Homepage - Accesskey: alt+h invio
Editore: Bottega editoriale Srl
Società di prodotti editoriali, comunicazione e giornalismo.
Iscrizione al Roc n. 21969.
Registrazione presso il Tribunale di Cosenza
n. 817 del 22/11/2007.
Issn 2035-7370.

Privacy Policy

Direttore responsabile: Fulvio Mazza
A. XIV, n. 153, giugno 2020
Sei in: Articolo




Dibattiti ed eventi (a cura di Giulia De Concilio)

Salone del libro di Torino
Sovera ha presentato
gli Amori clandestini,
novelle di Italo Ghirigato

di Salvatore Merra
Quando l’amore è incognito, trasgressione e mistero. 6 modi di raccontare
le sfaccettature del sentimento amoroso, attraverso la lente del quotidiano


Torinocentrismo: l’addensarsi della cultura negli spazi del Lingotto. Tra miliardi di pagine esposte al Salone Internazionale del libro (edizione 2012) ne raccontiamo alcune, singolarissime per chiarezza stilistica e densità tematica; quelle scritte da Italo Ghirigato ne Amori clandestini (edito da Sovera edizioni nel 2011), presentato domenica 13 maggio, al salone stesso.

Tra i relatori della presentazione: Fulvio Mazza (direttore de la Bottega editoriale), che ha introdotto l’evento in veste di moderatore; Guglielmo Colombero (critico letterario e autore di romanzi), che ha sapientemente posto in evidenza i punti di forza dell’opera: la nitidezza della prosa, la propensione verso uno stile “cinematografico”; hanno poi preso parte alla presentazione l’autore stesso, Francesco Rolli e Giulia De Concilio che hanno svolto una recitatio del libro: a seguito della proiezione di un video (per ogni racconto, sono sei in tutto) che ne sintetizzava la trama senza svelarne il finale (sempre inaspettato!), i tre recitanti leggevano un sunto dello stesso racconto tematizzandone altri aspetti o anche gli stessi che il video rappresentava.

Infine, pregnante l’intervento del direttore editoriale di Sovera, Salvatore Merra, di cui riportiamo qui di seguito il resoconto dell’intervento, tagliato per esigenze di brevità.

La Redazione

 

 

Amori clandestini è una raccolta di sei racconti, di varia estensione: dalle poche pagine del primo, alla dimensione di un romanzo breve dell’ultimo. Non esiste un confine netto tra il racconto e il romanzo. Apparentemente, la distinzione è nell’estensione. In realtà, un racconto deve condensare una vicenda in breve spazio. Lo stile della narrazione deve essere maggiormente incisivo per lasciare una traccia permanente nella memoria del lettore. Il numero dei protagonisti varia da uno a due, che occupano la scena in modo quasi esclusivo. La letteratura italiana ha fama nel mondo per gli autori di racconti. Su tutti, spicca il Boccaccio per il Decameron, capolavoro assoluto, che dà inizio luminoso alla narrativa italiana. Non è un caso che il romanzo veda la luce alcuni secoli più tardi. È l’Ottocento il secolo d’oro della produzione di romanzi della letteratura europea.

Il titolo stesso suggerisce che il tema preminente è l’amore. Fulcro di (quasi) ogni creazione letteraria e artistica in generale. L’aggettivo clandestini è fonte di suggestioni varie. Indirizza su contenuti trasgressivi o inconfessabili, per l’ottica perbenista.

Italo Ghirigato, in realtà, evidenzia nei sei racconti alcuni aspetti basilari e universali dell’amore.

Il primo, suggerito appunto dalla clandestinità, indica che l’amore è tanto più intenso quanto più è nascosto, segreto, misterioso. Si pensi al mito eterno di Amore e Psiche narrato ne Le Metamorfosi di Apuleio. Se Amore viene messo allo scoperto, può divenire mostruoso, o quanto meno osceno, se non ridicolo. Riserbo e incognito lo proteggono.

