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A. XIV, n. 151, aprile 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Emanuela Pugliese)

In uscita l'ebook
Io semino vento:
il romanzo d'esordio
di “Frutta Candita”

di Daniele Sabbi
La nota blogger racconta un'intricata e affascinante storia d'amore.
C'eravamo anche noi per fare il resoconto della presentazione milanese


La presentazione di Io semino vento mostra fin dall'inizio particolarità piacevoli quanto irrituali. Primo: avvicinandosi al ristorante, luogo scelto per la presentazione, un pallido sole spunta nel cielo milanese. È un evento: il bel tempo aveva abbandonato come sempre il nostro treno alle porte della città, come se un cartello di divieto proibisse alle nuvole di spingersi oltre la stazione di Rogoredo. Una volta arrivati, entrando in sala, ci aspetta una seconda sorpresa, ovvero tante mele candite, gentile omaggio dell'autrice ai giornalisti presenti. Ogni mela, foderata di pasta di zucchero, è pesantissima, e subito in sala si approfitta di un momento di distrazione dell'autrice per trovare una linea comune («Ma si mangia?» «Dicono di sì» «Si sbuccia? Si lancia contro un muro? Si ingoia intera?»). Interviene Natascia Pane, Literary Manager dell’agenzia “Contrappunto” che ha seguito il progetto editoriale. Spiega che la mela è il modo migliore per introdurre l'autrice, “Frutta Candita”, alias Laura Orsolini, ideatrice di uno dei più apprezzati blog letterari della rete.

 

Come è nato il progetto “Frutta Candita”

Dapprima vagabonda nel web («Il blog ha navigato su Splinder, Wordpress e altre piattaforme»), Laura naufraga sull'isola di “Blogspot” nell'ottobre del 2011. La sua zattera è una tastiera, i remi sono i ricordi. Appena può va in ferie su quell'isola, e scrive. «Solo storie vere, ognuno ha un sacco di amici che hanno vissuto storie interessanti. La realtà supera la fantasia, tante volte». Ma gli amici sanno di essere i personaggi principali delle tue biografie? «A volte sì, a volte no. Protagonista del prossimo racconto potresti essere tu», minaccia. La star di Io semino vento è invece Leone Gori, quarantenne fiorentino spigliato e talmente perfezionista da ordinare la numerosa collezione di scarpe per colore (a questo punto facce stupite in platea, sguardi attoniti). Di più: si stira le camicie da solo perché non si fida di nessun altro. Leone odioso e pignolo? Forse sì. Ma Leone è anche un uomo innamorato di Ingrid. O meglio: è innamorato dell'amore che Ingrid prova per lui. Sì, è un tantino complesso, ma nemmeno troppo: a Leone piace conquistare ragazze, nulla di più. Ma con Ingrid, bellissima austriaca, qualcosa va storto. Si innamora lui, si innamora lei. Tutto bene? Per niente. Se per Ingrid è cominciata una bellissima storia d'amore, per Leone sono cominciate le crisi di panico. È un moderno Peter Pan, Leone, e l'idea di mettersi in gioco fino in fondo, sacrificare parte del proprio ego per una vita di coppia, «un gli garba affatto», come direbbe lui. In un gioco di sesso, abbandono e seduzione, Leone, vittima e carnefice, si sente costretto a lasciare la donna che ama, poi a riprenderla.

 

La scommessa: la distribuzione unicamente in ebook

Ma eravamo rimasti alle sorprese: vediamo le altre. La prima è il formato del libro. Io semino vento uscirà infatti come ebook, edito dall’italo-americana La Case e già disponibile sulle principali piattaforme − come Amazon − ad un prezzo più che accessibile, inferiore ai tre euro. È dunque il momento di partire per una lunga disquisizione sullo sviluppo dell'ebook? No, perché è in arrivo un'altra sorpresa: il lunch d'autore. Si comincia con una bruschetta di pesce piuttosto crudo (orata?) addormentata su una specie di brodino di mozzarella (così pare). Seguono altre portate misteriose servite in mini-bicchierini corredati di mini-cucchiaini. È il momento di gloria dello chef, ma è destinato a durare poco: l'interesse dei commensali è per la coppia del racconto.

«Frutta, ci fai vedere una foto di Leone?»

«Non potrei ma... Eccolo!». In effetti sembra ancora in forma, Leone, capelli sale e pepe e sguardo di chi la sa lunga. Indossa una camicia azzurra e lo immagino mentre la stira, senza trascurare nessun dettaglio, per poi posarla seguendo la gradazione cromatica tra le altre camicie in un armadio maniacalmente lucidato. Sento di odiare quell'uomo. Invece in sala si solidarizza con lui.

«Lui e Ingrid venivano spesso in questo ristorante: ecco perché ci troviamo qui, oggi», dice Frutta, e tutti voltiamo lo sguardo verso i muri e la parete a finestra che dà sul giardino, e ci guardiamo intorno come fossimo al centro dell'ultima piramide Maya esistente.

Lo chef ne approfitta per riprendersi la scena. Racconta che Leone lo vede spesso, in quella sala, sempre in compagnia di donne diverse. Tutte bellissime. A proposito: e la bellissima Ingrid?

«Ingrid è bellissima. Bellissima». Ok, abbiamo capito. E poi?

«Bellissima e poco più. In realtà il mio amico è Leone e la storia è raccontata dal suo punto di vista», continua Frutta. «Tanto che molti lettori del mio blog si sono sentiti presi in giro, mi accusano di essere in realtà un uomo. Non che sia stata tenera con Leone, anzi». Me lo auguro. Spero che la bellissima Ingrid alla fine sia scappata con un pisano che indossa solo magliette stropicciate della Juventus: sarebbe lo sgarbo peggiore per un fiorentino doc. Ma Frutta non anticipa nulla: «Se speri che ti dica il finale, scordatelo».

Io semino vento è il romanzo d'esordio di “Frutta Candita”, ma altre storie sono già in cantiere. Ad esempio, se siete interessati alle avventure di Luca e Sara, adolescenti alle prese con le prime esperienze sentimentali, potete visitare il blog dell'autrice: fruttacandita.blogspot.it e apprezzare il suo nuovo racconto. Dal blog scoprirete come scaricare gratuitamente le prime trenta pagine di Io semino vento e come contattare l'autrice: i protagonisti del prossimo racconto potreste essere voi!

 

Daniele Sabbi

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 62, ottobre 2012)

 

Collaboratori di redazione:
Veronica Lombardi, Ilenia Marrapodi, Antonella Napoli, Maria Chiara Paone
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