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A. XIV, n. 156, settembre 2020
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Riflessi d'autore (a cura di Mària Ivano)

Zoom immagine Una rappresentazione
lucida e affascinante
dell’umanità moderna
e di ciò che la divora

di Pamela Quintieri
Da Edizioni esordienti ebook, gli intriganti racconti di Andrea Benigni
descrivono le contraddizioni e i tormenti della nostra vita quotidiana


Poliedrici, multiformi, cangianti: così appaiono i contorni di certe storie, che si illuminano e si frastagliano delineando intrecci singolari e sempre sorprendenti nella loro ammaliante concretezza.

Pensieri e azioni si legano nella giostra dell’umana esistenza e sprigionano un vortice di emozioni fortemente cariche di pathos. È la mente, e con essa il cuore, a determinare il Leitmotiv delle nostre intenzioni, del nostro sacrificato agire, intenso o miseramente vuoto. Domande, dunque, dubbi o certezze, evidenti risposte, cosa ricerchiamo nel lento scorrere del nostro percorso umano, affastellando illusioni, effimere chimere, sogni incantevoli o inarrivabili bramosie?

«Quale istinto perverso distrugge la stabilità conquistata al prezzo di tante rinunce?» suggerisce, invitandoci alla riflessione, lo scrittore Andrea Benigni, autore della raccolta Il rifiuto e altri racconti (Edizioni esordienti ebook, pp. 92, € 4,99). Un’antologia di racconti, in formato digitale – come del resto tutte le pubblicazioni proposte da questa casa editrice –, vibranti, stimolanti, allineati alla natura del nostro secolo e alle sue conquiste elevate e spesso tristemente distruttive: frenesia, contraddizioni, ricerca di valori, desiderio ma incapacità di affrancarsi dalle proprie frustrazioni. È un uomo fragilissimo e liricamente convincente quello disegnato dallo scrittore, che comunica attraverso le profonde incertezze del suo essere ed esistere nel tempo: un tempo fermo e insieme altalenante tra attese ed eterno rincorrersi. Un uomo disilluso che si interroga e argomenta i suoi pensieri e le sue scelte: un’entità vivida e così reale da apparire fisicamente presente al lettore, vicino e tangibile. «Spalanco gli occhi. Un’altra notte di veglia e di orrore. Nella penombra fisso il soffitto, per assicurarmi che esista ancora. Che io esisto ancora: come tutte le mattine, il primo pensiero va al fatto che sono ancora vivo».

 

Un universo di cambiamenti e anime in costante divenire

«La guerra mi sta sradicando l’anima. Soffiando dentro di me l’odio. La mia guerra contro la guerra la combatto in ospedale tutti i giorni. E giocando a scacchi in internet tutte le notti. La mia passione di sempre per la scacchiera riesce ad offuscare la realtà, e a rilassarmi». Trepidazione e ritmo, intensità e lirismo, i personaggi qui tratteggiati sono originali, carismatici, emblematici. Sono spiriti pensanti che si aggirano manifestando volontà e desideri, in un mondo sempre più racchiuso nel suo effimero agire, intessono e difendono il senso del dialogo, del desiderio di contatto con il simile inteso come il doppio cui riferirsi e specchiarsi per evolvere e costruire. Parliamo di figure che sono nitide, dalla psicologia delineata in maniera sempre netta e dalle caratteristiche approfondite. Esse emergono a tutto tondo dalle pagine del libro, si concretizzano e manifestano comportamenti che risultano di esercizio per la mente e il cuore. I personaggi sono dunque incarnazione della voce narrante, interna e onnisciente, che argomenta e descrive con piglio originale e coinvolgente. «Sono curioso di capire che cosa c’è di tanto interessante in bacheca, ma l’idea di avvicinarmi agli altri mi fa venire l’acidità di stomaco. Non mi sopportano. E io loro: sempre a lamentarsi. Privi di qualsiasi ambizione. Mai una critica costruttiva, una proposta intelligente. Un branco di pecoroni svogliati e perditempo».

Analisi della società e dei suoi costumi o attacco vigoroso agli stereotipi che la dominano inevitabilmente? Sicuramente una fotografia costante e veritiera della nostra condizione di esseri umani e del nostro interagire con il cosmo. E allora da quale parte stare? A quale gruppo dunque è giusto sentirsi più legati e appartenere con convinzione? Sta a noi la decisione definitiva. Imbocchiamo da soli la strada che riteniamo più opportuna.

