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A. XIV, n. 151, aprile 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Emanuela Pugliese)

È tra libri, musica e arte
in un’atmosfera magica
che si inizia il dibattito
sul destino dell’editoria

di Giuseppe Peluso
Un confronto di puro piacere tra le eccellenze del panorama culturale
in nome del libro: Rubbettino e la Bottega editoriale ci raccontano che…


In un incantevole scenario incastonato tra i monti di Calabria e accolta dall’ovattata e suggestiva atmosfera del Protoconvento francescano di Castrovillari, si è tenuta nelle giornate del 15 e 16 dicembre 2012 la “I Fiera sociale del Libro. Cultura e società oggi”.

Il fatto editoriale è un evento che spazia tra i più vari orizzonti, andando ad interessare personalità e cariche tra le più influenti e di maggior spicco all’interno del quadro editoriale e non solo.

L’evento fieristico ha inoltre omaggiato il quarantennale della casa editrice Rubbettino.

Ecco quindi che fra carta da scrivere e carta già scritta, meeting,  workshop e dibattiti, al libro si porge onore con le attività che i due giorni di fiera hanno offerto, incorniciate da un convegno che ha visto Rubbettino editore e la Bottega editoriale, come ospiti speciali dell’evento.

 

Un dibattito editoriale tra gli eccelsi del settore

Un convegno è sempre un privilegiato momento di raffronto, discussione e interazione che i vari ambiti scientifici (e nel caso specifico, quello editoriale) vivono e utilizzano per tastare con mano il terreno su cui quotidianamente operano.

Un convegno che ha ospitato questa fiera sociale del libro di Castrovillari e che ha visto unite, sotto la stessa voce Rubbettino editore e la Bottega editoriale, circondate ovviamente da tutta la loro rispettiva produzione editoriale.

Tra i principali organizzatori dell’evento Marco Gatto, Antonello Fazio e Gaetana Evangelista, che hanno diretto e gestito con minuzia e capacità il susseguirsi delle attività. Il giornalista Luigi Grisolia ha diretto e modulato gli interventi con competenza ed eleganza.

Tanti i temi affrontati e tante le discussioni aperte, provocate e snocciolate, nate dagli interventi in aula che hanno accompagnato così piacevolmente il tempo trascorso tra i tavoli della fiera.

Il discorso si è snodato attorno all’amministratore unico della Rubbettino editore, Florindo Rubbettino, e il direttore de la Bottega editoriale, Fulvio Mazza.

Ad aprire il dibattito è stata una breve ma arguta introduzione di Antonello Fazio, incentrata sull’analisi di due termini chiave nel dibattito sull’editoria contemporanea e la crisi che la stessa sta vivendo: «Fiducia e sociale. La crisi è una crisi di tipo “sociale” prima di essere economica e finanziaria, ma bisogna avere “fiducia” nelle aziende che vivono di cultura e, nel particolare, di editoria».

Ciò che si delineerà in seguito sarà quindi il volto di due rappresentanti del mondo editoriale che in prima persona risentono e combattono gli acciacchi derivati da una crisi culturale di ampissima portata.

Con orgoglio e piacere, Rubbettino ricorda e racconta del padre e dell’impresa da lui svolta, che all’epoca venne reputata quasi folle, nel momento in cui decise di dedicare braccia e cuore ad un retrobottega, tra libri da stampare e macchinari da tipografia. Un’impresa ardua ma alla quale oggi tutti siamo grati. Sicuramente fare imprenditoria e trattare di diffusione culturale in una terra, su questo fronte ispida e dura, non è un’impresa da poco, ma lo spirito con cui Rubbettino editore affronta le difficoltà che questa terra dispone lungo il cammino è uno spirito attivo, propositivo, permeabile alla bellezza e al positivismo, ma ben corazzato dal dubbio, dal rischio e dalla paura.

L’editore espone i suoi progetti e la linea ideologica che l’azienda tenta di perseguire con sicurezza, onore e alto rispetto del nome che rappresenta a livello nazionale: parla delle sue collane in promozione e dell’impegno antimafia di cui l’edizione si fa carico e che sostiene ormai da anni.

Un piacevole scambio di battute è quello che unisce i punti disegnati sulla tela del discorso che avanza. La parola rimbalza di bocca in bocca, ampliando e creando un dibattito costruttivo.

La parola passa al direttore Fulvio Mazza che, spezzando subito gli indugi, dà una visione dura ma, purtroppo reale, dell’editoria in Italia. L’agenzia, con le sue collaborazioni, rappresenta da anni ormai la produzione libraria a livello nazionale e, con tono scuro ma fermo, asserisce che sicuramente non ha vita facile all’interno del contesto nazionale ma, nel momento in cui spicca – come l’interesse che ad esempio la casa editrice Pancallo della Locride suscita alle varie fiere nazionali – è bello osservare la meraviglia e lo stupore, aggiungendo così un altro tassello alla rivendicazione della cultura dagli ampi confini.

E poi discussione: l’influenza della tecnologia nel campo editoriale, dall’importanza della carta allo schermo del tablet, il legame viscerale e quasi fisico che il lettore instaura con la carta del libro, e ancora, il ruolo che la scuola deve ricoprire nel panorama culturale contemporaneo e la lotta, di cui le istituzioni devono farsi carico, nella bonifica e nello sfruttamento della produzione locale – come lo stesso Rubbettino suggerisce – per lavorare in direzione dello sviluppo delle menti, aggirando gli argini della pigrizia e della stasi morale e intellettuale.

Su queste tematiche si è soffermata molto, in un altro convegno, anche Margherita Ganeri, docente di Critica letteraria presso l’Università della Calabria.

Forti e dirette si sono rivelate infine le parole del sindaco Domenico Lo Polito, che hanno colpito i presenti per la fierezza con la quale ha appoggiato il progetto e per il tono speranzoso e fiducioso che ha riservato alla realizzazione dell’evento: «Non mi preoccupo che le persone siano poche o tante, ma ciò che mi interessa sono le idee che sono circolate. Non mi preoccupo di avere le masse: la cultura è qualcosa che appartiene alla passione della persona».

La Calabria quindi, armata di tutti i suoi esponenti, è pronta ad affrontare la crisi sociale e sicuramente la cultura, la propensione al cambiamento e al miglioramento, ed eventi di scambio, aggregazione e confronto come quelli che Castrovillari ha ospitato nei giorni passati, sono la dimostrazione di una seria presa di posizione della produzione locale verso il progresso collettivo, inteso non solo in senso culturale.

 

Giuseppe Peluso

(www.bottegascriptamanent.it, anno VII, n. 66, febbraio 2013)

 

 

Collaboratori di redazione:
Veronica Lombardi, Ilenia Marrapodi, Antonella Napoli, Maria Chiara Paone
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