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A. XIV, n.150, marzo 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Emanuela Pugliese)

Affrontare le difficoltà
con metodo scientifico,
partendo dalla certezza
che tutto è possibile!

di Emanuela Pugliese
Al “Pisa BookFestival” presentato il volume Il fattore Q di Alberto Lori
edito da la rondine: un libro per trasformare i dubbi in convincimenti


In occasione della decima edizione del “Pisa Book Festival” − evento fieristico sulla piccola e media editoria − nella giornata del 25 novembre, è stato presentato il volume Il fattore Q. Il risveglio della coscienza. Un percorso quantistico di sviluppo umano (la rondine, pp. 174, € 13,00). L’autore lo conosciamo, o meglio, ne riconosciamo subito la voce: Alberto Lori, esperto in Comunicazione e con una decennale esperienza in Rai, attualmente giornalista freelance e speaker di alcuni documentari per i programmi televisivi Mixer, Superquark, La storia siamo noi e Porta a porta.

 

Il “modello” non è la realtà nella quale viviamo

Lori non perde tempo e, con fare diretto e immediato, ci introduce il suo libro: attraverso la Psicologia quantistica – una nuova branca della Psicologia che ha a che fare anche con la Programmazione neurolinguistica (Pnl) – è possibile migliorare la qualità della propria vita e raggiungere i propri obiettivi mediante l’applicazione della teoria dei quanti.

Prima di entrare nello specifico della spiegazione scientifica, l’autore ci invita a riflettere sugli schemi comportamentali che ognuno di noi crea da moduli funzionali per la propria esistenza. I modelli, tramite i quali agiamo, non sono altro che “mappe del territorio” che consentono di interpretare la realtà in base al personale punto di vista; di conseguenza, essi stessi non sono il “territorio” su cui esprimere il proprio modus operandi o potersi muovere con tranquillità per risolvere i problemi, poiché non rappresentano una riproduzione fedele di ciò che ci circonda.

Difatti in qualunque realtà viviamo, siamo sempre pronti a ricavare informazioni tridimensionali sulla base delle quali riuscire a costruire modelli, ossia esperienze personali diverse da soggetto a soggetto. Sarà necessario, quindi, ricavare ulteriori dati per costruire modelli sempre nuovi, in modo da evitare di interpretare la realtà mediante lo stesso punto di vista.

 

Cambiare i modelli per risolvere i problemi

«Un problema non si può risolvere se non si cambia il modo di pensare di chi ha creato quel problema», diceva Einstein. Per arrivare ad una effettiva modificazione bisognerà avere un esempio da imitare, un punto di partenza. Il modello è l’inizio, la concretizzazione del sogno, il trampolino di lancio e non il punto di arrivo. Per cambiare la realtà, bisognerà mutare dunque il prototipo di riferimento. Tuttavia, mentre una parte del cervello – l’emisfero destro, ossia la sede dei sentimenti, delle immagini, della creatività e della fantasia – ama i cambiamenti, un’altra – l’emisfero sinistro, preposto alla logica, all’apprendimento e alla comprensione – non li predilige. L’utilizzo di entrambi gli emisferi conduce ad una visione univoca della realtà, ma solo la parte destra trova la soluzione alle difficoltà della vita. Il limite, quindi, risiede nel tipo, non nel potenziale che è infinito: dire “non ce la farò mai” costituisce un ostacolo per la propria vita. In quest’ambito, il risultato non è prevedibile, in quanto la realtà non è lineare e continua, ma discontinua e sincronica, un luogo dove ciascun individuo è artefice del proprio destino.

 

La coscienza: in altre parole il “salto quantico”

Per realizzare il cambiamento è indispensabile affidarsi alla propria coscienza, quella che gli orientali chiamano Brahman, ossia “energia”. Nella Meccanica quantistica questa energia si chiama “vuoto” – in termini più scientifici il “vuoto quanto-meccanico” – dove non risiede nulla, né movimento, né azione; un “non luogo”, dunque, dal quale emerge ogni cosa e, a partire dal quale, tutto diventa possibile. Bisogna affidarsi alle aree emozionali del cervello per far sì che il cambiamento si concretizzi. Qualunque cosa la mente creda con intensità, accadrà immediatamente o non accadrà affatto (in questo consiste il “salto quantico”). Grazie alla teoria dei quanti sarà possibile scoprire che la coscienza non emerge solo dalla materia, ma anche dalla mente: essa ci aiuta ad acquisire consapevolezza, in egual misura, dei nostri limiti e potenzialità.

In sostanza, tutto può avverarsi: basta volerlo!

 

Emanuela Pugliese

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 64, dicembre 2012)
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