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Direttore responsabile: Fulvio Mazza
A. XIV, n. 151, aprile 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Emanuela Pugliese)

Una meticolosa indagine
per scavare nei reconditi
segreti dell’animo umano
tra sesto senso e malavita

di Francesca Ielpo
Da Città del Sole edizioni, il nuovo libro della giornalista Paola Picciocchi
che mescola psicologia e malavita, profondi, legami umani e di letteratura


Lo scorso 12 ottobre presso la sede della Fuis (Federazione unitaria italiana scrittori), a Roma, si tiene la presentazione del libro Indagine dell’anima (Città del sole edizioni, pp. 264, € 14,00) di Paola Picciocchi, redattrice multimediale de Il Sole 24 ore. Il coordinatore è il nostro direttore Fulvio Mazza. Dialogano con l’autrice e il pubblico l’archeologa Sabrina Guerra e lo psicologo Annibale Bertola.
Dentro il luogo che custodisce la scrittura, la promuove e la difende, l’opera della giornalista apre un evento in cui si discute di più campi disciplinari e di svariati stati emotivi. Si parla di sensazioni, psicologia e archeologia; di discariche e malavita; di letteratura e impegno civile. Insomma, il soggetto si mescola all’oggetto, le storie personali si intrecciano a quelle della società e della storia.
Non resta che capire di cosa precisamente si tratta.

Tra archeologia e psicologia
Indagini dell’anima narra della famiglia Orli ‒ composta da una madre, un padre e tre figli ‒ che si trova ad affrontare una vacanza in Campania, presso Agentemo, dove la signora Orli entra in coma e la figlia maggiore viene imprigionata perché accusata di omicidio. Il tutto si svolge in un contesto malavitoso, in cui il rapporto telepatico fra la figlia minore e la madre fa da filo conduttore. Particolare, questo, che rende la trama intima e dolce, seppure di fronte ad un quasi poliziesco (si pensi al titolo stesso: la parola “indagini” rimanda al genere thriller, mentre “anima” porta a pensare alla letteratura esistenzialista di Simone de Beauvoir, o al flusso di coscienza di Virginia Woolf). La sensibilità sembra essere una dote tutta femminile ma, spiega l’autrice, «non è una scelta di genere: è una peculiarità, quella di cui si parla, tutta degli animi puri, avvezzi a comunicare in modo profondo e ricettivo».
Poi, c’è la questione dell’arte, del colore (l’autrice è anche una pittrice), e Fulvio Mazza ‒ in qualità di direttore dell’agenzia letteraria la Bottega editoriale, che ha curato l’opera ‒ afferma: l’autrice «dipinge le istituzioni».
È un «thriller umano», come dice ancora il direttore, in cui si descrivono stati d’animo e accadimenti parte di una realtà intrecciata a coloro che vi gravitano attorno, ai colori, al mare, ai ricordi. Eccone un perfetto esempio tratto dal libro: «Non molto tempo dopo si vede finalmente il mare, mentre la macchina cammina Lara imprime dentro di sé le immagini più belle, più importanti. Guarda il mare cristallino, le piccole ondine che s’infrangono bianche sulle spiagge chiare ma di diversi colori. Lara dà molta importanza ai colori, così ora Letizia è sdraiata sulla spiaggia, ha sempre il cappello di paglia che le copre il viso mentre il resto del corpo si gode il calore del sole, ma non sente realmente caldo, sembra più qualcosa d’immaginato».
Dopo una breve introduzione al libro fatta dal coordinatore, ecco il parere dello psicologo Bertola, che cita Sigmund Freud e il suo L’interpretazione dei sogni, risalente all’inizio del Novecento, e che vede, nel suo inizio, un legame significativo con l’archeologia: le modalità di scavo, infatti, sono simili. L’anima è un accumulo di reperti: vedere il riaffiorare di questi comporta procedimenti irrazionali e complessi. Annibale Bertola parla di telepatia, empatia, percezione sublimale, di cui ancora non si conoscono, a livello scientifico, i meccanismi. Un altro rimando alla sua disciplina è dato dal nome Agentemo, che significa «mai morto». Carl Justav Jung informa, «trova invarianti, sospensioni nel tempo e nello spazio che evidenziano sentimenti ed emozioni».
Sabrina Guerra, oltre a sottolineare ancora una volta l’associazione tra scavi archeologici e scavi dell’anima, loda l’opera definendola intrisa di bellezza e rapporti positivi, nonostante si dipani su malaffari legati ad una discarica. Un altro gesto dell’autrice ‒ dice l’archeologa ‒ ricco di proposte è la collocazione nella storia di un ospedale sperimentale a Napoli: ciò dà «grande energia».
L’editore, Franco Arcidiaco, ringrazia la Fuis e dichiara la sua stima profonda per una scrittrice giornalista, che ha reso Indagini dell’anima simile a un’inchiesta. Tuttavia, Paola Picciocchi ci tiene a dire: «Mi documento prima di scrivere, ma non si tratta di un’inchiesta. Accarezzo le informazioni, informo. Aiuto chi fa inchiesta». Ciò che prevale è un aspetto etereo e il problema centrale è «l’essere umano che si sta allontanando dall’umanità».

Il pubblico protagonista
Il dibattito, verso la fine, si anima e si respira un certo interesse volto a comprendere il libro e la sua autrice. Si sentono domande del tipo «Come nasce il libro? Come nasce il finale?», «Come hai fatto a creare più collegamenti e intrecci nella storia?», «A quale target è destinato il libro?». L’autrice pian piano risponde, timidamente felice di quanto la presentazione abbia coinvolto il pubblico: «Le idee mi vengono di notte. È una storia creata a mano a mano, il finale non lo conoscevo, ho dovuto prima mettere in ordine ciò che avevo in testa», oppure «io, i miei personaggi, li vedo camminare, se solo il libro fosse un film vedrei la città proiettata su uno schermo». E ancora: «Il mio libro potrebbe essere destinato anche a ragazzi delle scuole medie e superiori. È educativo, vi troviamo ruoli esemplari e problematiche».
Così, sulla scia di colori e sensazioni legate all’attualità più dirompente, la presentazione termina e Indagini dell’anima non può che essere divorato.

Francesca Ielpo

(www.bottegaeditoriale.it, anno VII, n. 74, ottobre 2013)

Collaboratori di redazione:
Veronica Lombardi, Ilenia Marrapodi, Antonella Napoli, Maria Chiara Paone
Progetto grafico a cura di: Fulvio Mazza ed Emanuela Catania. Realizzazione: FN2000 Soft per conto di DAMA IT