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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Emanuela Pugliese)

Dal “Pisa Book Festival”
la Bottega editoriale
e il suo stand narrato
da una nuova “recluta”

di Francesca Erica Bruzzese
Tra celebri presenze e una programmazione di prim’ordine, l’espositore
n. 150 nella città rossocrociata raccoglie consensi, calore e soddisfazione


È terminata domenica 25 novembre la X edizione del “Pisa Book Festival”, iniziata venerdì 23, che anche quest’anno, al Palazzo dei Congressi di Pisa, tra i suoi protagonisti dell’editoria indipendente italiana ha trovato la partecipazione dell’agenzia letteraria la Bottega editoriale, che ha presentato le proprie attività ed esposto i più gettonati prodotti librari delle case editrici “Franco Pancallo Editore” e “Infinito Edizioni”.

Come descritto nell’articolo a firma di Rossella Michienzi su Bottega Scriptamanent di novembre (http://www.bottegascriptamanent.it/?modulo=Articolo&id=1456&idedizione=75), si è trattato di una fiera del libro e di eventi, una tre giorni dotata di un’invitante programmazione che, in sede di conferenze e dibattiti, ha visto la partecipazione attiva non solo di giovani scrittori esordienti nel panorama italiano, quali ad esempio i pisani Luca Ricci, Marco Mavaldi e il partenopeo Marco Marsullo, ma pure di personalità affermate e di prestigio, del mondo editoriale e non solo, come il romanziere Maurizio de Giovanni, la scienziata Margherita Hack, il Premio Oscar Dario Marianelli ‒ autore delle colonne sonore di V per Vendetta e Orgoglio e pregiudizio del regista Joe Wright ‒, il giornalista e speaker Alberto Lori.

È in questo fervido contesto che si è avuto modo di ritrovare centinaia di lettori appassionati, cultori di ristampe anastatiche di opere altrimenti introvabili, soggetti dotati di curiositas per tutto ciò che attiene al mondo che li circonda, che, per un attimo accantonate le piccole-grandi difficoltà economiche in cui ultimamente versa il nostro Belpaese, si sono avvicinati ai vari stand duecentotrenta per l’esattezza alla ricerca dell’incontro con il libro “giusto” con cui tornare a casa, quello che più avrebbe corrisposto ai propri interessi, alle proprie esigenze, al percorso di studi intrapreso, al ritrovamento delle proprie “radici” culturali e, in più di un caso, di quelle etnologiche.

La Bottega editoriale, assieme alle suddette case editrici rappresentate, è riuscita a rispondere con soddisfazione alle aspettative di una considerevole parte di pubblico. Lo stand, l’espositore n. 150, ha accolto visitatori di varie tipologie: studenti interessati agli scritti filosofici di Tommaso Campanella e Giordano Bruno, piuttosto che a cronistorie della Magna Grecia; emigrati, giovani e meno giovani, alla ricerca di un “contatto erudito” con la propria terra d’origine che si sono fermati, soddisfatti, davanti alle stampe di “Franco Pancallo Editore”; appassionati intenditori delle vicende politiche e sociologiche dell’Est europeo e asiatico pronti a divorare le sinossi delle controcopertine dei vari lavori di saggistica, pubblicati da “Infinito Editore”, incentrati su paesi quali Bosnia, ex Jugoslavia, Cambogia e Iran.

Ma, tra le cose più belle ed entusiasmanti dell’esperienza da “neofita” della scrivente, sarebbe ingiusto trascurare una caratteristica saliente riscontrata nel “nostro” padiglione: i rapporti calorosi e cordiali, intrattenuti e tra di noi rappresentanti allo stand, e tra noi e i visitatori, che hanno contribuito a riscuotere consensi per il nostro lavoro e a creare il clima di simpatia ed entusiasmo portatore del buon esito della nostra “avventura” pisana.

 

Un binocolo sul “nostro” stand                                            

L’allestimento ha avuto inizio il pomeriggio di giovedì 22 novembre.

Appena arrivati, il Palazzo dei Congressi stava già abbandonando l’aspetto asettico dei pannelli divisori montati per l’occasione tra i futuri prossimi stand e dei lunghi tavoli prontamente adibiti ad hoc, per rivestirsi progressivamente dei colori dei totem, delle lettere delle locandine che sarebbero state affisse, delle tovaglie che avrebbero ricoperto il bianco dei banconi su cui sarebbero stati esposti i libri.

Un via-vai di pacchi e scatoloni: al loro interno, libri, depliant, gadget.

Al nostro stand, qualche piccola difficoltà legata al ritardo del recupero di un pacco, oltre che produrre una certa preoccupazione, non ha comunque smorzato l’entusiasmo dell’avventura di cui di lì a breve, assieme a molti altri “colleghi”, amanti dei libri come noi, saremmo stati protagonisti. Tra alcuni di noi ci si conosceva già, tra altri la conoscenza è avvenuta in estemporanea “sul campo”; nell’arco di pochissimo tempo il gruppo de la Bottega editoriale ha conquistato sintonia e compattezza.

Insieme abbiamo provveduto relativamente a: disposizione del materiale incluso negli scatoloni, montaggio dei totem ‒ lunghi pannelli pubblicitari delle attività dell’agenzia sostenuti verticalmente da un’asta ‒, sistemazione del telo per il nostro banco, controllo degli effettivi riscontri tra contenuto delle bolle ‒ elenchi dotati dei titoli e della quantità di copie dei libri inviati dagli editori ‒ e presenza e numero dei libri materialmente pervenutici, preservazione dell’integrità degli scatoloni in cui restituire tramite corriere i libri non venduti ai relativi editori.

Dopo l’ordinamento del materiale sul bancone e dopo aver ragionato circa la disposizione più accattivante da dare ai libri ‒ a questo proposito, indispensabili le “dritte” lasciateci dagli editori, su quali libri andassero in “posizione strategica” e quali in “posizione normale” ‒, abbiamo potuto ritenere di avere felicemente terminato l’allestimento.

Le vicende della tre giorni si sono scandite attraverso la divisione dei turni al nostro stand, turni che comunque non hanno impedito di ritrovarci spesso tutti insieme e di chiacchierare, in loco, sulla sorte dei “nostri” libri, sull’attenzione che potevano suscitare e in chi, sulla loro vendita.

Chi più e chi meno, alla fine siamo stati tutti continuamente presenti entusiasti, compatti e sempre sorridenti in quest’avventura. La nostra esperienza si è snodata, così, tra foto scattate al pubblico che veniva a visitarci, incontri stimolanti con il variegato panorama degli autori che venivano a proporre le loro opere, con aspiranti redattori, traduttori, illustratori ‒ segno che l’editoria è ancora un settore che attira professionalmente i giovani ‒ e varie “consulenze” sui libri e sui diversi servizi offerti da la Bottega editoriale.

In conclusione, dopo aver impacchettato tutto per la spedizione, non poteva mancare ‒ e non è mancato! ‒ un bel festeggiamento per gli esiti felici del nostro stand, contenti pure che la crisi economica non sia ancora riuscita a impedire alle persone di investire sull’informazione, sulla conoscenza, di nutrire la propria curiosità e vivacità intellettuale e di partecipare a iniziative che, come questa, sono volte al mantenimento della propria “voce critica” su fatti e questioni che hanno riguardato, regolano e influenzeranno ancora le dinamiche della storia del mondo.

 

Francesca Erica Bruzzese

(www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 64, dicembre 2012)

 

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