Mi permetto di citarmi: “Eros è ciò che copre non quello che scopre”.

Nel racconto breve Adulterio sul treno e in Amore di madre, il più lungo di tutti, si gioca sapientemente sul fattore clandestinità.

Un altro aspetto dell’amore che emerge dai sei racconti è l’impossibilità, spesso, di concludere, di portare a compimento o soddisfazione la relazione. In fondo, la maggiore attrazione e fascino in un rapporto è quando esso è agli inizi e si sviluppa. Si parla di innamoramento. Tutta la letteratura e l’arte, nelle varie culture conosciute, parla di innamorati che tentano di realizzare il proprio amore con esiti spesso drammatici. Il più noto è il caso di Romeo e Giulietta. Si potrebbe citare Virgilio con Didone ed Enea, oppure Ovidio nelle Metamorfosi. Quindi l’amore è fiamma che rischia di bruciare nella prima fase. O viceversa, quando per qualche circostanza si interrompe.

La perdita dell’amato è l’altro fattore che fa riemergere con impetuosità il sentimento, trasformandolo in dolore e angoscia, se la perdita è determinata da evento accidentale e incolpevole, come la morte. Oppure si trasforma in odio se è il partner a troncare o a sottrarsi.

Il racconto Un’anima e un corpo, si sviluppa su elementi del mistero e della ricerca dell’amato incognito. Fabio sviluppa un amore che sa impossibile nei confronti di Suor Clementine. Il fascino è nella sublimazione del sentimento reciproco, che mai potrà concretizzarsi. Rimarrà una traccia nostalgica in Fabio, per la tenera innocente femminilità di Suor Clementine.

Un terzo elemento che caratterizza l’amore affiora dai racconti di Italo Ghirigato. Abitualmente pensiamo al rapporto a due, in una relazione. L’esperienza mette in risalto che l’amore è spesso triangolare. Anzi, la clandestinità si caratterizza proprio con una triangolazione. Non deve stupire se si pensa che l’evoluzione dell’essere umano prevede dapprima il rapporto simbiotico tra il bambino e la madre, nei primissimi anni. Segue la relazione triangolare tra il bambino e il genitore del sesso opposto, in rivalità a quello del proprio sesso. Sigmund Freud ha costruito la teoria e la pratica psicanalitica sul complesso edipico e sull’analisi del transfert.

Il racconto Amore di madre si gioca sul rapporto triangolare tra Marco e Flora e Lorena.

Come evidenzia Margherita Ganeri nella Prefazione, i racconti scorrono con fluidità, come un corso placido, senza rapide o cataratte. Non c’è eccesso di pathos, né conclusioni drammatiche. L’autore pare scegliere uno stile misurato e, nonostante il titolo, vicende usuali nella vita quotidiana. Evita colpi di scena o vere trasgressioni, di cui non sente necessità per catturare il lettore. Costui è attratto proprio dalla condivisione delle proprie vicende con quelle dei protagonisti. Ciò non è a scapito della suspense che mai viene meno fino alla conclusione.

I personaggi femminili si mostrano spesso più emancipati e intraprendenti rispetto ai loro partner maschili, che paiono a volte più ingessati dalle convenzioni e meno disposti a rischiare.

I personaggi dei racconti continueranno a popolare la memoria del lettore, come compagni conosciuti casualmente nell’esperienza reale. Alcuni lasciando attrazione, altri pietà o comprensione, mai giudizio morale.

È il privilegio e la missione del narratore che affabula, sapientemente assolto da Italo Ghirigato.

 

Salvatore Merra

(www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 57, maggio 2012)

Collaboratori di redazione:
Letizia Lamorea, Ilenia Marrapodi, Rosita Mazzei, Maria Chiara Paone
Progetto grafico a cura di: Fulvio Mazza ed Emanuela Catania. Realizzazione: FN2000 Soft per conto di DAMA IT