 

Suggestive atmosfere

L’ambientazione, presentata con ricchezza di particolari e dettaglio, non è mai ridotta a sterile cornice degli accadimenti. Piuttosto che il semplice canovaccio sul quale agire ed esistere, essa si trasforma in parte integrante della narrazione, esplicando una funzione di presentazione del racconto che avvince e conquista il lettore facendolo suo. «Non è ancora comparsa l’alba mentre la barca scivola silenziosa sull’acqua quieta del lago. Luca, con aria assonnata, rema lentamente, assaporando il fumo della pipa stretta tra i denti. La soffusa luminosità lunare permette di distinguere solo la sagoma scura degli alberi che circondano il lago, e delle poche barche ormeggiate alle boe». Lo scenario subisce, infine, una metamorfosi e si modifica in humus, la poltiglia vitale che alimenta il sacro fuoco dei protagonisti: la loro convinzione. L’osservazione della realtà si contorce e il tempo si dilata assumendo una dimensione quasi onirica e irreale, sospesa tra l’azione e il suo opposto. La fisicità dei corpi e delle anime diviene una piccola lente caleidoscopica attraverso cui distorcere la realtà ed esaminarla in maniera più profonda ed evidente.

«Torno a casa che è già notte. Chiudo la porta e tiro le stampelle sul pavimento. Mi lascio sostenere dalla parete e sospiro. Accendo la luce, gli occhi scivolano svogliati sul computer. Arrivo zoppicando vicino al divano, mi ci tiro sopra e affondo la faccia tra i cuscini. Voglio dimenticarmi di questo mondo, ma non ci riesco».

Un’ambientazione, ben strutturata, che si intreccia con la storia stessa divenendone parte integrante, persino elemento chiarificatore che giustamente sottolinea quanto la mutevolezza del tempo storico in cui viviamo rispecchi il nostro camaleontico odierno osservare, confrontare, percepire noi stessi e gli altri. Tassello che definisce le corrette regole comportamentali, identifica le argomentazioni nascoste o solo accennate, accompagna il lettore al cuore del racconto.

 

Una lettura intensa e folgorante

Sono pagine ricche e avvolgenti in cui il ritmo è concitato, solletica l’immaginario, spinge alla riflessione alimentando emotivamente la logica. «Quando parlavi di lei ai tuoi amici, dicevi solo una parola: allucinante. Ti aveva spalancato la porta su di un mondo nuovo, e te lo stava facendo conoscere accompagnandoti per mano, osservando con un sorriso dolce la tua meraviglia. Era uno scorcio africano dove ti eri cacciato». Una fluidità che fa evidenziare una presentazione degli eventi scorrevole e dotata di grande scioltezza e musicalità, tutta giocata su una costruzione lineare e ritmica, sull’utilizzo voluto di frasi soprattutto brevi, che spesso esprimono i pensieri dei protagonisti mentre argomentano un’introspezione psicologica minuziosa e avvincente.

«Davanti ad un piatto di sushi, ti aveva detto: “Settimana prossima vado a Londra.” “Ah” avevi sbottato, e ti eri già allarmato. “Sì, vado a trovare mio fratello.” “Vai per il fine settimana?”

“No” aveva riso. “Sto lì un po’, non spendo mica i soldi del biglietto per due giorni”.»

Essenziale e colloquiale, scarno ma abbellito dai rimandi e riferimenti alla cultura del nostro secolo, il testo si struttura come un racconto sempre attuale e fascinoso.

Lo stile è originale e nuovo, tutto proteso nel tentativo di concentrarsi e di svelare il senso nascosto delle cose appoggiandosi a un tempo narrativo che trova il suo valore nella modernità osservata dall’uomo di oggi.

Una capacità di scrittura approfondita, chiara e scorrevole che scaturisce da una grande e appassionante osservazione della realtà, dei suoi limiti profondi come delle sue inaspettate sorprese. Velocità e scaltrezza, coerenza ed esame del proprio tempo sottolineano le aspettative che l’individuo si crea e poi rincorre.

«Una sirena nel cervello: eri in subbuglio peggio di una stazione dei vigili del fuoco. L’università? Cosa fai con l’università? Mi porto i libri, studio. Ma gli esami? Li darò quando torno. Ma li hai tra quindici giorni! Li darò la prossima sessione. Ma la casa? Quale casa? Ah, già. E noi due? Che c’entra? Come che c’entra? Mica ti lascio, vado via un po’. Ho capito, però mi avevi detto che saremmo andati insieme in Africa, che mi avresti fatto conoscere il tuo paese. E ci andremo. Va be’, ma così…».

 

Luci e ombre sulla società

Avvincente nella sua pertinente analisi, profondamente calato nel quotidiano, il testo è il corretto vademecum per gli amanti della buona letteratura, una piccola perla bianchissima e perfetta.

Suggeriamo il libro a chi ha il coraggio di non elogiare la patina dorata, di non fermarsi alla sterile osservazione della realtà, a chi ama scoprire il misterioso meccanismo delle cose dall’interno. Solo chi ha un cuore impavido conquista la verità. «Fermi la macchina in doppia fila e metti le quattro frecce. Guardi lo specchietto retrovisore sicuro di venir tamponato. Non accade, ma vieni investito da raffiche di flash e colpi di clacson. Giustamente, sei proprio sulla circonvallazione. Sull’edificio non c’è il civico, ma l’insegna gialla di un’officina, come ti aveva detto lei. La facciata che dà sulla strada è priva di finestre».

 

Pamela Quintieri

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 64, dicembre 2012)

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