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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Emanuela Pugliese)

È arrivato il “Flep!”:
tradizione e innovazione
in uno spazio aperto
e dedicato alla gente

di Francesca Ielpo
Dal 12 al 16 settembre il Parco Meda, a Roma, ha ospitato con successo
la prima edizione del “Festival delle Letterature Popolari”


«All’inizio degli anni ’80 un gruppo di ragazzi decise di “piantare” un bus e riappropriarsi di uno spazio lasciato al degrado». Questo si leggeva in un comunicato stampa, un bus si vedeva nelle locandine affisse sui tanti muri scalcinati di Roma. Ma cosa stavano preparando queste parole e queste immagini? Si trattava del “Flep!”, ovvero del “Festival delle Letterature Popolari”.

Il Parco Meda ne faceva da sfondo. Da non sottovalutare la scelta del luogo, contraddistinto dalla presenza di un autobus adibito a bar, che era ed è tuttora parte della vita di uno dei quartieri popolari della città.

Dal 12 al 16 settembre, lo spazio popolare del Parco si è trasformato in quello del “Flep!”, uno scenario letterario, sociale e culturale impresso di gente o, meglio, delle azioni dei tanti “qualunque”. Gli stessi che tramandano storie e inconsapevolmente diventano protagonisti letterari.

 

Il popolo e la letteratura

È stata la prima edizione del Festival. Chi con cura l’ha portato alla nascita, con il patrocinio del V Municipio del Comune di Roma, sono gli scrittori di “Terranullius - Cricca 33 Narrazioni popolari” e coloro che fanno parte dell’Associazione “On the road”.

La fiera editoriale, il “Social Media Center”, il “Palco letterario” e un laboratorio di cicloscrittura erano alcune delle peculiarità organizzative di un evento che, in piccole dosi, offriva tutto quello che la letteratura, in svariate modalità, può dare.

Gli stand hanno ospitato case editrici quali: Bel-Ami edizioni, Del Vecchio editore, Hacca, Iacobelli editore, Lorusso editore, Minimum Fax, Nova Delphi, Zero 91. Tra queste, piccole e medie, appariva Feltrinelli che si presentava ai visitatori con lo slogan: «Libri al popolo», ovvero sconti del 50% su numerosi testi.

Il “Flep!” è stato l’ennesima occasione per dialogare dal vivo con l’editoria e per conoscere testi che spesso le librerie ignorano. Le opere presenti erano di diverso genere: fumetti, romanzi, saggi, libri d’arte e tutte le perle dei cataloghi di ogni ospite della manifestazione. Ciascuno deteneva il suo spazio che, seppur piccolo, si avvalorava della presenza di numerosi libri.

Il “Social Media Center” rappresentava l’alternativa alla tradizione: uno spazio in cui era possibile collegarsi gratuitamente ad Internet, provare libri in formato digitale e accedere a una biblioteca con testi in copyleft. Insomma, tutto ciò che rende l’informazione più fruibile e libera. Non mancava un collegamento radiofonico via web con “RadioFlep!”, condotta da giovani voci.

Antistante al coloratissimo bus, segno di occupazione del Parco da parte di “On the road”, vi era il “Palco letterario”, su cui sfilava la cultura con presentazioni di libri, reading, concerti, proiezioni; singolare l’idea di adattare a un reading musicale Vogliamo tutto di Nanni Balestrini, o Il torto del soldato di Erri De Luca.

Questa è la dimostrazione di come anche la letteratura impegnata possa incontrare chi non respira cultura tutti i giorni o, semplicemente, di come la stessa, dilettando, porti alla riflessione profonda.

Infine, non si poteva non pensare ai bambini e alla loro spontanea e bella creatività: ad essi era dedicato il laboratorio di cicloscrittura, il cui scopo era dar vita a una storia da pubblicare, poi, nella giornata conclusiva nella sala mostra dove il pubblico guardava, con sospetto, a un semplice scatolone colmo di vecchi libri. Libri da cui attingere gratuitamente. Ve ne era per tutti i gusti: opere per la propria collezione vintage o opere da riporre nel proprio scrigno conoscitivo.

 

Propositi e risultati

Colori e ottima organizzazione nella cornice di Parco Meda, luogo ideale per avvicinarsi alla letteratura in modo cauto e semplice.

È stata la forza della conoscenza a vincere durante il Festival: nessuno sfarzo architettonico ha convinto Roma e la sua gente a recarsi lì. La valenza editoriale presente e gli originali e interessanti appuntamenti culturali sono stati un biglietto da visita più che convincente.

Lo scopo previsto era «riavvicinare la società civile alla cultura alta, ai valori della nostra tradizione letteraria e artistica, convinti che l’arte in tutte le sue sfaccettature sia l’unico motore “sano” della civiltà, l’unica cosa in grado di raccontarci chi eravamo, chi siamo e cosa siamo in grado di fare. “Flep!” è una risposta “attiva” all’imperante mercificazione della cultura e alle logiche della sua industria oramai agonizzante».

Noi, che siamo stati lì, crediamo che tali obiettivi siano stati raggiunti con successo e speriamo in una seconda edizione: stesso luogo, stessi intenti.

 

 

Francesca Ielpo

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 61, settembre 2012)

 

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