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A. XIV, n. 153, giugno 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Emanuela Pugliese)

Emigrati italoaustraliani
rivisitano i luoghi natii
in una toccante rassegna
fra immagini di oggi e ieri

di Maria Grazia Franzè
A Melbourne, un giovane italiano, dalle origini meridionali, ha allestito
un’interessante mostra fotografica per presentare i lontani paesi calabresi


Gli italiani emigrati sono tanti e i calabresi, che hanno lasciato le proprie origini, sono altrettanto numerosi. Dal 1876 alla fine degli anni Settanta, si registrano oltre venticinque milioni di italiani che hanno lasciato la propria patria e, tra questi, i calabresi dopo i siciliani sono stati gli italiani che più hanno popolato la terra australiana. Per ricordare le proprie origini e condividere la memoria sempre viva, di una terra amata e mai più rivista dopo il primo viaggio del non ritorno, Matteo Rubbettino, originario di Soveria Mannelli (un piccolo paese in provincia di Catanzaro) trasferitosi a Melbourne, decide di organizzare una mostra fotografica, in occasione della quale saranno esposte le fotografie dei piccoli paesi del catanzarese, immortalati nelle diverse ore della giornata per regalare, in questo modo, una visione attuale dei luoghi natii a chi vive in una pungente nostalgia.

 

La lontananza e il desiderio di ritorno alle origini

È proprio vero che, con il passare del tempo, il desiderio di rivedere la propria casa d’infanzia e magari le vie del paese, dove spesso si giocava, si acuisce. Per questa ragione, e consapevole di questo grande sentimento condiviso da molti calabresi ormai australiani adottati, Matteo Rubbettino è spinto dal desiderio di «regalare a tutti coloro che condividono le stesse origini l’occasione di “vivere una giornata” nel proprio paese di appartenenza attraverso una selezione di fotografie che vuole raccontare l’essenza di ciò che la vita quotidiana nei nostri paesini offre» perché si accorge che, molto spesso, il ricordo sbiadito di una terra lontana lascia nella mente degli emigranti un desiderio di ritorno alla casa d’origine.

Spesso Matteo, incontrando i calabresi per le strade australiane, si è reso conto di quanto il sentimento di nostalgia sia ancora così forte dopo quarant’anni di assenza dall’Italia, al punto che il ricordo dei luoghi natii viene trasmesso anche nelle generazioni nate in Australia.

Molte sono le persone che hanno il desiderio di rivedere le proprie origini anche attraverso un’apparente muta immagine che, agli occhi di un italiano emigrato, dice molte cose. I paesi che raccontano la loro quotidianità sono Soveria Mannelli, Conflenti, Tiriolo, Decollatura, Lamezia Terme, Motta S. Lucia e Platania, perché tanti sono i compaesani trasferitisi oltre l’oceano.

 

La mostra: un’occasione per “visitare il presente” e ricordare le proprie origini

La mostra, attualmente in corso e aperta fino a maggio è costituita da 42 foto dei sette paesi calabresi (alcune scattate negli anni Quaranta e Cinquanta tratte dell’Italian Historical Society del Coasit di Melbourne), da un video in cui i rispettivi sindaci italiani mandano i saluti ai compaesani di oltreoceano, dai pannelli di testo in inglese e in italiano (a cura del relatore) che esplicano il contenuto delle immagini stesse e da alcune proiezioni delle foto stesse. Interessante è l’allestimento della piattaforma, contenente i video di ventiquattro paesi calabresi, alla quale i visitatori si possono avvicinare e scegliere quale paese “visitare” tra i comuni ripresi, dal giovane film-maker lametino Antonio Grande. Accanto ai video, la mostra prevede anche una raccolta di fotografie che, tra gli altri, ha visto la professionale partecipazione di fotografi come Maria Antonietta Bevilacqua per le immagini di Soveria Mannelli e Decollatura; Turi Scillia, Daniele Maiolo e Michela Guzzi per quanto riguarda quelle di Lamezia Terme; Elio Cozza per Conflenti; Luigi Bonadio per i nostalgici di Platania; Federico Rocca e Pierangelo Belfiore per Motta Santa Lucia e, infine l’Associazione fotografica “Obiettivo” per Tiriolo.

Ad indicare la vicinanza degli italiani nel mondo e in Australia non c’è soltanto il ricordo degli emigranti, ma anche le diverse realtà calabresi che sponsorizzano l’evento come Callipo, Caffo e La Rosa nel Bicchiere. Pochi giorni fa c’è stata l’inaugurazione presso il Museo italiano di Melbourne e, per ben due mesi, la mostra potrà essere gratuitamente visitata dagli italoaustraliani, ai quali, chissà, forse non basterà visitare solo una volta per placare la fastidiosa nostalgia canaglia.

 

Maria Grazia Franzè

(www.bottegascriptamanent.it, anno VI, n. 56, aprile 2012)

Collaboratori di redazione:
Letizia Lamorea, Ilenia Marrapodi, Rosita Mazzei, Maria Chiara Paone
Progetto grafico a cura di: Fulvio Mazza ed Emanuela Catania. Realizzazione: FN2000 Soft per conto di DAMA IT