quando si svolge a Rosario la prima edizione dell’“Encuentro y Fiesta Nacional de Colectividades Extranjeras”, evento che in pochissimo tempo si trasforma in una delle feste nazionali più attese e importanti dell’anno. La manifestazione si è presto convertita in una delle maggiori attrazioni turistiche argentine, nonché nella più grande vetrina di multiculturalità. Come scrive Franco Blandi nel suo testo Appuntamento a La Goulette. Le assenze senza ritorno dei 150.000 emigrati in Tunisia, «l’esperienza di un’integrazione dal basso si realizza quando dal sospetto e dal pregiudizio iniziale si passa alla curiosità e alla comprensione, scoprendo che le nostre diversità possono arricchire gli altri solo se siamo disposti a farci arricchire da quelle altrui». Sono parole importanti quelle scritte da Blandi, perché questo è proprio ciò che è avvenuto nella realtà cosmopolita rosarina, dove migranti di tutto il mondo si sono uniti in collettività volte al mantenimento di usi e costumi della cultura “di partenza”, senza mai rinunciare al contatto con quella “di arrivo” e soprattutto al confronto con culture e comunità diverse che sono, ovviamente, riflesso di usi e costumi differenti. Sul punto di compiere i trent’anni, questa festa si è trasformata in patrimonio per tutti coloro che vogliono, da un lato, ritrovarsi con le proprie tradizioni e, dall’altro, godere di una distesa, piacevole e gratificante passeggiata attraverso le culture del mondo, per di più sulle affascinanti sponde del Rio Paranà, che di notte riflette le luci di una città ricoperta di magia.

Per gli italo-argentini Colectividades è un sentimento
Una delle maggiori testimonianze di esodo nella storia è quella degli italiani in Argentina. Inoltre, una delle peculiarità più significative di questo viaggio verso nuove e auspicabilmente migliori condizioni di vita sta nel fatto che il grande paese ospitante ha permesso alla componente italiana di mantenere in vita l’identità di origine nella nuova terra d’approdo.
L’esperienza migratoria da sempre costituisce un terreno affascinante per studi approfonditi da diverse prospettive: storiche, sociologiche, psicologiche, antropologiche. La memoria è un elemento fondamentale del processo migratorio: il migrante che lascia la sua terra (culla per eccellenza della sua identità) per raggiungerne una nuova sente il bisogno impellente di creare un legame con la patria che si è lasciato alle spalle. Questo legame in Argentina, e soprattutto nella città di Rosario, si è concretizzato istituzionalmente in collettività che continuano ad essere sostenute e mantenute in vita da italo-argentini di tutte le età, che hanno messo in piedi una vera e propria “macchina da guerra”. Sì, in Argentina si respirano le vere e antiche tradizioni italiane, e questo grazie a vecchie e nuove generazioni che non rinunciano al piacere incommensurabile di ricordare le loro origini attraverso balli e cibi tipici di ogni regione. Così si può ben affermare che la memoria rappresenta un elemento costitutivo della nostra identità: un soggetto che vive solo nel presente o nella promessa di un futuro è un soggetto che non sa chi è, un soggetto che non ricorda è un soggetto che non esiste; così come non esiste una collettività se la stessa non va ad edificarsi su una memoria condivisa, e a Rosario è stata edificata minuziosamente e soprattutto con il cuore. «Colectividades è l’espressione culturale, sociale e gastronomica del paese ed è proprio questo che l’ha portata ad essere considerata una delle più importanti feste nazionali. Inoltre, Rosario è conosciuta come culla del folklore italiano poiché sede dei gruppi folkloristici più importanti presenti sul territorio, e spesso gli unici chiamati a rappresentare l’Italia nell’intero Sud America. Rosario non è conosciuta solo e soltanto perché è la città in cui ha avuto origine la bandiera argentina, ma anche e soprattutto per la festa nazionale di Colectividades»: così Maximiliano Napoli, membro dell’associazione “Familia Calabresa” e dell’associazione siciliana “Alcara Li Fusi” descrive questa festa tanto cara agli italo-argentini, utilizzando parole da cui traspare non solo una forte passione per le tradizioni, ma un vivo e sentito attaccamento alle origini. «Colectividades è un sentimento, una passione», così la definisce Emiliano Allegri, membro del “Centro Laziale” dal 1994 al 1998, dell’associazione “Familia Campana” dal 1999 al 2007, e attualmente parte integrante dell’associazione siciliana “Alcara Li Fusi”. Molti italiani hanno portato i loro costumi in America, li hanno tenuti stretti a sé fino a farli “vivere” nelle pratiche quotidiane, fino a farli diventare protagonisti della vita di tutti i giorni. Ecco, per tutte queste persone, Colectividades rappresenta una meravigliosa possibilità di lasciare la nostalgia da parte e tornare, per dieci notti consecutive, nel paese di origine, a vedere i balli tipici della propria terra, degustando i cibi tradizionali e osservando vestiti, foto, ricordi e perfino quei bauli che furono portati oltre oceano e che, sebbene in quel momento contenessero ben poche cose, erano colmi di speranza.

Ritagli di programma
Come avviene in maniera ininterrotta dal 1985, a pochi passi dal fiume tra i fantastici spazi verdi che circondano il monumento nazionale alla bandiera, il XXIX “Encuentro y Fiesta Nacional de Colectividades Extranjeras” di Rosario ha riunito tradizioni, musica e gastronomia di mezzo centinaio di collettività. La giornata di apertura si è tenuta venerdì 15 novembre alle 21:00, con spettacoli impreziositi dalla magnifica presentazione del musicista e cantante Víctor Heredia. Domenica 17, invece, ha avuto luogo la sfilata delle “reginette”, ognuna delle quali ha rappresentato la propria terra di origine, e si è conclusa con l’elezione della “Regina nazionale di Collettività” che ha accompagnato, con la sua bellezza, tutte le manifestazioni dei giorni successivi. Oltre a godere delle proposte artistiche che hanno ravvivato lo scenario maggiore, durante i dieci giorni della festa è stato possibile aggirarsi per un gran numero di stand che invitavano a ripercorrere e soprattutto a riannodare gli stretti lacci che legano l’Argentina alle distinte regioni del mondo. Sul “Parco nazionale alla bandiera” protagonisti sono stati i colori, gli aromi, gli odori tipici di collettività di Austria, Brasile, Cecoslovacchia, Cile, Croazia, Germania, Giappone, Grecia, Iran, Iraq, Irlanda, Israele, Italia, Libano, Palestina, Paraguay, Perù, Polonia, Russia, Siria, Slovenia, Spagna, Svizzera, Uruguay, Yemen. Una multiculturalità che si è materializzata sotto il cielo di Rosario e sotto gli splendidi fuochi d’artificio della serata conclusiva del 24 novembre. Un appuntamento annuale da non perdere, dunque, per chiunque sia incapace di resistere al fascino della città di Rosario, che diventa metafora per eccellenza delle culture di tutto il mondo. Per prendere visione del programma completo consultare il sito www.nuevaregion.com.ar.

Rossella Michienzi

(www.bottegascriptamanent.it, anno VII, n. 75, novembre 2013)

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