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A. XIV, n.155, agosto 2020
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Dibattiti ed eventi (a cura di Giulia De Concilio)

Dalle piazze alla Camera
politici e scrittori riuniti
per disquisire su temi
di grande attualità

di Maria Grazia Franzè
Il nuovo libro della Rubbettino, presentato in uno dei palazzi più antichi
di Roma, traccia una lucida analisi degli ultimi vent’anni di politica italiana


A Roma la Bottega editoriale ha partecipato all’incontro dibattito che ha visto la presentazione di un libro edito dalla casa editrice Rubbettino, e non tra le piazze romane, bensì nella Sala del mappamondo presso la Camera dei deputati. La presentazione è avvenuta lo scorso 20 settembre in un pomeriggio caldo e umido della metropoli italiana che ha visto tra gli intervenuti il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha aperto e guidato il dibattito; il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu; il deputato Vannino Chiti; la giornalista Lucia Annunziata e, ovviamente, l’autore del libro Vent'anni dopo la Bolognina, Valdo Spini (Rubbettino, pp. 196, € 14,00).

Nell’accogliente e gremita sala storica e politica, alle ore 16:00 Fini esordisce dicendo: «il volume ha un forte interesse politico. Parla alla sinistra e della sinistra. Spini analizza temi che per la loro importanza si impongono all’attenzione dei partiti con un tono che varia a seconda di come vengono poste alcune domande. Se le idealità non degenerano negli ideologismi sussistono i presupposti per un confronto e la fiducia collettiva passa per la fiducia nella politica».

 Il presidente della Camera continua elogiando sia la solida formazione professionale dell’autore, sia constatando che il senso di appartenenza degli italiani all’Italia si sta affievolendo perché: «sempre vengono meno vissuti i valori della Costituzione. Dalla qualità della politica discende la qualità democratica».

 

La politica oggi: un dibattito intenso

Con queste affermazioni il “padrone di casa” lascia la parola al ministro Pisanu che rivolge un particolare interesse al rapporto tra stato e chiesa. «L’idea di laicità ha trovato spazio nella politica. Il futuro non può fare a meno della laicità e, ovviamente, si può parlare di credenti che si ritrovano nella politica». Altro punto sul quale Pisanu si sofferma è quello della globalizzazione: «dobbiamo governare con le idee all’altezza dei tempi che vengono nelle misure in cui le nozioni di destra e sinistra possono rispondere ai problemi del tempo. La politica deve andare oltre e il libro offre una chiara e ampia idea a chi vuole inoltrarsi in questi discorsi». A queste considerazioni Fini non evita di esprimere un parere super partes dicendo che gli schieramenti politici dovrebbero partire da una realtà comune: la condivisione della Repubblica. Con tono diverso e tipico dei suoi interventi, espone la sua opinione l’Annunziata che definisce l’atteggiamento dell’autore l’«outing di un socialista che decide di mettere sul tavolo le angherie. È un libro nostalgico dove la parola Berlusconi è citata solo cinque o sei volte ma all’interno del saggio vi è una grande operazione di sincerità: vi è la descrizione frenetica di un partito che non ha trovato la sua posizione». L’idea della giornalista è poco ottimista, perché conclude dicendo che oggi non solo si è alla fine del berlusconismo ma anche alla fine della politica della sinistra. Poco diversa è l’idea di Chiti: «il libro parla esplicitamente della fine del Partito democratico ma io non credo che il partito sia un fallimento. Sono convinto che il partito possa migliorare, si è creata una forza destinata a superare questo secolo e la storia politica non è riconducibile ad una serie di sconfitte». Il discorso si espande poi all’Europa e al socialismo che, se non si pone interrogativi, rischia di non aprirsi a nuove esperienza progressiste. «Caro Gianfranco – rivolgendosi a Fini – è importante unirsi intorno ad una cultura politica, dopo il Ventesimo secolo, bisogna rinnovare le culture, ciascuno per la parte a cui appartiene».

 

Verso un cambiamento concreto

Infine, l’ultimo interevento, ma non per questo meno importante, lo fa l’autore Spini che introduce il suo discorso con parole ottimiste: «oggi è nato qualcosa di nuovo. Questo libro ha avuto quaranta presentazioni in tutta Italia e, il motivo della scrittura è quello di creare una controtendenza per vedere se c’è o c’è stata qualche giusta politica. Io vedo un errore: quello della furia e fretta politica di creare nuovi partiti senza ideologie ben precise e, il mio libro pone il problema della solidità del Partito democratico». Infine, per concludere, l’autore sorridendo davanti alla colta platea, non solo costituita da politici ma anche da professori, da una classe di un liceo romano e dall’editore stesso, invita tutti ad una presa di posizione che riportiamo interamente e, dopo e per la quale confidiamo in una smaniosa curiosità di acquistare il libro: «oggi le diverse opposizioni chiedono il cambio del Consiglio ma se voi aveste il coraggio e la capacità di indicare il nuovo presidente del Consiglio da dare al paese ci sarebbe sin da subito la sensazione immediata del cambiamento. Poiché camminiamo su una striscia di ghiaccio molto esile. Il nuovismo deve confrontarsi con il concreto!».

 

Maria Grazia Franzè

(www.bottegascriptamanent.it, anno V, n. 50, ottobre 2011)

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