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Direttore responsabile: Fulvio Mazza
A. XIV, n. 153, giugno 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Giulia De Concilio)

Il museo della Certosa
ha aderito alla lodevole
iniziativa europea per
promuovere la cultura

di Maria Grazia Franzè
A Serra San Bruno il museo certosino rimane aperto fino a tarda notte.
Corposo il numero di visitatori tra visite guidate e un bel concerto di cetra


Anche gli spazi museali accanto all’eremo bruniano, sito a Serra San Bruno, piccolo paese del vibonese, nella scorsa notte del 19 maggio hanno aderito alla festa europea dell’apertura gratuita e notturna dei musei con interessanti iniziative che hanno visto la partecipazione di un congruo gruppo di visitatori.

Luogo di culto bruniano e di profonda spiritualità, Serra San Bruno è nota anche per la fondazione della Certosa voluta da San Bruno di Colonia, di cui si conservano le reliquie e per il quale la comunità serrese, e non solo, è particolarmente devota. In occasione della notte dei musei anche quello della Certosa ha aperto le porte, con tanto di visita guidata e concerto di musica sacra, durante il quale sono stati eseguiti brani, suonati alla cetra, da una giovane suora di un monastero limitrofo.

 

La visita fra silenzio e parole

Alle 21:30 il direttore responsabile del museo, Fabio Tassone, ha accolto i visitatori accompagnandoli nel viaggio che ripercorre la vita di San Bruno e di colui che ha scoperto il dono della propria vocazione.

Il museo, pensato proprio per far conoscere la vita del santo, è anche una riproduzione fedele dell’interno del convento stesso; tempi addietro accessibile solo agli uomini, ora non più. Fabio Tassone, sin da subito parla delle condizioni fondamentali della vita certosina. «La prima condizione per vivere bene la propria scelta è che il monaco deve disporre, nella sua cella, di tutto ciò di cui ha o potrebbe avere bisogno; altro dato fondamentale è dato all’importanza del lavoro durante la giornata che, tuttavia, non deve distogliere il certosino dalla preghiera».

Con queste parole, i visitatori sono accompagnati a visitare la cella dove il certosino trascorre la sua giornata in preghiera e solitudine.

Silenzio, lavoro e solitudine.

Ma se queste tre condizioni sono fondamentali nella regola, l’importanza del tempo diventa, quindi, un collante perfetto.

Il tempo e la sua gestione, afferma Tassone, deve essere “utilizzato” bene, soprattutto se si riflette sul modo di vivere del certosino. Accanto alle parole, in merito all’importanza del tempo, i visitatori sono stati accompagnati nella sala dove è custodito l’orologio secolare, di fondamentale importanza, perché è l’unico strumento disponibile che richiama i certosini alle diverse mansioni giornaliere ma anche e soprattutto alle ore di meditazione di cui il monaco si nutre trovando forza e sostegno per proseguire il proprio cammino.

 

La seconda parte della serata a suon di cetra

Alla conoscenza più prettamente spirituale, il programma ha previsto un concerto di musica sacra per cetra che ha visto suonare la giovanissima suor Grazia Aurora del Volto di Dio. Proveniente dalla vicina Piccola famiglia dell’esodo, nel monastero San Bendetto Labre, che è una piccola comunità monastico-eremitica sita a Decollatura, paese del catanzarese. Suor Grazia Aurora è una delle poche insegnanti di cetra, in Italia; giovanissima, vive nel monastero rispondendo alla regola del silenzio meditando la parola di Dio nella solitudine e trascorrendo gran parte della notte in preghiera adempiendo, assieme alle altre sorelle, la missione di San Benedetto Labre di vivere una vita eremitica totalmente affidata alla Provvidenza divina.

La bravissima insegnante ha eseguito una decina di brani musicali anche composti da lei. Il pubblico-visitatore ha ascoltato compiaciuto i componimenti che hanno predisposto l’animo alla contemplazione e al ringraziamento per la serata. Dulcis in fundo: all’aperto e grazie al tempo clemente, la mostra si è conclusa con la consumazione di cibi tipici di Serra San Bruno, formaggi e marmellate prodotti dal convento stesso; mentre allo scoccare della mezzanotte, tra una chiacchiera e l’altra, al suono delle campane e al di là delle mura conventuali i certosini si preparavano alla notte di preghiera e di lode.

 

Maria Grazia Franzè

(www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 57, maggio 2012)

Collaboratori di redazione:
Letizia Lamorea, Ilenia Marrapodi, Rosita Mazzei, Maria Chiara Paone
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