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A. XIV, n. 153, giugno 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Emanuela Pugliese)

Da Edizioni la rondine:
limiti, paure, insicurezze,
tutto ciò che ci trattiene,
Il fattore Q e Alberto Lori

di Pamela Quintieri
Siamo davvero ciò che pensiamo di essere? Ci autocondizioniamo?
Ecco un agile ma denso libro che fonde Psicologia e Fisica quantistica


«Si vede come si vuol vedere» questo affermava il pittore impressionista Edward Manet secoli or sono. Un punto di vista attuale e moderno seppur espresso da un uomo che è vissuto in un periodo storico completamente diverso dai giorni nostri.

Sì, perché proprio di punti di vista parleremo e di come noi stessi percepiamo l’ambiente e tutto quello che con esso accompagna la nostra esistenza di esseri: pensanti, razionali, istintivi!

Questo il cuore pulsante dell’evento che si è svolto presso la libreria Ubik di Cosenza giovedì 7 giugno 2012 alla ore 18:00. Una presentazione ricca di eleganza e di coinvolgimento. All’aperto, nel piazzale antistante i locali della libreria sita in via Galliano, il giornalista Alberto Lori ha raccontato il suo nuovo libro, Il fattore Q (Edizioni la rondine , pp. 172, € 13,00). La cittadinanza cosentina è intervenuta con interesse e partecipazione. In una serata fresca, allietata dal leggero venticello estivo, l’autore ha intrattenuto piacevolmente il pubblico con schiettezza e semplicità, cercando di spiegare argomenti scientifici con parole facilmente comprensibili. Il pubblico si è piacevolmente intrattenuto in un dialogo di circa un’ora e mezza con l’autore, che ricordiamo essere esperto di Comunicazione, giornalista freelance, e storica voce di programmi quali Mixer, Superquark, Porta a porta e La storia siamo noi.

Alla presentazione del libro erano presenti anche Gianluca Lucia, in rappresentanza di la rondine, la casa editrice calabrese di Catanzaro, che ha curato la pubblicazione del testo, e Franco Piperno, docente di Fisica quantistica all’Università della Calabria.

Dopo una breve introduzione dell’autore, che ha spiegato come il suo scritto derivi fortemente dal legame tra Psicologia e Fisica, la parola è stata lasciata al docente dell’ateneo calabrese. Al quesito di Lori «Cosa ne pensa di questo libro?» la risposta è stata «l’ho letto, l’ho consigliato ai miei studenti!».

 

Da Aristotele a Galileo a Newton

Piperno si è ampiamente dilungato in un ragionamento che, partendo dalla Fisica antica di Aristotele, passando per Galileo e Newton – che hanno ragionato un nuovo modo di fare scienza con le loro intuizioni – è arrivato a toccare i concetti moderni che stanno alla base della Fisica quantistica. Il docente ha sottolineato come la Fisica antica fosse molto più vicina all’uomo di quella attuale, data la maggiore facilità di intendimento e di fruibilità della prima perché espressa con un linguaggio semplice, quello della gente comune e non quello empirico dello scienziato! Piperno poi ha sottoposto all’attenzione del pubblico le teorie della Fisica moderna, soprattutto quelle dello studioso David Bohm. Egli ha contribuito fortemente allo sviluppo delle neuroscienze, spiegando che il nostro cervello lavora per ologrammi, immagini 3D della realtà che però non sono in effetti la realtà, elaborandole sulla base del modello delle onde di interferenza. Bohm, scomparso recentemente, ha concentrato il lavoro di una vita sulle particelle subatomiche che, seppur lontane, restano in stretta connessione tra di loro, arrivando all’elaborazione della teoria che la loro separazione è pura illusione, perché esse sono parte dello stesso tutto. Da qui la notazione che l’universo che noi vediamo è un falso, una riproduzione di ciò che è reale, che noi percepiamo come realtà.

 

L’autore e il suo libro

Al termine della lectio magistralis di Piperno, Alberto Lori, sfoderando le doti del grande comunicatore, si è alzato in piedi e, passeggiando e avvicinandosi al pubblico, ha esposto ai partecipanti i punti salienti del suo libro il fattore Q. Il testo di Lori è stato realizzato in collaborazione con la Bottega editoriale, (http://www.bottegaeditoriale.it/), l’agenzia letteraria che era difatti presente, con alcuni suoi editor, all’evento.

Partendo sempre dalla concezione che il nostro cervello lavora per modelli, i cosiddetti ologrammi, e che si è costruito tramite l’esperienza diretta dei sensi, Lori ha spiegato quanto sia davvero difficile cambiare questi standard anche nel momento in cui la realtà subisce un mutamento. Il modello, l’ologramma che ci siamo creati, è qualcosa di statico e quindi di immutabile mentre la realtà evolve, si trasforma giorno per giorno.

Edmund Spenser diceva «È la mente che fa sani o malati, che rende tristi o infelici, ricchi o poveri». Tutto passa attraverso il nostro cervello. La nostra mente elabora mappe concettuali, piccole fotografie della realtà, ad esse l’uomo si adegua e si rapporta.

Lori ha sottolineato che «il libro parla di noi e di quello che facciamo…» […] «solo il 5% del nostro cervello resta cosciente mentre il 95% è incosciente…», il nostro corpo è una macchina perfetta e dunque il nostro cervello lavora, cercando di sprecare minor energia possibile. Questa la ragione della nostra difficoltà a cambiare il punto di vista, il modello, l’ologramma che ci siamo costruiti.

 

Il fattore Q

L’uomo e le sue numerose scoperte scientifiche: un legame che ha caratterizzato fortemente il nostro secolo, cambiando per sempre il cammino dell’umanità. Il testo di Alberto Lori si propone di raccontare e approfondire tutto ciò e molto altro: Psicologia, Neuroscienza, Fisica. Il sapere crea modelli e l’esperienza li scolpisce.

Nascita dell’universo, big bang, atomi, particelle subatomiche, velocità della luce, onde, cervello: tutte le conoscenze che si sono accumulate nel corso della storia dell’umanità hanno determinato la nascita di nuove teorie, hanno creato delle solide basi alle quali ancorare il nostro essere uomini, ma il nostro modo di pensare non è mai cambiato, i nostri modelli mentali sono rimasti intatti, i nostri ologrammi si sono cristallizzati e fissati. Lori sostiene che «la realtà nella quale siamo immersi non è lineare, continua, prevedibile, ma discontinua, probabilistica, sincronica, un luogo dove l’osservatore, la nostra coscienza, torna ad essere padrone del proprio destino».

Cos’è dunque il fattore Q? Un nuovo punto di vista. Il modo per vincere le nostre insicurezze di uomini, affrontandole con un metodo scientifico. L’arma vincente. Un nuovo, dinamico, modo di pensare dell’uomo.

Solo in noi stessi possiamo trovare la forza per vincere i limiti che ci costruiamo giorno per giorno e, citando Goethe, «la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno…». Alberto Lori ha così salutato il pubblico cosentino.

 

Pamela Quintieri

 

(www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 58, giugno 2012)

Collaboratori di redazione:
Letizia Lamorea, Ilenia Marrapodi, Rosita Mazzei, Maria Chiara Paone
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