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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Giulia De Concilio)

La disabilità e i giovani:
quanto si lavora in Italia
per migliorare i disagi
a scuola e nella società

di Pamela Quintieri
Da Ferrari: un dibattito sull’integrazione dei portatori di handicap
in una frenetica realtà all’insegna della tecnologia e delle novità


Lunedì 11 ottobre 2011, nell’auditorium “Giovanni Paolo II” dell’Itc “V. Cosentino” di Rende (Cs), è stato presentato il libro Persone disabili – in famiglia, a scuola e in società di Francesco Fusca, che si concentra sulle difficoltà dell’inserimento, integrazione, inclusione e valorizzazione dei disabili in famiglia, nella scuola e nella società in generale. Tra gli spettatori erano presenti alcuni rappresentanti dell’Associazione italiana sordi di Rende che, con l’aiuto della professoressa Teresa Colonna e del suo linguaggio dei segni, hanno seguito la manifestazione.

«Il taglio culturale e socio storico di questo lavoro riguarda pure, di quando in quando, la Calabria e la sua Scuola, che funge da cartina di tornasole per come è andata e va la politica degli ultimi anni in Italia e dintorni»; questo l’incipit del libro che è un saggio-denuncia sui tanto attuali accorciamenti economici che gravano sulle scuole, e che purtroppo interessano fortemente anche i portatori di handicap. «Misurarsi verso l’alto, non verso il basso. […] Allora è necessario che noi prendiamo coscienza di tutto questo e agiamo di conseguenza». L’evento di approfondimento sul testo di Francesco Fusca Persone disabili – in famiglia, a scuola e in società (Ferrari editore, pp. 184, € 13,00) è stato aperto e introdotto da Mario Nardi, dirigente dell’Istituto “V. Cosentino”, il quale ha fatto numerosi apprezzamenti sull’opera e si è espresso favorevolmente sull’impegno e sull’attenzione dimostrati da Fusca al problema da lui trattato.

Profonde le sue parole: «Questo libro è un punto di riferimento, che anticipa il diritto allo studio e che approfondisce i temi dell’inclusione e della solidarietà di persone “diverse come me e non diverse da me”». Il professor Nardi è stato anche il mediatore del dibattito al quale sono intervenuti i seguenti relatori: Maria Francesca Amendola, assessore al Welfare, Sanità, Comunicazione e Rapporti con il cittadino, Qualità della vita e Civiltà del Comune di Rende, che ha rimarcato il forte interesse delle amministrazioni locali verso i disabili e la loro integrazione nella società; Cesare Pitto, docente di Antropologia culturale dell’Università della Calabria, interessato al valore morale dell’aiuto verso i portatori di handicap come «gesto d’amore per gli altri» e sensibile al problema delle leggi italiane esistenti in merito che sono spesso sconosciute o non applicate correttamente; Giuseppe Trebisacce, professore di Storia della pedagogia dell’Università della Calabria che ha spiegato con convinzione quanto sia importante l’attuazione di «strategie pedagogiche e didattiche che tendano alla risoluzione»; l’avvocato Ida Mendicino che, come responsabile del Coordinamento regionale per “l’integrazione scolastica”, ha riassunto tanti anni di attività nel tentativo di non abbandonarsi mai ad una logica pessimistica di rassegnazione ma anzi rafforzare l’impegno che porterà presto a soluzioni interessanti e attuabili. Due, inoltre, le dirigenti scolastiche, che sono intervenute: Carla Savaglio dell’Istituto tecnico commerciale – Liceo scientifico “G. Pezzullo” di Cosenza, che ha trattato le responsabilità della scuola nel ruolo dell’integrazione dei disabili e Loredana Ciglio, dell’VIII Circolo didattico di Cosenza, che ha presentato in termini numerici le percentuali di disabilità in Italia e quanto si può operare per contenere tali dati. Il dibattito si è concluso con un confronto tra la platea e l’autore.

«È tempo di cambiamenti! Mai come in questi ultimissimi anni l’innovazione e la sperimentazione hanno bussato tanto intensamente alla porta socio culturale del nostro Paese. Con risultati che ancora non si possono giudicare…».

 

Pamela Quintieri

(www.bottegascriptamanent.it, anno V, n. 51, novembre 2011)

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