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A. XIV, n.150, marzo 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Emanuela Pugliese)

Ritorna il finanziamento
per i neogenitori, ideato
dalla Banca popolare
del Mezzogiorno

di Federica Lento
L’istituto di credito rilancia, per il triennio 2012-2014, il “Fondo di credito
per i nuovi nati” per aiutare le coppie nei primi mesi di vita di un neonato


La Banca popolare del Mezzogiorno ha rinnovato l’iniziativa relativa al “Fondo di credito per i nuovi nati”, un finanziamento finalizzato a favorire l’accesso al credito delle famiglie con figli nati o adottati negli anni 2012, 2013 e 2014.

Si tratta di un fondo grazie al quale è lo stato stesso a garantire prestiti e finanziamenti erogati da banche e istituti finanziari; già varato nel 2009 – congiuntamente dall’Associazione bancaria italiana, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Dipartimento delle Politiche della Famiglia del Consiglio dei Ministri – il fondo è stato prorogato per il triennio 2012-2014, con l’articolo 12 della legge 183 del 12 novembre 2011 e varrà dunque per i bambini nati o adottati anche quest’anno.

Disponibile in tutte le filiali della Banca popolare del Mezzogiorno, è un contratto di finanziamento a breve-medio termine la cui durata varia, in genere, da un minimo di dodici a un massimo di sessanta mesi. Il prodotto prevede condizioni economiche estremamente convenienti rispetto allo standard e può certamente costituire un utile supporto per i genitori alle prese con le spese necessarie dai primi giorni e dai primi mesi di vita del neonato.

La Banca popolare del Mezzogiorno ha prontamente aderito al rinnovo, consapevole infatti che il “Fondo di credito per i nuovi nati” continua a costituire una valida forma di sostegno alla genitorialità e alla famiglia.

L’iniziativa, nel dettaglio, prevede l’erogazione ai genitori di un prestito ad un tasso conveniente – d’importo massimo pari a cinquemila euro – da restituire entro cinque anni dalla data di sottoscrizione, assicurato da apposite garanzie. Il tasso di interesse, piuttosto vantaggioso, sarà fisso per l’intera durata del piano di ammortamento, conferendo così alla clientela della Banca popolare del Mezzogiorno la possibilità di prevedere, con la massima certezza, l’ammontare di ogni singola rata mensile del programma di rimborso.

L’efficacia dell’adesione al “Fondo di credito per i nuovi nati” è dimostrata dal fatto che sinora la Banca popolare del Mezzogiorno ha erogato finanziamenti per un importo complessivo pari a due milioni e mezzo di euro, attraverso la concessione di oltre cinquecento “Prestiti per nuovi nati”.

«Questa iniziativa − ha dichiarato il direttore generale della Banca popolare del Mezzogiorno Roberto Vitti in un comunicato stampa reso pubblico dall’istituto bancario − evidenzia ancora una volta la natura “popolare” del nostro istituto, il sostegno e la sensibilità con cui ci rivolgiamo alle famiglie del territorio. Attraverso questa adesione il nostro intento è quello di sostenere la famiglia, istituzione sulla quale si fonda il tessuto sociale, che paga spesso il prezzo della crisi economica mondiale. La nascita o l’adozione di un figlio porta con sé nuove esigenze, ed è importante sostenere i genitori in questa fase delicata».

Tutte le famiglie che desiderano ottenere il finanziamento possono recarsi presso una delle filiali della Banca popolare del Mezzogiorno il cui elenco è disponibile sul sito internet www.bpmezzogiorno.it.

 

Un po’ di storia

La Banca popolare del Mezzogiorno opera con centosedici filiali in quattro regioni del Sud Italia (Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia) e in quattordici province (Agrigento, Bari, Catania, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Matera, Messina, Palermo, Potenza, Reggio Calabria, Siracusa, Taranto, Vibo Valentia).

Nata il 3 novembre 2008 dalla fusione tra Banca popolare di Crotone e Banca popolare del Materano, cresciuta nel Mezzogiorno, è per tradizione una banca locale fortemente radicata nel territorio, ma è anche parte di un gruppo nazionale di grande rilievo. La Banca popolare di Crotone nasce nel 1886 nell’omonima città per volontà di un gruppo di cittadini allo scopo di favorire lo sviluppo del commercio e delle piccole imprese crotonesi. La Banca popolare del Materano trae le sue origini dalla Banca Mutua popolare di Matera, un’antica istituzione bancaria sorta il 24 aprile 1881. Negli anni ’70 la banca incrementa la sua presenza sul territorio supportando la crescita dell’economia locale per entrare, nel 1995, a far parte del gruppo Banca popolare dell’Emilia Romagna (gruppo Bper), a cui tuttora appartiene.

 

Il “Percorso Famiglia”

Il “Fondo nuovi nati” è la seconda delle quattro tappe del “Percorso famiglia”, un piano d’azione intrapreso dal governo per aiutare quelle realtà in cui il nucleo familiare si trova in difficoltà, sia che si tratti di cittadini italiani o di stranieri regolarmente residenti in Italia. Presentato lo scorso 31 luglio, è il risultato di un accordo tra l’Abi (Associazione bancaria italiana), il Ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione con delega alla famiglia e tredici Associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-consum, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori).

Le altre tre misure sono state intraprese al fine di agevolare l’acquisto della propria dimora, modificando il regolamento del “Fondo per la casa”, a favore delle giovani coppie di precari. Un progetto che potrebbe liberare circa un miliardo di euro di mutui per le giovani coppie italiane. Altro obiettivo è quello di garantire ai figli il diritto allo studio, perciò è stato modificato il regolamento del “Fondo studenti”, così da consentire, presumibilmente, finanziamenti per circa quattrocento milioni di euro, facilitando, allo stesso tempo, la loro erogazione. Infine, è stata prorogata la sospensione dei mutui per le famiglie che hanno difficoltà a pagarne le rate. La misura, infatti, già in vigore da tre anni, consente di congelarle per dodici mesi in caso di perdita del posto di lavoro (o cessazione del contratto a termine), entrata in cassa integrazione, morte o infortunio grave.

 

Federica Lento

(www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 63, novembre 2012)

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